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Elemento Riordino Retributivo: non spetta ai neoassunti

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 12300/2024, ha stabilito che l’Elemento Riordino Retributivo (E.R.S.) non spetta ai lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro, anche se successivamente trasformato a tempo indeterminato. La Corte ha chiarito che tale emolumento non è legato all’anzianità di servizio, ma è stato istituito per riorganizzare voci retributive preesistenti per il solo personale già in servizio a tempo indeterminato, escludendo quindi i nuovi assunti. La decisione riforma le sentenze dei gradi inferiori e rigetta la domanda del lavoratore.

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Pubblicato il 2 febbraio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Elemento Riordino Retributivo: La Cassazione chiarisce i destinatari

Un’importante ordinanza della Corte di Cassazione ha messo un punto fermo sulla questione dell’Elemento Riordino Retributivo (E.R.S.), una specifica voce in busta paga nel settore dei trasporti. La Suprema Corte ha stabilito che questo emolumento, nato per riorganizzare la retribuzione, non spetta ai lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro, anche se poi stabilizzati. Analizziamo insieme i dettagli di questa decisione e le sue implicazioni.

La vicenda: dal contratto di formazione alla richiesta del bonus

Il caso ha origine dalla richiesta di un lavoratore, assunto nel giugno 2000 da un’azienda di trasporto pubblico con un contratto di formazione e lavoro della durata di 24 mesi. Due anni dopo, come previsto, il suo rapporto è stato trasformato a tempo indeterminato.

Il dipendente ha citato in giudizio l’azienda per ottenere il pagamento dell’E.R.S., un elemento retributivo introdotto da un accordo aziendale del luglio 2000. Sia il Tribunale che la Corte d’Appello gli avevano dato ragione, condannando l’azienda al pagamento delle somme dovute. Secondo i giudici di merito, la successiva trasformazione del contratto a tempo indeterminato rendeva il lavoratore meritevole di tale voce retributiva, calcolando anche l’anzianità di servizio a partire dal periodo di formazione.

La decisione della Corte di Cassazione sull’Elemento Riordino Retributivo

L’azienda di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l’interpretazione data dai giudici di merito. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ribaltando completamente il verdetto.

Secondo la Cassazione, i giudici precedenti hanno errato nell’estendere al lavoratore il diritto all’E.R.S. La Corte ha cassato la sentenza d’appello e, decidendo direttamente nel merito, ha rigettato la domanda originaria del lavoratore, di fatto negandogli il diritto a percepire l’emolumento e le somme richieste.

Le motivazioni: perché l’E.R.S. non è per tutti?

Il cuore della decisione risiede nella natura e nella finalità dell’Elemento Riordino Retributivo. La Cassazione, rifacendosi a un suo orientamento ormai consolidato, ha chiarito che l’E.R.S. non è un beneficio legato all’anzianità di servizio, né un aumento generalizzato per tutti i dipendenti.

Al contrario, esso è stato concepito come uno strumento per semplificare e razionalizzare la struttura retributiva dei lavoratori che erano già in servizio con un contratto a tempo indeterminato al momento della sua introduzione. In pratica, l’E.R.S. ha unificato e sostituito una serie di precedenti indennità, premi e compensi (come indennità di contingenza, mensa, domenicale, etc.) che solo quella categoria di lavoratori percepiva.

La sua funzione era quella di riordinare il sistema esistente, evitando decurtazioni dello stipendio per i dipendenti già in forza. Di conseguenza, non poteva essere esteso a chi, come il lavoratore del caso di specie, al momento della sua istituzione era assunto con un contratto a termine (di formazione e lavoro) e non percepiva quelle voci retributive che l’E.R.S. andava a sostituire. La Corte ha specificato che questa distinzione non costituisce un trattamento discriminatorio, ma una legittima differenziazione nell’ambito di una riforma contrattuale della retribuzione.

Conclusioni: L’impatto della sentenza sull’Elemento Riordino Retributivo

Questa pronuncia consolida un principio fondamentale: nell’interpretare gli accordi collettivi, è cruciale comprendere la volontà delle parti e la finalità specifica di ogni istituto contrattuale. L’Elemento Riordino Retributivo non è un diritto automatico per tutti, ma un emolumento con una precisa funzione compensativa e riorganizzativa, destinato a una platea ben definita di lavoratori. La sentenza chiarisce che la trasformazione di un contratto da tempo determinato a indeterminato non attribuisce retroattivamente diritti sorti in un contesto e con finalità che non includevano quella categoria di lavoratori al momento della loro istituzione.

Un lavoratore assunto con contratto di formazione e lavoro, poi trasformato a tempo indeterminato, ha diritto all’Elemento di Riordino del Sistema Retributivo (E.R.S.)?
No, secondo questa ordinanza della Corte di Cassazione, il diritto all’E.R.S. non sussiste perché tale emolumento era destinato solo a chi era già dipendente a tempo indeterminato al momento della sua introduzione.

Perché l’E.R.S. non è stato riconosciuto al lavoratore?
Perché l’E.R.S. non è fondato sull’anzianità di servizio, ma è stato istituito per ‘confluenza’, ovvero per unificare e sostituire precedenti voci retributive che solo i lavoratori già a tempo indeterminato percepivano. La sua finalità era riorganizzare il sistema retributivo esistente, non creare un nuovo beneficio per i neoassunti.

La mancata erogazione dell’E.R.S. ai lavoratori assunti con contratto a termine è considerata discriminatoria?
No, la Corte di Cassazione ha ritenuto che non si tratti di un trattamento discriminatorio. La distinzione tra personale già in servizio a tempo indeterminato e neoassunti (anche con contratto di formazione) è considerata legittima, in quanto inserita nel contesto di una più ampia riforma degli istituti contrattuali della retribuzione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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