Alcuni creditori insinuati al passivo di un fallimento aperto nel 2004 hanno richiesto l'indennizzo per equa riparazione Legge Pinto a causa dell'eccessiva durata della procedura, chiusa a luglio 2018 senza formale comunicazione del decreto. Il Ministero della Giustizia ha eccepito la tardività della domanda, sostenendo l'applicazione del termine breve di sei mesi per il passaggio in giudicato del decreto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ministeriale, stabilendo che per i fallimenti aperti prima della riforma del 2009 si applica il vecchio termine lungo annuale per la definitività della chiusura. Di conseguenza, il termine semestrale per agire decorreva dalla scadenza dell'anno, rendendo i ricorsi tempestivi e confermando i risarcimenti.
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