Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 22478 Anno 2024
–
Civile Ord. Sez. L Num. 22478 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data pubblicazione: 08/08/2024
ORDINANZA
sul ricorso 34765-2019 proposto da:
RAGIONE_SOCIALE, in persona del legale rappresentante pro tempore, domiciliata in ROMA, INDIRIZZO, presso la CANCELLERIA DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa dagli avvocati NOME COGNOME, NOME COGNOME;
– ricorrente –
contro
GRANATA NOME;
– intimata – avverso la sentenza n. 325/2019 della CORTE D’APPELLO di MESSINA, depositata il 10/07/2019 R.G.N. 806/2017; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
20/06/2024 dal AVV_NOTAIO NOME COGNOME.
RILEVATO
che, con sentenza del 10 luglio 2019, la Corte d’Appello di Messina, confermava la decisione resa dal Tribunale di Messina
RNUMERO_DOCUMENTON.NUMERO_DOCUMENTO
COGNOME.
Rep.
Ud. 20/06/2024
CC
–
–
–
e accoglieva la domanda proposta da NOME COGNOME nei confronti dell’RAGIONE_SOCIALE, avente ad oggetto il riconoscimento del diritto dell’istante, dipendente turnista, all’erogazione dei buoni pasto ovvero al pagamento di un controvalore in denaro nella misura di euro 5,16 per ogni turno eccedente le sei ore e la condanna dell’RAGIONE_SOCIALE al pagamento di quanto dovuto per il mancato riconoscimento del diritto;
che la decisione della Corte territoriale discende dall’aver questa ritenuto doversi interpretare l’art. 29, comma 2, del CC>Nl per il comparto Sanità del 2001 in combinato disposto con l’art. 8 d.lgs. n. 66/2003, così da ritenere il diritto alla pausa ivi previsto coincidente con il diritto alla consumazione del pasto e conseguentemente con il diritto alla mensa, da qui derivando la spettanza del diritto alla mensa per tutti i dipendenti che effettuavano un orario di lavoro giornaliero eccedente le sei ore e con riguardo alla posizione dell’istante, impegnata in turni ed in mansioni che non le consentivano la fruizione del servizio mensa, la spettanza del diritto ai buoni pasto;
che per la cassazione di tale decisione ricorre l’RAGIONE_SOCIALE, affidando l’impugnazione ad un unico motivo, in relazione alla quale la COGNOME, pur intimata non ha svolto alcuna difesa;
CONSIDERATO
che, con l’unico motivo, l’RAGIONE_SOCIALE ricorrente, nel denunciare la violazione e falsa applicazione degli artt. 29, comma 2, CCNL comparto Sanità 7.4.1999 come modificato ed integrato in data 20.9.2001 e 8 d.lgs. n. 66/2003, lamenta a carico della Corte territoriale l’erronea interpretazione dell’invocata disciplina contrattuale, insuscettibile di essere letta in combinato disposto con la richiamata norma legale, non
–
–
–
potendo ritenersi il diritto alla mensa coincidente con il diritto alla pausa ma dovendo, al contrario, quel diritto correlarsi esclusivamente alla circostanza, nella specie non verificatasi, per cui in relazione all’orario di lavoro osservato al dipendent e non fosse consentito di pranzare fuori dall’ambiente di lavoro; che il motivo risulta infondato alla stregua dell’orientamento consolidato di questa Corte (vedi, fra le altre: Cass. n. 5547/2021 emessa nei confronti della medesima RAGIONE_SOCIALE ma già Cass. n. 31137/2019) per cui deve ritenersi correttamente interpretata la disposizione contrattuale di cui all’art. 29 del contratto integrativo del 20.9.2001 nel senso del collegamento del diritto alla mensa alla fruizione di un intervallo di lavoro, risultando tale collegamento operato anche in sede legislativa ove l’intervallo è previsto per la consumazione del pasto ed è collocato oltre il limite delle sei ore di lavoro; che il ricorso va, dunque, rigettato senza attribuzione delle spese, per non aver la COGNOME svolto alcuna attività difensiva;
P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso. Nulla spese.
Ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del d.p.r. 115 del 2002, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso norma del comma 1- bis, dello stesso articolo 13, se dovuto.
Così deciso in Roma nell’adunanza camerale del 20 giugno 2024
La Presidente
(NOME COGNOME)