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Concorso di colpa: retromarcia e guida contromano

La Corte di Cassazione ha confermato il concorso di colpa paritario in un incidente stradale avvenuto in un parcheggio. Nonostante uno dei conducenti procedesse contromano, l’altro, impegnato in una manovra di retromarcia, non è riuscito a dimostrare di aver adottato la massima prudenza necessaria. La Corte ha chiarito che le tabelle di responsabilità del risarcimento diretto non sono vincolanti per il giudice, il quale deve sempre valutare le circostanze concrete del caso.

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Pubblicato il 25 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

Concorso di colpa: la retromarcia e i rischi della guida contromano In tema di circolazione stradale, il concorso di colpa rappresenta spesso un terreno di scontro legale complesso, specialmente quando le dinamiche del sinistro coinvolgono manovre considerate intrinsecamente pericolose. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un incidente avvenuto all’interno di un’area parcheggio, dove un veicolo in retromarcia ha impattato un’auto che procedeva in senso vietato. ### L’analisi dei fatti e il conflitto tra le parti La vicenda trae origine da un sinistro stradale verificatosi in un’area di sosta. Un automobilista, mentre usciva da un parcheggio effettuando una manovra di retromarcia, entrava in collisione con un altro veicolo. Quest’ultimo, tuttavia, stava percorrendo la corsia di marcia in senso contrario a quello indicato dalla segnaletica. Nei primi due gradi di giudizio, i magistrati hanno stabilito una responsabilità paritaria al 50%. Il conducente che effettuava la retromarcia ha impugnato la decisione, sostenendo che la colpa esclusiva dovesse ricadere su chi guidava contromano. ### La decisione dell’organo giurisdizionale La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la sentenza di merito. Gli Ermellini hanno ribadito che la violazione delle norme del Codice della Strada da parte di un conducente non esonera l’altro dall’obbligo di massima prudenza. In particolare, la manovra di retromarcia è stata definita come un’operazione anomala e pericolosa, che impone al guidatore un onere probatorio estremamente gravoso per superare la presunzione di colpa. ## Le motivazioni La Corte ha fondato la propria decisione sulla natura sussidiaria della presunzione di pari responsabilità prevista dall’art. 2054, comma 2, del Codice Civile. Per superare tale presunzione, non basta dimostrare l’altrui colpa (nel caso specifico, la guida contromano), ma è necessario provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Il conducente in retromarcia avrebbe dovuto controllare lo spazio retrostante in ogni direzione, prevedendo anche eventuali condotte illecite altrui, come il transito in senso vietato o il passaggio di pedoni. Inoltre, i giudici hanno chiarito che le tabelle di ripartizione della responsabilità allegate al D.P.R. 254/2006 non hanno valore vincolante in sede giudiziale, essendo semplici parametri per le liquidazioni stragiudiziali delle assicurazioni. ## Le conclusioni Il principio di diritto espresso conferma che la responsabilità civile automobilistica non si basa su automatismi normativi, ma su una valutazione concreta della condotta di entrambi i soggetti coinvolti. Chi effettua manovre a visibilità ridotta, come la retromarcia, deve adottare cautele eccezionali. La decisione sottolinea che l’affidamento nel corretto comportamento degli altri utenti della strada non è mai assoluto: ogni conducente deve essere pronto a reagire a imprudenze altrui, purché prevedibili. La conferma del concorso di colpa paritario serve a ricordare che la sicurezza stradale dipende dalla diligenza collettiva e non solo dal rispetto formale dei sensi di marcia.

Chi esegue una retromarcia è sempre responsabile in caso di urto?
Non sempre, ma grava su di lui un onere probatorio molto rigoroso. Deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, controllando ogni direzione di marcia.

La guida contromano esclude la colpa dell’altro conducente?
No, la violazione altrui non esonera dal dovere di prudenza. Se chi subisce l’urto non prova la propria condotta impeccabile, scatta il concorso di colpa.

Le tabelle del risarcimento diretto sono vincolanti per il giudice?
No, hanno valore solo per le liquidazioni stragiudiziali delle assicurazioni. In tribunale, il giudice decide in base alle prove concrete e alle norme del Codice Civile.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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