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Errore materiale: correggere i nomi in sentenza

La Corte di Cassazione ha accolto un’istanza per la correzione di un errore materiale riscontrato in una precedente ordinanza. Il ricorrente ha evidenziato che il nome della società era stato indicato erroneamente sia nel frontespizio che nella descrizione dei fatti. Trattandosi di una chiara svista documentale, i giudici hanno disposto la rettifica del nominativo ai sensi dell’art. 287 c.p.c., ristabilendo la corretta identità della parte coinvolta senza modificare il merito della decisione. La procedura non ha comportato la liquidazione delle spese legali.

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Pubblicato il 31 marzo 2026 in Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Errore materiale: la rettifica dei nomi nelle sentenze

L’errore materiale rappresenta una svista formale che può verificarsi anche nei provvedimenti della Suprema Corte. In questo contesto, la Cassazione è intervenuta per correggere l’errata indicazione del nome di una società in una decisione precedentemente pubblicata. La procedura di correzione garantisce la corrispondenza tra la realtà processuale e il testo del provvedimento.

I fatti di causa

Il legale rappresentante di una società operante nel settore energetico ha presentato un’istanza di correzione. Il ricorrente ha segnalato che, in un’ordinanza emessa dalla Corte, il nome della propria azienda era stato sostituito con quello di un’altra realtà societaria. L’errore era presente sia nel frontespizio dell’atto sia nella sezione dedicata alla descrizione dei fatti di causa. Tale discrepanza derivava da una svista nella redazione del documento giudiziario.

La decisione della Corte di Cassazione

I giudici hanno esaminato il ricorso introduttivo e la documentazione del grado precedente. Dall’analisi è emerso chiaramente che la parte ricorrente era effettivamente la società istante e non quella indicata per errore. La Corte ha qualificato l’inesattezza come un errore materiale emendabile. Ai sensi dell’articolo 287 del codice di procedura civile, è stata quindi disposta la correzione del nome in tutti i punti del documento in cui appariva errato.

Implicazioni pratiche della correzione

La correzione dell’errore materiale non modifica il contenuto decisorio della sentenza. Essa serve a eliminare incongruenze che potrebbero ostacolare l’esecuzione del provvedimento o creare confusione sull’identità dei soggetti coinvolti. In questo caso specifico, la rettifica ha permesso di attribuire correttamente gli effetti della decisione alla società che aveva effettivamente agito in giudizio. Per quanto riguarda le spese del procedimento, la Corte ha stabilito che non vi è luogo a provvedere, seguendo l’orientamento consolidato delle Sezioni Unite.

Le motivazioni

La decisione si fonda sulla natura palese dell’errore riscontrato. Quando la divergenza tra la volontà del giudice e la sua espressione grafica è evidente e non richiede un nuovo esame del merito, si applica la procedura semplificata di correzione. L’esame del fascicolo di causa ha confermato che l’indicazione di una società diversa era frutto di una mera disattenzione redazionale. L’art. 287 c.p.c. è lo strumento normativo preposto a garantire che il documento rifletta fedelmente gli atti di causa.

Le conclusioni

In conclusione, la Suprema Corte ha riaffermato il principio per cui le sviste formali devono essere prontamente rimosse per assicurare la certezza del diritto. La correzione del nome della società assicura la piena validità formale dell’ordinanza. Questo tipo di intervento non comporta oneri aggiuntivi per le parti in termini di spese processuali, trattandosi di un’attività di rettifica di un errore dell’ufficio.

Cosa si intende per errore materiale in una sentenza?
Si tratta di una svista o di un errore di battitura che non altera la sostanza della decisione presa dal giudice ma riguarda solo la forma del testo.

Come si può correggere un nome sbagliato in un atto giudiziario?
Bisogna presentare un’apposita istanza di correzione basata sull’articolo 287 del codice di procedura civile rivolgendosi allo stesso giudice che ha emesso l’atto.

Chi paga le spese legali per il procedimento di correzione?
Generalmente non si dà luogo alla liquidazione delle spese poiché il procedimento serve a emendare un errore formale dell’ufficio giudiziario.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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