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Diritto Immobiliare

Azione revocatoria: vendita tra parenti e presunzioni
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una vendita immobiliare tra madre e figlia. L'azione revocatoria è stata accolta perché il legame di parentela, unito ad altri indizi, costituisce una presunzione sufficiente a dimostrare la consapevolezza della figlia di ledere le ragioni del creditore della madre. La Corte ha ritenuto che la vendita fosse finalizzata a sottrarre il bene alla garanzia patrimoniale del creditore, il cui diritto derivava da una precedente e problematica compravendita immobiliare.
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Categoria catastale F/4: decisiva per le imposte
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini della tassazione di una compravendita immobiliare, l'unica classificazione rilevante è quella esistente al momento del rogito. Nel caso di un immobile in ristrutturazione accatastato in categoria catastale F/4 (unità in corso di definizione), l'amministrazione finanziaria non può applicare le imposte basandosi sulla precedente categoria strumentale (albergo). La categoria F/4 indica uno stato di trasformazione che rende inapplicabili le classificazioni passate, imponendo una valutazione basata sulla situazione effettiva del bene.
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Rinuncia ricorso cassazione: no contributo unificato
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti in una causa immobiliare. Il punto chiave della decisione è che la rinuncia al ricorso in Cassazione non comporta l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, poiché tale misura sanzionatoria si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità e non può essere estesa per analogia.
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Azione revocatoria: il credito litigioso e la prova
Una società immobiliare, dopo una sentenza d'appello sfavorevole che la condannava a restituire una cospicua somma, vendeva un intero complesso edilizio. La società creditrice agiva con azione revocatoria per rendere inefficace la vendita. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che accoglieva la domanda, rilevando un difetto di motivazione. I giudici d'appello non avevano adeguatamente valutato il momento in cui era sorto il credito e la conseguente consapevolezza del debitore di arrecare un danno (scientia damni), elementi essenziali per l'azione revocatoria.
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Delibera condominiale nulla: quando è impugnabile?
La Corte di Cassazione chiarisce i confini tra delibera condominiale nulla e annullabile. Una società ha impugnato una delibera che ripartiva i costi per il rifacimento di un solaio e delle strutture portanti di una cantina, applicando erroneamente i criteri di legge. La Corte ha stabilito che la delibera è nulla, e quindi impugnabile senza limiti di tempo, perché l'assemblea ha agito al di fuori delle proprie attribuzioni, decidendo su materie non di sua competenza come la ripartizione delle spese per strutture portanti comuni secondo criteri errati e l'accertamento di responsabilità per danni.
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Prescrizione responsabilità solidale: vale per tutti
A seguito di un incidente mortale in un condominio, la Cassazione ha chiarito un punto cruciale sulla prescrizione e responsabilità solidale. La Corte ha stabilito che l'atto di costituzione di parte civile nel processo penale a carico di un solo coobbligato (l'amministratore) interrompe la prescrizione anche per gli altri responsabili (i condomini), in virtù del vincolo di solidarietà che li lega a causa dell'unico fatto dannoso.
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Vizi strutturali appalto: la responsabilità del costruttore
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un costruttore per vizi strutturali nella realizzazione di un tetto. L'ordinanza chiarisce che il richiamo alla consulenza tecnica d'ufficio (CTU) costituisce motivazione sufficiente e che la richiesta di risarcimento per difetti gravi, avanzata sin dal primo grado, non costituisce una domanda nuova in appello. L'analisi si concentra sulla distinzione tra vizi strutturali e variazioni progettuali, confermando la responsabilità dell'appaltatore per i primi.
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Responsabilità direttore lavori: i limiti del dovere
Una società immobiliare cita in giudizio l'impresa costruttrice e il direttore dei lavori per gravi difetti in un'opera. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, chiarisce i limiti della responsabilità del direttore dei lavori. In assenza di un incarico specifico per la verifica progettuale e di un capitolato dettagliato, il professionista non risponde delle scelte sui materiali o di vizi non derivanti da una sua negligenza nella vigilanza sull'esecuzione. L'ordinanza affronta anche il tema procedurale dell'ultrapetizione in materia di spese di lite.
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Errore revocatorio e giudicato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo che un presunto errore revocatorio nell'interpretazione di un giudicato esterno non costituisce un errore di fatto, ma una questione di diritto. La Corte sottolinea che il giudicato va assimilato a un 'elemento normativo', la cui interpretazione errata non può essere contestata tramite lo strumento della revocazione per errore di fatto, ma attiene a un eventuale errore di giudizio.
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Notifica nulla: Cassazione cassa sentenza d’appello
Una società di distribuzione gas, erroneamente dichiarata contumace in primo grado, veniva condannata in appello. La Cassazione ha annullato la sentenza d'appello a causa di una notifica nulla, non effettuata personalmente ma presso un avvocato di un precedente giudizio. Rilevando un litisconsorzio necessario processuale, ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per un nuovo esame con tutte le parti correttamente presenti, evidenziando il vizio della notifica nulla.
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Interesse ad agire condominio: cosa succede se vendi?
Un ex condomino ha impugnato una delibera assembleare per lavori straordinari, ma ha venduto il proprio immobile durante il processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che viene meno l'interesse ad agire condominio. Per proseguire l'azione legale è necessario mantenere la qualità di condomino fino alla decisione finale, a meno che non si dimostri un persistente e concreto pregiudizio patrimoniale derivante dalla delibera stessa.
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Impugnazione delibera condominiale: i termini da fare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16635/2024, chiarisce le modalità per l'impugnazione della delibera condominiale in sede di opposizione a decreto ingiuntivo. Un condomino si opponeva al pagamento di oneri condominiali, lamentando la mancata convocazione all'assemblea e vizi di calcolo. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che i vizi che rendono una delibera annullabile (come l'omessa convocazione) devono essere fatti valere non con una semplice difesa (eccezione), ma con un'apposita domanda di annullamento (domanda riconvenzionale) da proporsi entro i termini di legge.
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Ricorso per cassazione inammissibile: guida pratica
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso per cassazione inammissibile presentato da un condominio contro la sentenza di un Giudice di Pace. La decisione ribadisce che per le sentenze emesse secondo equità, l'unico rimedio è l'appello a motivi limitati, non il ricorso diretto alla Suprema Corte, con conseguente condanna alle spese per l'appellante.
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Rinuncia al ricorso: estinzione senza spese
Un condomino aveva proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza che lo obbligava a pagare delle spese condominiali. Successivamente, ha presentato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dal condominio. La Corte di Cassazione, applicando la normativa specifica, ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza condannare il ricorrente al pagamento delle spese legali, proprio in virtù dell'accettazione ricevuta.
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Responsabilità professionale notaio: il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 16621/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni acquirenti contro un notaio. Sebbene la responsabilità professionale del notaio fosse stata accertata in appello per non aver verificato vincoli urbanistici su un immobile, la richiesta di risarcimento è stata respinta per mancata prova del danno. La Cassazione ha sottolineato che il ricorso era inammissibile perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, compito precluso alla Suprema Corte, e per difetti procedurali come la mancanza di autosufficienza.
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Presunzione di condominialità: la prova contraria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16619/2024, ha chiarito i criteri per determinare la proprietà di un'area contesa in un condominio. Il caso riguardava un viale d'accesso che la Corte d'Appello aveva ritenuto di proprietà esclusiva basandosi su un atto di divisione del 1994. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che per vincere la presunzione di condominialità stabilita dall'art. 1117 c.c., è necessario fare riferimento esclusivamente al primo atto di frazionamento che ha dato origine al condominio. Atti successivi o regolamenti non approvati all'unanimità non sono sufficienti a dimostrare la proprietà esclusiva di un bene altrimenti comune.
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Garanzia vizi immobile: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 16592/2024, ha confermato l'esclusione della garanzia vizi immobile per un ampliamento abusivo. Il ricorso dell'acquirente è stato respinto poiché, nonostante le dichiarazioni della venditrice, è stata provata la sua conoscenza effettiva del vizio al momento della compravendita. Tale conoscenza, desunta da discrepanze documentali e dall'evidenza del vizio, rende inoperante la garanzia ai sensi dell'art. 1491 del Codice Civile.
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Travisamento della prova: quando il ricorso è inammissibile
Un professionista ha citato in giudizio un condominio e un vicino per danni da infiltrazioni d'acqua. La Corte d'Appello ha attribuito la colpa a piogge eccezionali e a presunti lavori del professionista. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che denunciare un travisamento della prova non consente di ottenere un nuovo esame dei fatti, ma serve solo a contestare un errore palese su un atto specifico del processo.
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Responsabilità appaltatore: quando è totale per danni
Un'impresa edile, condannata per una frana causata da lavori fognari, ricorre in Cassazione invocando una responsabilità ridotta a causa di preesistenti problemi di drenaggio. La Corte Suprema rigetta il ricorso, affermando la piena responsabilità dell'appaltatore. Secondo i giudici, l'intervento dell'impresa è stato la causa scatenante (condicio sine qua non) del danno, rendendo irrilevante la concausa naturale ai fini di una riduzione del risarcimento.
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Qualificazione della domanda: effetti sui termini
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione. La decisione si fonda sul principio che la qualificazione della domanda operata in una precedente sentenza, sebbene contestata, costituisce un giudicato interno. Di conseguenza, i termini per l'impugnazione, inclusa l'applicazione o meno della sospensione feriale, devono essere calcolati in base a quella qualificazione, rendendo il ricorso tardivo.
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