LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Diritto Immobiliare

Sdemanializzazione tacita: quando il bene pubblico è privato
Un Comune citava in giudizio diversi proprietari immobiliari rivendicando la proprietà di aree su cui erano stati edificati portici, terrazzi e cantine, sostenendo che si trattasse di suolo demaniale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune, confermando la sentenza d'appello. I giudici hanno stabilito che l'approvazione da parte del Comune di un piano edilizio che prevedeva la costruzione di tali manufatti a uso privato su suolo pubblico costituisce un atto inequivocabile di sdemanializzazione tacita. Di conseguenza, il suolo ha perso la sua natura pubblica, è entrato nel patrimonio disponibile del Comune ed è stato legittimamente acquisito per usucapione ventennale dai privati.
Continua »
Cancellazione società processo: la Cassazione decide
Un professionista, condannato per gravi difetti costruttivi di un immobile, ricorre in Cassazione lamentando la mancata interruzione del processo a seguito della cancellazione della società costruttrice. La Corte Suprema rigetta il ricorso, chiarendo che la cancellazione società processo non causa l'interruzione automatica, in virtù del principio di ultrattività del mandato al difensore. Viene inoltre stabilito che i benefici fiscali ottenuti dal danneggiato per le riparazioni non riducono l'importo del risarcimento dovuto.
Continua »
Consorzio di urbanizzazione: oneri e recesso
La Corte di Cassazione ha stabilito che un proprietario immobiliare non può sottrarsi al pagamento degli oneri di un consorzio di urbanizzazione semplicemente esercitando il diritto di recesso. L'obbligo di contribuire alle spese per i servizi comuni (strade, illuminazione, ecc.) è legato alla proprietà dell'immobile e non alla qualità di membro del consorzio, applicando un principio simile a quello del condominio (art. 1118 c.c.). Il ricorso del proprietario, che contestava l'esistenza di beni comuni, è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una revisione dei fatti già accertati dal giudice di merito.
Continua »
Deroga distanze legali: nullo l’accordo privato
La Corte di Cassazione ha stabilito la nullità di una scrittura privata con cui due proprietari confinanti avevano concordato una deroga alle distanze legali tra costruzioni previste dal piano regolatore locale. Nonostante i giudici di merito avessero inizialmente dato validità all'accordo, la Suprema Corte ha cassato la sentenza, riaffermando che le norme urbanistiche sulle distanze sono inderogabili in quanto poste a tutela dell'interesse pubblico. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce della nullità dell'accordo.
Continua »
Rimborso spese produzione frutti: quali sono utili?
Una società agricola ha chiesto il rimborso per lavori di coltivazione su un vigneto, il cui raccolto è stato effettuato dai nuovi proprietari. La Corte di Cassazione ha stabilito che il rimborso spese produzione frutti è dovuto solo per i costi effettivamente utili e necessari, escludendo quelli superflui o eccessivi. La decisione si fonda sul principio di evitare l'arricchimento senza causa, limitando il rimborso all'effettivo vantaggio economico ottenuto da chi raccoglie i frutti.
Continua »
Obbligazione propter rem: no del Comune a soci
Un Comune ha citato in giudizio gli assegnatari di alloggi di una cooperativa edilizia per ottenere il pagamento di un conguaglio sul costo dei suoli. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Comune, chiarendo che tale debito non costituisce un'obbligazione propter rem. In assenza di un'esplicita clausola nella convenzione originaria o di un accollo del debito da parte degli acquirenti, l'unico soggetto tenuto al pagamento resta la cooperativa che ha stipulato l'accordo con l'ente locale.
Continua »
Rinuncia al ricorso: l’estinzione del giudizio
Un caso giudiziario riguardante danni da infiltrazioni immobiliari si conclude in Cassazione non con una decisione nel merito, ma con una declaratoria di estinzione del giudizio. L'ordinanza analizza gli effetti della rinuncia al ricorso presentata dall'appellante e accettata dalla controparte, con conseguente compensazione integrale delle spese legali. La Corte chiarisce che la rinuncia comporta l'esenzione dal pagamento del cosiddetto 'doppio contributo unificato'.
Continua »
Interversione del possesso: da detenzione a servitù
La Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che riconosceva una servitù per usucapione. Il caso verteva su un diritto di passaggio, originariamente concesso come diritto personale. La Corte ha chiarito che, per trasformare la detenzione in possesso utile all'usucapione, è necessario un atto di interversione del possesso, ovvero una manifestazione esterna inequivocabile di voler esercitare il diritto come proprio, cosa non dimostrata nel caso di specie.
Continua »
Responsabilità del conduttore: incendio e prova liberatoria
La Cassazione conferma la responsabilità del conduttore per i danni da incendio, anche in presenza di un'assoluzione penale dei suoi rappresentanti. La Corte chiarisce che l'assoluzione per insufficienza di prove non costituisce la prova liberatoria richiesta dall'art. 1588 c.c., che pone a carico del locatario l'onere di dimostrare che l'evento è derivato da una causa a lui non imputabile.
Continua »
Liquidazione spese legali: il criterio del decisum
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17254/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla liquidazione spese legali. In caso di accoglimento parziale della domanda, le spese devono essere calcolate sulla base della somma effettivamente riconosciuta alla parte vittoriosa ('decisum') e non su quella originariamente richiesta. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente liquidato le spese del primo grado basandosi sul valore iniziale della causa, anziché sull'importo ridotto del risarcimento concesso, violando così i parametri della tariffa forense.
Continua »
Azione revocatoria: vendita per pagare debiti scaduti
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di azione revocatoria intentata contro la vendita di un immobile tra coniugi, finalizzata a pagare debiti preesistenti. La Corte ha stabilito che, per escludere la revoca, non è sufficiente dimostrare l'avvenuto pagamento dei creditori con il ricavato. Il debitore deve anche provare, in modo rigoroso, che la vendita rappresentava l'unico mezzo per reperire la liquidità necessaria, configurando un "rapporto di strumentalità necessaria". In assenza di tale prova, l'atto di vendita è revocabile. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Divieto di alienazione: nullo il contratto di vendita?
Un Comune ha impugnato un contratto di vendita immobiliare, sostenendo la sua nullità a causa della violazione di un divieto di alienazione previsto in una convenzione di edilizia convenzionata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che tale divieto ha efficacia solo tra le parti originarie (efficacia obbligatoria) e non determina la nullità del contratto stipulato con un terzo, in assenza di una specifica previsione di legge che sancisca tale conseguenza.
Continua »
Oneri consortili: quando il ricorso è inammissibile
Una consorziata impugnava in Cassazione la sentenza che la condannava al pagamento di oneri consortili. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi di impugnazione erano generici, non indicavano le norme violate e miravano a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. La Suprema Corte ha ribadito la necessità di rispettare l'onere di specificità dei motivi di ricorso.
Continua »
Oneri consortili: quando sono dovuti al consorzio?
Un proprietario immobiliare ha contestato il pagamento di oneri consortili, sostenendo l'inutilità del consorzio dopo la cessione di alcune aree al Comune. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che gli oneri sono dovuti finché il consorzio continua a gestire e manutenere le aree private di uso comune, come strade e spazi verdi, indipendentemente dalla cessione di altre aree all'ente pubblico.
Continua »
Giudicato interno e cause riunite: la Cassazione decide
Una società costruttrice ricorre in Cassazione dopo che la Corte d'Appello le ha negato il diritto a un corrispettivo per i parcheggi condominiali obbligatori. La società sostiene che si sia formato un giudicato interno nei confronti della maggior parte dei condomini, i quali non avevano impugnato specificamente il punto relativo al pagamento. La Suprema Corte, data la rilevanza della questione sull'estensione degli effetti di una sentenza in cause riunite, ha rinviato la decisione alla pubblica udienza.
Continua »
Servitù di passaggio coattivo e litisconsorzio
Una società agricola ottiene una servitù di passaggio coattivo su un fondo vicino. I proprietari di quest'ultimo ricorrono in Cassazione lamentando, tra le altre cose, la mancata partecipazione al giudizio di un altro confinante. La Corte Suprema, rilevando che la questione del litisconsorzio necessario in questi casi è al vaglio delle Sezioni Unite, sospende il giudizio in attesa della loro pronuncia.
Continua »
Eccezione di ultrapetizione: onere della prova in appello
In una causa su un contratto preliminare immobiliare, la Cassazione affronta l'eccezione di ultrapetizione. La Corte stabilisce che, per verificare se una domanda restitutoria è stata effettivamente proposta, il giudice d'appello deve esaminare gli atti di causa, senza poter rigettare l'eccezione solo perché l'appellante non ha depositato il fascicolo di primo grado. La decisione chiarisce la distinzione tra prove documentali e atti processuali ai fini dell'onere probatorio in appello.
Continua »
Divisione ereditaria: quote diseguali e attribuzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 17176/2024, chiarisce le regole della divisione ereditaria. Viene confermato che l'estrazione a sorte è riservata solo alle quote di valore uguale, mentre per le quote diseguali il giudice può procedere con l'attribuzione diretta. L'ordinanza affronta anche il tema del risarcimento dovuto dall'erede che gode in via esclusiva di un bene della comunione, stabilendo una presunzione di danno basata sul potenziale reddito locativo, invertendo l'onere della prova a carico dell'occupante.
Continua »
Abusi edilizi e recesso: quando è legittimo
Una promissaria acquirente ha scoperto significativi abusi edilizi in un immobile dopo aver firmato un contratto preliminare. I venditori avevano falsamente dichiarato che l'immobile era stato costruito prima del 1967. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto dell'acquirente di recedere dal contratto e di ricevere il doppio della caparra versata, stabilendo che tali difformità costituiscono un grave inadempimento contrattuale, anche se non rendono nullo il contratto stesso.
Continua »
Estinzione del giudizio di cassazione per rinuncia
Una società chiede la revocazione di un'ordinanza della Cassazione per un presunto errore di fatto in una causa immobiliare. Prima della decisione, le parti raggiungono un accordo. La ricorrente rinuncia al ricorso, portando all'estinzione del giudizio di cassazione con compensazione delle spese.
Continua »