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Segni distintivi dell’impresa: la ditta, l’insegna ed il marchio

LA DITTA La ditta, segno distintivo necessario per lo svolgimento della attività imprenditoriale sul mercato, è definibile come “il nome commerciale sotto il quale l’imprenditore, svolge il suo operato”. Comunque sia formata, deve contenere almeno il nome, il cognome o la sigla dell’imprenditore. Sua peculiare funzione giuridica è quella di individuare nell’ambito del mercato, l’imprenditore […]

Pubblicato il 23 January 2008 in Diritto Commerciale

LA DITTA La ditta, segno distintivo necessario per lo svolgimento della attività imprenditoriale sul mercato, è definibile come “il nome commerciale sotto il quale l’imprenditore, svolge il suo operato”. Comunque sia formata, deve contenere almeno il nome, il cognome o la sigla dell’imprenditore. Sua peculiare funzione giuridica è quella di individuare nell’ambito del mercato, l’imprenditore distinguendolo pertanto dagli altri, nonché pubblicizzare la sua attività. L’imprenditore ha diritto all’uso esclusivo della ditta da lui scelta, ma se uguale o simile a quella utilizzata da altro imprenditore, tale da generare confusione e/o indeterminazione, deve essere integrata oppure modificata con idonee indicazioni atte a differenziarle. Essa può essere oggetto di trasferimento ma non separatamente dall’azienda , sia mediante atti inter vivos che mortis causa. L’INSEGNA E’ un segno nominativo o emblematico che individua un determinato locale nel quale è esercitata l’attività, tale da contraddistingue i vari punti di incontro tra imprenditore e clienti, quali: stabilimenti, magazzini, negozi, laboratori. Ha carattere facoltativo e per essere validamente costituita da qualsiasi segno, dicitura o immagine , purchè non simile o uguale ad altra, in tal caso deve essere modificata. L’insegna, come la ditta, è utilizzata anche per scopi pubblicitari e deve presentare i caratteri della novità e originalità IL MRCHIO Il marchio è il segno distintivo del prodotto o servizio commerciale offerto dall’imprenditore, sua precipua funzione è quella di identificarli e distinguerli sul mercato da altri merciologicamente similari. Pertanto ambito oggettivo ed efficacia di un marchio di impresa, sono strettamente connessi ad evitare la confondibilità tra prodotti concorrenti aventi caratteristiche omogenee ed affini. Svolge una fondamentale funzione pubblicitaria e di qualificazione dei prodotti per i quali è usato. Se registrato, l’imprenditore ha diritto alla sua esclusività nell’ utilizzo, in mancanza si fa rifermento al cd “preuso” Quest’ultimo è il diritto di continuare nell’uso ed utilizzo di un marchio non registrato che importi notorietà prettamente locale, anche ai fini pubblicitari. L’organo competente a ricevere la sua registrazione è l’ufficio centrale dei brevetti, il quale è abilitato ad attribuire il diritto all’utilizzo esclusivo dello stesso. Tale diritto ha natura reale e la sua violazione va riconosciuta in ogni riproduzione abusiva, con conseguente tutela sia in ambito civile che penale. Infatti l’imprenditore è legittimato ad esercitare l’azione di rivendicazione, di usurpazione, contraffazione nonché l’azione di risarcimento del danno. Il marchio brevettato, ha una durata di venti anni con possibilità di rinnovo illimitato per lo stesso periodo, ma decade se non utilizzato entro 3 anni dalla concessione. Per la sua validità deve presentare, comunque, i requisiti della validità, liceità innovatività ed originalità; può essere trasferito oppure essere concesso in licenza per la totalità o parte dei prodotti per i quali è stato registrato, purché dal trasferimento o dalla licenza non derivi inganno per i consumatori. Nella pratica distinguiamo tra marchio: collettivo, commerciale, di fabbrica, di forma denominativi, figurativi, di servizio ecc.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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