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Decadenza CIGS: quando comunicare il nuovo lavoro?

La Corte di Cassazione ha stabilito la decadenza CIGS per un lavoratore che non ha comunicato preventivamente l’inizio di una nuova attività lavorativa. Anche se il nuovo impiego inizia con un periodo di addestramento, questo rientra nel contratto di lavoro e va quindi comunicato all’ente previdenziale prima del suo inizio, pena la perdita del beneficio. La Corte ha così riformato le decisioni dei giudici di merito che avevano considerato il periodo di formazione come neutro.

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Pubblicato il 22 febbraio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Decadenza CIGS per Nuova Occupazione: L’Obbligo di Comunicazione Preventiva è Tassativo

L’inizio di una nuova attività lavorativa durante la percezione della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) impone precisi doveri di comunicazione. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito la rigidità di tali obblighi, chiarendo che la mancata comunicazione preventiva comporta la decadenza CIGS, anche se il nuovo impiego comincia con un periodo di addestramento. Questa pronuncia offre spunti fondamentali per i lavoratori e le aziende sulla corretta gestione degli ammortizzatori sociali.

Il caso: un pilota in CIGS e un nuovo impiego

La vicenda riguarda un pilota di aerei che, mentre beneficiava del trattamento di CIGS, aveva intrapreso un nuovo percorso professionale presso un’altra compagnia aerea. Tale percorso era iniziato con un periodo di addestramento teorico-pratico. Il lavoratore aveva comunicato l’inizio della nuova occupazione all’ente previdenziale, ma solo dopo aver cominciato il corso di formazione.

L’ente previdenziale, ritenendo la comunicazione tardiva, aveva dichiarato la decadenza del lavoratore dal diritto alla CIGS, sostenendo che l’obbligo di informazione dovesse essere assolto prima dell’effettivo inizio di qualsiasi attività riconducibile al nuovo rapporto di lavoro, inclusa la fase di training.

La decisione dei giudici di merito

Sia in primo grado che in appello, i giudici avevano dato ragione al pilota. Secondo la Corte d’Appello, la comunicazione era stata tempestiva. I giudici avevano interpretato il periodo di addestramento come un’attività ‘neutra’, non propriamente lavorativa, finalizzata principalmente a mantenere il brevetto di volo del pilota, in linea con un’interpretazione fornita da una circolare dell’ente. Di conseguenza, avevano annullato il provvedimento di revoca del trattamento di integrazione salariale.

Decadenza CIGS e obbligo di comunicazione: la parola alla Cassazione

L’ente previdenziale ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, lamentando la violazione della normativa che regola la decadenza CIGS in caso di nuova occupazione (art. 8, co. 5, d.l. n. 86/88). Secondo l’ente, l’esonero dall’obbligo di comunicazione preventiva vale solo per attività di addestramento finalizzate esclusivamente al mantenimento del brevetto, e non quando tali attività sono parte integrante di un nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Le motivazioni della Corte

La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’ente previdenziale, ritenendolo fondato. I giudici hanno chiarito un punto cruciale: quando l’attività di addestramento rientra nell’oggetto di un contratto di lavoro, essa stessa costituisce svolgimento di attività lavorativa. Pertanto, l’obbligo di comunicazione preventiva all’ente scatta prima dell’inizio di tale addestramento.

La Corte ha specificato che la ratio della norma è quella di consentire all’ente di effettuare i necessari controlli sulla compatibilità del nuovo reddito con il trattamento di integrazione salariale. L’omissione della comunicazione preventiva impedisce tale verifica e, per legge, comporta la perdita del beneficio. La circolare richiamata dai giudici di merito, secondo la Cassazione, non può derogare a una norma di legge e si applica solo a casi diversi, ovvero a corsi non inseriti in un rapporto di lavoro subordinato.

Le conclusioni

La decisione della Cassazione stabilisce un principio di diritto rigoroso: qualsiasi attività svolta in esecuzione di un nuovo contratto di lavoro, compresa la formazione iniziale, deve essere comunicata preventivamente all’ente previdenziale. Il mancato rispetto di questo onere informativo determina automaticamente la decadenza CIGS. Questa pronuncia serve da monito per tutti i lavoratori che, pur trovandosi in una situazione di difficoltà e sospensione lavorativa, intraprendono nuove opportunità professionali: la trasparenza e il rispetto delle tempistiche di comunicazione sono essenziali per non perdere il diritto agli ammortizzatori sociali.

Quando un lavoratore in CIGS trova un nuovo lavoro, deve comunicarlo all’ente previdenziale?
Sì, la legge impone al lavoratore l’obbligo di dare comunicazione preventiva all’ente previdenziale dello svolgimento di una nuova attività di lavoro subordinato.

Un periodo di addestramento per un nuovo impiego è considerato attività lavorativa ai fini della decadenza CIGS?
Sì. Secondo la Corte di Cassazione, se l’attività di addestramento rientra nell’oggetto di un contratto di lavoro, essa stessa è considerata attività lavorativa e il suo inizio deve essere comunicato preventivamente.

Cosa succede se la comunicazione del nuovo lavoro all’ente previdenziale non è preventiva?
La mancata comunicazione preventiva all’ente previdenziale comporta la decadenza dal diritto al trattamento di integrazione salariale (CIGS).

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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