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Delega assembleare scritta persa: vince il socio in Cassazione

Un socio impugna la delibera di approvazione del bilancio di una società, sostenendo di non aver mai partecipato all’assemblea né delegato alcuno. La società afferma che il socio avesse rilasciato una delega assembleare scritta, poi smarrita, e tenta di provarne l’esistenza tramite la testimonianza del commercialista. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del socio: la prova testimoniale per atti che richiedono la forma scritta è ammessa solo se si dimostra rigorosamente la perdita incolpevole del documento. La società non ha provato di aver custodito la delega con la dovuta diligenza, rendendo inammissibile la testimonianza. La sentenza viene quindi cassata con rinvio.

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Pubblicato il 9 luglio 2026 in Diritto Societario, Giurisprudenza Civile

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 5621 Anno 2022 (Cass. civ. sez. 6 n. 5621/2022)

La validità delle decisioni societarie e la delega assembleare scritta

Nelle società a responsabilità limitata e nelle società per azioni, la partecipazione dei soci alle assemblee è fondamentale per garantire la democraticità delle decisioni. Spesso, un socio non può partecipare di persona e decide di farsi rappresentare da un terzo. Per fare questo, la legge impone l’uso di una delega assembleare scritta. Senza questo documento formale, la partecipazione del rappresentante non è valida e le delibere approvate possono essere annullate. Occorre quindi chiarire cosa accade quando la società smarrisce questo foglio di carta e pretende di dimostrare l’esistenza della delega a voce, chiamando a testimoniare il proprio commercialista. La Corte di Cassazione ha affrontato questo delicato tema, stabilendo regole molto severe a tutela dei soci.

Il caso: lo smarrimento del documento e la prova per testimoni

La vicenda nasce dal ricorso di un socio che ha impugnato la delibera di approvazione del bilancio di una società a responsabilità limitata. Il socio sosteneva di non aver mai autorizzato nessuno a votare al suo posto. Al contrario, l’amministratore della società affermava che il socio avesse firmato una delega scritta in favore di un’altra persona. Tuttavia, questo documento non era più rintracciabile nei faldoni sociali. Per superare questa mancanza, la società ha chiesto al giudice di poter ascoltare come testimone il commercialista dello studio in cui erano custoditi i documenti. Il professionista ha confermato a voce l’esistenza della delega. I giudici nei primi gradi di giudizio hanno dato ragione alla società, ritenendo valida l’approvazione del bilancio. Il socio, non arrendendosi, ha presentato ricorso davanti alla Corte di Cassazione.

I limiti di ammissibilità della prova testimoniale per i documenti scritti

Il codice civile stabilisce una regola generale molto chiara: quando la legge richiede la forma scritta per un atto, non è possibile dimostrare la sua esistenza attraverso i testimoni. Esiste però un’eccezione eccezionale. La prova con i testimoni è ammessa solo se il contraente dimostra di aver perduto il documento senza sua colpa (perdita incolpevole). Questo significa che chi invoca il documento deve dimostrare non solo che il documento esisteva, ma anche di averlo custodito con la massima cura e attenzione. Non basta dire che il foglio è sparito o che è andato perso durante un trasloco o una riorganizzazione dell’archivio. Bisogna provare che lo smarrimento è avvenuto per un evento imprevedibile e inevitabile, del tutto indipendente dalla propria volontà o negligenza.

Le motivazioni sulla delega assembleare scritta

I giudici della Suprema Corte hanno accolto il ricorso del socio, spiegando che la delega assembleare scritta rappresenta un requisito formale tassativo. La società che voleva far valere la validità della delibera aveva l’onere (il dovere giuridico) di dimostrare l’incolpevolezza dello smarrimento. Nel caso specifico, la società non ha fornito alcuna spiegazione attendibile sulle circostanze della perdita del foglio. Non è stata data alcuna prova di aver adottato le cautele necessarie per evitare la dispersione dei documenti societari. Di conseguenza, i giudici d’appello non avrebbero mai dovuto ammettere la prova testimoniale del commercialista. Senza la prova scritta della delega, e in mancanza di una valida giustificazione per la sua perdita, la partecipazione del rappresentante all’assemblea non poteva essere considerata legittima.

Le conclusioni sul caso della delega smarrita

La Corte di Cassazione ha quindi annullato la sentenza precedente e ha rinviato la causa alla Corte d’appello in una diversa composizione di magistrati. Questo significa che il processo dovrà essere rifatto da capo. Nel nuovo giudizio, i giudici non potranno utilizzare la testimonianza del commercialista per sanare la mancanza del documento scritto, a meno che la società non riesca a dimostrare una reale e documentata perdita incolpevole. Per il socio si tratta di una vittoria fondamentale, che ribadisce l’importanza del rispetto delle regole formali nella gestione delle società. Chi amministra una società deve custodire i documenti con rigore, poiché la superficialità nella conservazione delle carte si traduce inevitabilmente nella perdita delle cause in tribunale.

Si può dimostrare a voce l’esistenza di una delega per l’assemblea dei soci?
No, la delega deve essere scritta. La prova con testimoni è ammessa solo se si dimostra che il documento è stato perso senza alcuna colpa e dopo averlo custodito con la massima diligenza.

Chi deve dimostrare che lo smarrimento del documento è stato involontario?
L’onere della prova spetta interamente alla parte che vuole far valere quel documento in giudizio, la quale deve dimostrare di aver adottato ogni cautela ragionevole per conservarlo.

Cosa rischia la società se perde la delega scritta di un socio?
Rischia che la partecipazione del rappresentante venga considerata non valida, con la conseguente possibilità che le delibere approvate in quell’assemblea vengano annullate dal giudice.

Termini giuridici

Prova testimoniale
Dichiarazione resa davanti al giudice da una persona estranea alla causa su fatti di cui ha conoscenza diretta.
Cassazione con rinvio
Decisione con cui la Suprema Corte annulla la sentenza precedente e rimanda la causa a un altro giudice per un nuovo processo.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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