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Concorso di colpa pedone: guida al risarcimento

La sentenza analizza un investimento stradale notturno in cui è stato accertato il concorso di colpa pedone. Il soggetto, attraversando l’incrocio con semaforo rosso per i pedoni e abiti scuri, è stato ritenuto responsabile per i 2/3 dell’evento. Al conducente è stato imputato il restante 1/3 per non aver osservato la massima prudenza. La decisione definisce i criteri per la liquidazione del danno non patrimoniale e la detrazione degli acconti già versati.

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Pubblicato il 5 aprile 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

Concorso di colpa pedone: la ripartizione del danno nel sinistro stradale

Il tema del concorso di colpa pedone rappresenta uno degli aspetti più complessi della responsabilità civile automobilistica. Una recente sentenza del Tribunale di Roma ha fatto chiarezza sulla valutazione delle condotte imprudenti di chi attraversa la strada, stabilendo come la presunzione di colpa del conducente possa essere superata o mitigata dal comportamento del danneggiato.

Il caso: investimento notturno e dinamica del sinistro

La vicenda trae origine da un investimento avvenuto in ore notturne presso un incrocio semaforizzato. Un pedone, mentre attraversava la carreggiata, veniva urtato da una vettura riportando gravi lesioni. L’attore sosteneva di aver attraversato con luce semaforica verde, chiedendo il totale risarcimento dei danni.

Tuttavia, le risultanze istruttorie, basate su testimonianze oculari e relazioni della Polizia Locale, hanno dipinto un quadro differente. È emerso che il semaforo proiettava luce verde per i veicoli e che il pedone indossava abiti scuri con un cappuccio che ne limitava la visibilità. Questi elementi sono stati determinanti per l’attribuzione di un significativo concorso di colpa pedone.

La valutazione della responsabilità e il concorso di colpa pedone

Secondo l’orientamento consolidato della giurisprudenza, la presunzione di colpa del conducente prevista dall’art. 2054 c.c. non è assoluta. Sebbene il conducente debba fare tutto il possibile per evitare il danno, il comportamento del pedone che attraversa in violazione delle norme del Codice della Strada (come l’art. 190 CdS) deve essere valutato ai fini dell’art. 1227 c.c.

Nel caso di specie, il giudice ha ritenuto che l’attraversamento con luce rossa per i pedoni e l’uso di abbigliamento non visibile costituissero una grave imprudenza. Parallelamente, al conducente è stata imputata una quota di responsabilità per non aver mantenuto una velocità adeguata al contesto di un’intersezione stradale, dove è sempre possibile prevedere attraversamenti irregolari.

La quantificazione del danno non patrimoniale

Per determinare il risarcimento, il Tribunale ha applicato le Tabelle di Roma per la valutazione del danno biologico. Il calcolo ha tenuto conto dell’invalidità permanente (accertata al 30%), dell’inabilità temporanea e della sofferenza morale soggettiva. Una volta determinato il valore totale del danno, la somma è stata decurtata in base alla percentuale di colpa attribuita.

le motivazioni

Il Giudicante ha fondato la decisione sul principio per cui la responsabilità dell’investitore può essere ridotta progressivamente man mano che emerge la prova della condotta colposa del pedone. Nelle motivazioni, si evidenzia come l’attraversamento sia avvenuto in violazione dell’art. 190 CdS e in condizioni di visibilità ridotta a causa dell’ora notturna e dell’abbigliamento scuro. Tuttavia, la visibilità generale della zona era buona, il che avrebbe permesso al conducente, con una guida più prudente ai sensi degli artt. 140 e 141 CdS, di avvistare l’ostacolo. Pertanto, la comparazione delle condotte ha portato ad attribuire una responsabilità prevalente a carico del pedone nella misura di 2/3, restando il residuo 1/3 a carico del conducente.

le conclusioni

In conclusione, il Tribunale ha condannato il conducente e la sua compagnia assicuratrice al pagamento di 1/3 del danno complessivamente accertato. Dal totale risarcibile è stato sottratto l’acconto già versato in fase stragiudiziale, previa opportuna rivalutazione monetaria secondo gli indici ISTAT. Le spese di lite e le spese per la consulenza tecnica d’ufficio sono state poste a carico solidale dei convenuti, in ragione della soccombenza prevalente, confermando l’importanza di una ricostruzione probatoria rigorosa per definire l’esatta entità del concorso di colpa pedone.

Cosa succede se un pedone viene investito attraversando col semaforo rosso?
Si configura un concorso di colpa che riduce proporzionalmente il risarcimento dovuto dal conducente, in quanto il pedone viola l’obbligo di precedenza e le norme di prudenza del Codice della Strada.

Come influisce l’abbigliamento scuro del pedone sul risarcimento?
L’uso di abiti scuri in condizioni notturne è considerato un fattore che aggrava la colpa del pedone, poiché riduce la possibilità del conducente di avvistarlo tempestivamente, aumentando la quota di responsabilità del danneggiato.

Chi deve dimostrare la colpa del pedone nel sinistro?
Spetta al conducente del veicolo fornire la prova della condotta imprudente del pedone per superare la presunzione di colpa totale a suo carico prevista dall’articolo 2054 del Codice Civile.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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