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Difensore antistatario: correzione errore materiale

La Corte di Cassazione ha corretto un’ordinanza in cui era stata omessa la distrazione delle spese in favore del difensore antistatario. Riconoscendo l’errore materiale come evidente ‘ictu oculi’, la Corte ha integrato il dispositivo della precedente sentenza, riaffermando il diritto dell’avvocato, che aveva anticipato i costi per il suo cliente, a ricevere il pagamento direttamente dalla parte soccombente. La decisione chiarisce che tale procedura di correzione non comporta ulteriori statuizioni sulle spese.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Difensore antistatario: quando la Corte corregge l’omissione nel pagamento delle spese

L’ordinanza in esame della Corte di Cassazione affronta un tema procedurale di grande importanza pratica: la correzione di un errore materiale che pregiudica il diritto del difensore antistatario a ricevere direttamente le spese legali dalla parte soccombente. Questo caso evidenzia come una semplice svista possa essere rettificata per garantire la corretta applicazione della legge e tutelare i diritti del professionista.

I fatti del caso: una svista nel dispositivo

Un avvocato, difensore di un Comune in una causa tributaria, si era dichiarato ‘antistatario’, attestando di aver anticipato le spese per il suo cliente. All’esito del giudizio di legittimità, la Corte di Cassazione, pur condannando la controparte (una società alberghiera) al pagamento delle spese legali, aveva omesso di specificare nel dispositivo della sentenza che tali somme dovessero essere ‘distratte’ in favore del legale.

Questa omissione, sebbene appaia come un dettaglio formale, ha un’incidenza sostanziale: impedisce all’avvocato di riscuotere direttamente le somme dalla parte soccombente, costringendolo a richiederle al proprio cliente (l’ente pubblico), con possibili ritardi e complicazioni. Di fronte a questa situazione, il legale ha presentato un’istanza per la correzione dell’errore materiale contenuto nella precedente pronuncia.

La correzione dell’errore materiale per il difensore antistatario

La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, riconoscendo che l’errore era palese e rilevabile ‘ictu oculi’, ovvero a prima vista, dalla semplice lettura degli atti processuali. Nel controricorso originario, infatti, il legale aveva espressamente richiesto la distrazione delle spese in suo favore.

Il procedimento di correzione degli errori materiali, disciplinato dagli articoli 287 e 391-bis del codice di procedura civile, è uno strumento volto a emendare sviste, errori di calcolo o di trascrizione che non incidono sul contenuto decisionale del provvedimento. Non si tratta di un nuovo giudizio, ma di un’attività di natura essenzialmente amministrativa.

Le motivazioni della Corte

La Corte ha motivato la sua decisione sulla base dell’evidenza dell’errore. L’omissione nel dispositivo non era frutto di una scelta voluta, ma di una mera dimenticanza rispetto a una richiesta ritualmente formulata. Pertanto, i giudici hanno ordinato di correggere la sentenza precedente, aggiungendo, dopo le parole «come per legge;», la frase «, da distrarsi in favore del difensore dichiaratosi antistatario Avv. [omissis]».

Inoltre, la Corte ha ribadito un principio consolidato: nel procedimento di correzione non è ammessa alcuna statuizione sulle spese. Poiché non si tratta di un procedimento contenzioso con una parte vincitrice e una soccombente, ma di un’attività di rettifica di un proprio errore, non possono essere addebitati ulteriori costi a nessuna delle parti.

Conclusioni e implicazioni pratiche

Questa ordinanza riafferma la tutela accordata alla figura del difensore antistatario e l’efficacia dello strumento della correzione dell’errore materiale. Per gli avvocati, è una conferma che un’eventuale svista del giudice può essere sanata rapidamente, senza dover intraprendere complesse azioni legali. La decisione sottolinea l’importanza della precisione nella redazione dei provvedimenti giudiziari e garantisce che i diritti dei professionisti legali, che spesso finanziano il contenzioso per i loro clienti, siano pienamente protetti.

Cosa succede se un giudice omette di disporre il pagamento diretto delle spese al difensore antistatario?
È possibile richiedere la correzione dell’errore materiale. Se la richiesta di distrazione era stata correttamente formulata negli atti e l’errore è evidente, il giudice può integrare il provvedimento originale con un’ordinanza di correzione.

La procedura di correzione di un errore materiale comporta una nuova condanna alle spese?
No. Secondo l’orientamento consolidato della Cassazione, questo procedimento ha natura amministrativa e non contenziosa. Non essendoci una parte soccombente, non è prevista alcuna statuizione sulle spese processuali relative alla correzione stessa.

Come si dimostra che l’omissione era un errore materiale?
L’errore è considerato evidente (‘ictu oculi’) quando la richiesta di distrazione delle spese in favore del difensore antistatario era stata chiaramente e ritualmente formulata negli atti del giudizio. La sua omissione nel dispositivo della sentenza finale è quindi considerata una palese svista.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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