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Diritto Immobiliare

Eccezione di ultrapetizione: onere della prova in appello
In una causa su un contratto preliminare immobiliare, la Cassazione affronta l'eccezione di ultrapetizione. La Corte stabilisce che, per verificare se una domanda restitutoria è stata effettivamente proposta, il giudice d'appello deve esaminare gli atti di causa, senza poter rigettare l'eccezione solo perché l'appellante non ha depositato il fascicolo di primo grado. La decisione chiarisce la distinzione tra prove documentali e atti processuali ai fini dell'onere probatorio in appello.
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Divisione ereditaria: quote diseguali e attribuzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 17176/2024, chiarisce le regole della divisione ereditaria. Viene confermato che l'estrazione a sorte è riservata solo alle quote di valore uguale, mentre per le quote diseguali il giudice può procedere con l'attribuzione diretta. L'ordinanza affronta anche il tema del risarcimento dovuto dall'erede che gode in via esclusiva di un bene della comunione, stabilendo una presunzione di danno basata sul potenziale reddito locativo, invertendo l'onere della prova a carico dell'occupante.
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Abusi edilizi e recesso: quando è legittimo
Una promissaria acquirente ha scoperto significativi abusi edilizi in un immobile dopo aver firmato un contratto preliminare. I venditori avevano falsamente dichiarato che l'immobile era stato costruito prima del 1967. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto dell'acquirente di recedere dal contratto e di ricevere il doppio della caparra versata, stabilendo che tali difformità costituiscono un grave inadempimento contrattuale, anche se non rendono nullo il contratto stesso.
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Estinzione del giudizio di cassazione per rinuncia
Una società chiede la revocazione di un'ordinanza della Cassazione per un presunto errore di fatto in una causa immobiliare. Prima della decisione, le parti raggiungono un accordo. La ricorrente rinuncia al ricorso, portando all'estinzione del giudizio di cassazione con compensazione delle spese.
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Azione revocatoria: quando è efficace contro i garanti?
La Corte di Cassazione conferma l'efficacia di un'azione revocatoria promossa da un istituto di credito contro alcuni fideiussori che avevano trasferito un ingente patrimonio immobiliare a una società, riducendo la propria garanzia patrimoniale. La Corte ha rigettato i motivi di ricorso dei garanti, basati sulla presunta nullità delle fideiussioni e sull'inapplicabilità di alcune tutele legali, ritenendo le eccezioni tardive, infondate o superate dal giudicato formatosi su un precedente decreto ingiuntivo. La sentenza ribadisce i principi sulla prova della scientia damni e sui limiti delle eccezioni opponibili nell'ambito dell'azione revocatoria.
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Giurisdizione strada pubblica: chi decide sui diritti?
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la giurisdizione sulle controversie relative all'esistenza di un diritto di uso pubblico su una strada, anche se declassificata da un provvedimento amministrativo, spetta al giudice ordinario. La decisione si fonda sul principio del 'petitum sostanziale', poiché l'azione mira a tutelare un diritto soggettivo del cittadino e non a contestare l'esercizio del potere della Pubblica Amministrazione. Pertanto, la questione sulla giurisdizione per una strada pubblica viene risolta a favore del giudice civile.
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Eccesso di potere giurisdizionale: i limiti del ricorso
Una società immobiliare ha impugnato una delibera regionale che bloccava l'edificabilità dei suoi terreni. Dopo la sconfitta al Consiglio di Stato, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un eccesso di potere giurisdizionale. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la critica all'interpretazione di un atto amministrativo da parte del giudice non costituisce un vizio di giurisdizione, ma un errore di giudizio non sindacabile in quella sede.
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Azione revocatoria: inammissibile il ricorso generico
Una società debitrice vende un immobile e i creditori agiscono con un'azione revocatoria per rendere la vendita inefficace nei loro confronti. Dopo la conferma in Appello, la società ricorre in Cassazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile perché formulato in modo generico e non conforme ai rigidi requisiti procedurali, senza entrare nel merito della questione.
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Doppia conforme: quando il ricorso in Cassazione è out
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna al risarcimento danni per la sospensione di lavori edili. La decisione si fonda principalmente sulla regola della "doppia conforme", secondo cui non è possibile un riesame dei fatti quando due sentenze di merito giungono alla stessa conclusione basandosi sulle medesime ragioni fattuali. L'ordinanza ribadisce i rigorosi limiti del giudizio di legittimità, che non può trasformarsi in un terzo grado di merito.
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Tutela consumatore: limiti all’opposizione post vendita
La Cassazione analizza la tutela del consumatore in un'esecuzione immobiliare. Una moglie, co-proprietaria ma estranea al debito del marito, si oppone all'esecuzione basata su un decreto ingiuntivo non opposto, lamentando clausole abusive. La Corte rigetta il ricorso, affermando che, sebbene il giudice dell'esecuzione possa verificare d'ufficio le clausole abusive, tale potere cessa con la vendita del bene all'asta. L'aggiudicazione del bene è intangibile per vizi precedenti non sollevati tempestivamente.
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Ricorso improcedibile per mancato deposito notifica
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso improcedibile a causa del mancato deposito della relazione di notificazione della sentenza impugnata. Il caso riguarda una disputa condominiale per la trasformazione di un portico in unità abitativa. L'ordinanza sottolinea come questo adempimento sia un requisito essenziale, non sanabile, che presidia il corretto avvio del processo di impugnazione.
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Domanda nuova: risarcimento vs indennizzo, il caso
Una società acquirente ha citato in giudizio la venditrice per il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata liberazione di un immobile. Nel corso del giudizio di primo grado, ha modificato la richiesta in un indennizzo basato sulla promessa del fatto del terzo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che tale modifica costituisce una "domanda nuova", inammissibile perché tardiva. La sentenza chiarisce la netta distinzione tra la causa petendi del risarcimento (inadempimento contrattuale) e quella dell'indennizzo (mancato avveramento del fatto promesso dal terzo).
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Provvigione mediatore: quando è dovuta?
Un'agenzia immobiliare riceve l'incarico di vendere un immobile di proprietà di una società. L'offerta di acquisto viene rifiutata, ma subito dopo i soci della società venditrice cedono le proprie quote (corrispondenti all'intero patrimonio sociale, costituito solo dall'immobile) a una società collegata all'originario offerente, per un prezzo identico all'offerta. La Cassazione stabilisce che la provvigione mediatore è dovuta, poiché rileva il raggiungimento dello scopo economico dell'affare, a prescindere dalla forma giuridica utilizzata (vendita dell'immobile vs cessione di quote). Tuttavia, la Corte cassa la sentenza per un difetto di motivazione riguardo alla condanna personale dell'amministratore anziché della società che aveva conferito l'incarico.
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Azione revocatoria: vendita tra parenti e presunzioni
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una vendita immobiliare tra madre e figlia. L'azione revocatoria è stata accolta perché il legame di parentela, unito ad altri indizi, costituisce una presunzione sufficiente a dimostrare la consapevolezza della figlia di ledere le ragioni del creditore della madre. La Corte ha ritenuto che la vendita fosse finalizzata a sottrarre il bene alla garanzia patrimoniale del creditore, il cui diritto derivava da una precedente e problematica compravendita immobiliare.
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Categoria catastale F/4: decisiva per le imposte
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini della tassazione di una compravendita immobiliare, l'unica classificazione rilevante è quella esistente al momento del rogito. Nel caso di un immobile in ristrutturazione accatastato in categoria catastale F/4 (unità in corso di definizione), l'amministrazione finanziaria non può applicare le imposte basandosi sulla precedente categoria strumentale (albergo). La categoria F/4 indica uno stato di trasformazione che rende inapplicabili le classificazioni passate, imponendo una valutazione basata sulla situazione effettiva del bene.
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Rinuncia ricorso cassazione: no contributo unificato
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti in una causa immobiliare. Il punto chiave della decisione è che la rinuncia al ricorso in Cassazione non comporta l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, poiché tale misura sanzionatoria si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità e non può essere estesa per analogia.
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Azione revocatoria: il credito litigioso e la prova
Una società immobiliare, dopo una sentenza d'appello sfavorevole che la condannava a restituire una cospicua somma, vendeva un intero complesso edilizio. La società creditrice agiva con azione revocatoria per rendere inefficace la vendita. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che accoglieva la domanda, rilevando un difetto di motivazione. I giudici d'appello non avevano adeguatamente valutato il momento in cui era sorto il credito e la conseguente consapevolezza del debitore di arrecare un danno (scientia damni), elementi essenziali per l'azione revocatoria.
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Delibera condominiale nulla: quando è impugnabile?
La Corte di Cassazione chiarisce i confini tra delibera condominiale nulla e annullabile. Una società ha impugnato una delibera che ripartiva i costi per il rifacimento di un solaio e delle strutture portanti di una cantina, applicando erroneamente i criteri di legge. La Corte ha stabilito che la delibera è nulla, e quindi impugnabile senza limiti di tempo, perché l'assemblea ha agito al di fuori delle proprie attribuzioni, decidendo su materie non di sua competenza come la ripartizione delle spese per strutture portanti comuni secondo criteri errati e l'accertamento di responsabilità per danni.
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Prescrizione responsabilità solidale: vale per tutti
A seguito di un incidente mortale in un condominio, la Cassazione ha chiarito un punto cruciale sulla prescrizione e responsabilità solidale. La Corte ha stabilito che l'atto di costituzione di parte civile nel processo penale a carico di un solo coobbligato (l'amministratore) interrompe la prescrizione anche per gli altri responsabili (i condomini), in virtù del vincolo di solidarietà che li lega a causa dell'unico fatto dannoso.
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Vizi strutturali appalto: la responsabilità del costruttore
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un costruttore per vizi strutturali nella realizzazione di un tetto. L'ordinanza chiarisce che il richiamo alla consulenza tecnica d'ufficio (CTU) costituisce motivazione sufficiente e che la richiesta di risarcimento per difetti gravi, avanzata sin dal primo grado, non costituisce una domanda nuova in appello. L'analisi si concentra sulla distinzione tra vizi strutturali e variazioni progettuali, confermando la responsabilità dell'appaltatore per i primi.
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