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Eccesso di giurisdizione e appalti pubblici

La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha affrontato il tema dell’eccesso di giurisdizione in relazione a una gara d’appalto per servizi tecnologici in ambito sanitario. Una società esclusa aveva ottenuto dal Consiglio di Stato l’annullamento della gara per il mancato inserimento dei criteri ambientali minimi (CAM). La società aggiudicataria ha impugnato tale decisione, sostenendo che il giudice amministrativo avesse creato una forma di giurisdizione oggettiva non prevista dalla legge. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la valutazione sulla sussistenza dell’interesse a ricorrere rientra nei limiti interni della giurisdizione amministrativa e non è sindacabile in sede di legittimità.

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Pubblicato il 23 marzo 2026 in Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Eccesso di giurisdizione e appalti: i limiti della Cassazione

Nel complesso panorama del diritto amministrativo, il concetto di eccesso di giurisdizione rappresenta il confine ultimo tra il potere del giudice e quello del legislatore. Una recente ordinanza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione ha chiarito i limiti del controllo di legittimità sulle sentenze del Consiglio di Stato, specialmente quando si tratta di impugnazioni relative a gare d’appalto pubbliche e alla tutela dell’interesse strumentale.

I fatti di causa

La vicenda trae origine da una gara d’appalto per l’affidamento di un multiservizio tecnologico presso diverse aziende sanitarie regionali. Una società partecipante, non risultata aggiudicataria, aveva impugnato gli atti di gara lamentando la violazione delle norme sulla sostenibilità ambientale. Nello specifico, si contestava il mancato inserimento nella documentazione di gara dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), obbligatori per legge. Il Consiglio di Stato, ribaltando la decisione di primo grado, aveva accolto il ricorso, annullando l’intera procedura e disponendone la riedizione. Secondo il giudice amministrativo, l’interesse della società a ottenere una nuova gara (interesse strumentale) era sufficiente a legittimare l’azione, a prescindere dalla prova che la stessa avrebbe vinto se i criteri fossero stati presenti.

La decisione della Corte di Cassazione

La società che aveva originariamente vinto l’appalto ha proposto ricorso dinanzi alle Sezioni Unite, denunciando un presunto eccesso di giurisdizione. La tesi difensiva sosteneva che il Consiglio di Stato avesse esercitato un potere non previsto, trasformando la giustizia amministrativa in una sorta di controllo oggettivo sulla legalità, slegato dalla protezione di un interesse concreto del ricorrente. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno ribadito che il controllo della Cassazione sulle sentenze del Consiglio di Stato è limitato esclusivamente ai motivi inerenti alla giurisdizione, ovvero allo sconfinamento dei poteri esterni, e non può estendersi a presunti errori di interpretazione delle norme o alla valutazione della legittimazione ad agire.

Le motivazioni

Le Sezioni Unite hanno fondato la decisione sulla distinzione tra limiti interni ed esterni della giurisdizione. La valutazione della sussistenza di un interesse (legittimo o strumentale) che giustifichi il ricorso è una questione che appartiene interamente al giudice amministrativo. Anche qualora tale valutazione fosse errata, si tratterebbe di un errore di diritto (error in iudicando) e non di uno sconfinamento di potere. La Corte ha inoltre richiamato la giurisprudenza europea e costituzionale, confermando che il diritto dell’Unione non impone agli Stati membri di prevedere un ulteriore grado di impugnazione dinanzi alla Corte Suprema per vizi che non riguardino strettamente la giurisdizione.

Le conclusioni

In conclusione, l’ordinanza riafferma l’autonomia del giudice amministrativo nell’interpretare le condizioni di ammissibilità dei ricorsi. Per le imprese che operano nel settore degli appalti pubblici, ciò significa che la decisione del Consiglio di Stato sulla validità di una gara e sulla legittimazione dei concorrenti è, di regola, definitiva. Non è possibile utilizzare il ricorso per eccesso di giurisdizione come un surrettizio terzo grado di giudizio per contestare il merito o l’interpretazione delle leggi applicate dal supremo organo di giustizia amministrativa.

Cosa si intende per interesse strumentale in una gara d’appalto?
È l’interesse di un concorrente a ottenere l’annullamento di una procedura di gara illegittima per poter partecipare a una nuova selezione corretta.

Quando la Cassazione può annullare una sentenza del Consiglio di Stato?
Solo per motivi inerenti alla giurisdizione, ovvero quando il giudice amministrativo ha superato i limiti esterni del proprio potere invadendo altri ambiti.

Il mancato inserimento dei criteri ambientali minimi può annullare una gara?
Sì, la legge prevede che i criteri ambientali minimi siano parte integrante della documentazione di gara e la loro assenza può portare alla riedizione della procedura.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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