Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 4696 Anno 2023
Civile Ord. Sez. L Num. 4696 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data pubblicazione: 15/02/2023
ORDINANZA
sul ricorso n. 2888/2021 proposto da:
RAGIONE_SOCIALE, in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in RomaINDIRIZZO INDIRIZZO, presso lo studio dell’AVV_NOTAIO NOME AVV_NOTAIO, rappresentata difesa dall’AVV_NOTAIO NOME COGNOME;
-ricorrente-
contro
NOME COGNOME, elettivamente domiciliato in Roma, INDIRIZZO presso lo studio dell’AVV_NOTAIO NOME COGNOME che lo rappresenta e difende assieme COGNOME all’AVV_NOTAIO COGNOME NOME COGNOME COGNOME;
avverso la SENTENZA della CORTE D’APPELLO DELL’AQUILA n. 378/2020, R.G.N. 110/2020, depositata il 16 luglio 2020.
Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 10/01/ Consigliere NOME COGNOME.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
NOME COGNOMECOGNOME medico convenzionato di medicina generale, decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di RAGIONE_SOCIALE ha chiesto al RAGIONE_SOCIALE, RAGIONE_SOCIALE, L’RAGIONE_SOCIALE il pagamento di somme per avere partecipat RAGIONE_SOCIALE e per avere effettuato gli accessi domiciliari i cui all’art. 53 dell’RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE della Medicina 2006/2009.
Egli ha esposto che controparte non aveva versato quanto previst riferimento alle prestazioni menzionate.
RAGIONE_SOCIALE ha proposto opposizione, esponendo ch il mancato versamento del dovuto era dipeso dalla necessaria adozio Piano di rientro della spesa RAGIONE_SOCIALE previsto per la Regione Abruz prestazioni per la costituzione dei RAGIONE_SOCIALE erano fac che la scelta era stata oggetto di confronto sindacale.
Il Tribunale di RAGIONE_SOCIALE, nel contraddittorio delle parti, con se 338/2019, ha rigettato l’opposizione.
L’RAGIONE_SOCIALE, RAGIONE_SOCIALE, L’RAGIONE_SOCIALE ha proposto gravame.
La Corte d’appello di L’RAGIONE_SOCIALE, nel contraddittorio delle parti, con s 378/2020, ha respinto l’impugnazione, sul presupposto che le ind oggetto del contendere avessero natura di corrispettivo delle prestazi
che la P.A. non potesse ridurre unilateralmente i compensi pattuiti contrattazione integrativa RAGIONE_SOCIALE.
In particolare, le esigenze di contenimento della spesa pubblica non p prescindere dagli accordi preesistenti.
Inoltre, da un lato, occorreva tenere conto che non vi era stata la concertazione sindacale, imposta dalla stessa delibera della Giunta r Abruzzo n. 592 del 2008, dall’altro, bisognava considerare che la poteva ridurre i corrispettivi mantenendo inalterate le prestazioni rich
RAGIONE_SOCIALE, LRAGIONE_SOCIALE ha proposto ricorso per cassazione s base di sette motivi.
NOME COGNOME si è difeso con controricorso.
Il controricorrente ha depositato memorie.
MOTIVI DELLA DECISIONE
1) Con il primo, il secondo ed il terzo motivo che, stante l connessione, possono essere trattati congiuntamente, parte ricorrente la violazione e falsa applicazione degli artt. 1, commi 173, 176, 178 e legge n. 311 del 2004, dell’art. 6 dell’intesa Stato Regione del 23 m dell’art. 1, commi 278 e 281 della legge n. 266 del 2005, dell’art. 796, lett. b), della legge n. 296 del 2006 e dell’art. 12 delle disp. generale, in relazione agli artt. 1339, 1418, 1419 e 1374 c.c., riferimento alla Deliberazione del Commissario ad acta n. 27 del 2011 la corte territoriale non avrebbe tenuto conto della natura autor inderogabile attribuita dalla legge alle delibere del DG di ASL ed a Commissario che, al fine di garantire l’equilibrio economico finanzia aziende sanitarie locali, ben potevano decidere tetti di spesa, prestazioni, abbattimenti di compensi e contingentamenti della spesa.
In particolare, la Regione Abruzzo non poteva erogare servizi sanitari rispetto a quelli rientranti nei LEA in quanto le Regioni la cui sanità
commissariata (come la Regione Abruzzo) non poteva estendere le prestaz sanitarie oltre i LEA contenuti nei piani di rientro concorda determinazioni attuative del Commissario. Peraltro, le prestazioni og contendere erano facoltative e volontarie e, quindi non potevano erogate nella loro interezza.
Inoltre, parte ricorrente evidenzia che le determinazioni re commissariali ove si faceva riferimento alla concertazione si concernevano la sola riapertura dei tavoli di concertazione, imponevano la riscrittura dell’RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE e, comunq prevedevano che tale riapertura costituisse condizione per l’applica taglio delle spese ad opera delle AASSLL, che non avevano neppure faco intervento sui detti tavoli di concertazione, essendo regionali. In o Commissario RAGIONE_SOCIALE aveva stabilito di mantenere in essere i provved già adottati per il contenimento della spesa della medicina convenzion alla definizione di nuovi accordi regionali.
Le doglianze sono infondate.
Infatti, la giurisprudenza di legittimità ha chiarito che convenzionale dei pediatri di libera scelta e dei medici di medicina gen il SSN è disciplinato, quanto agli aspetti economici, dagli accordi nazionali e integrativi, ai quali devono conformarsi, a pena di nullità individuali, ai sensi degli artt. 48 della legge n. 833 del 1978 ed 8 502 del 1992. Ne consegue che tale disciplina non può essere derog quella speciale prevista per il rientro da disavanzi economici sopravvenute esigenze di riduzione della spesa devono essere fatte va rispetto delle procedure di negoziazione collettiva e degli ambiti di c dei diversi livelli di contrattazione, dovendo considerarsi illegi unilaterale di riduzione del compenso adottato dalla P.A., posto che i convenzionale si svolge su un piano di parità ed i comportamenti del vanno valutati secondo i principi propri che regolano l’esercizio dell’ privata (Cass., Sez. L, n. 11566 del 3 maggio 2021; più di recente Ca 6-L, n. 27661 del 21 settembre 2022, non massimata).
Si è pure sottolineato che i rapporti tra i medici convenzionati e sanitarie locali, pur se costituiti allo scopo di soddisfare le finali del servizio RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE in funzione della tutela della salut hanno la natura di rapporti libero professionali parasubordinat differenziano da quelli di pubblico impiego per il difetto del vin subordinazione. L’ente pubblico opera, pertanto, nell’ambito esclu diritto privato ed assume nei confronti del professionista gli ob derivano dalla disciplina collettiva, alla quale la legge asseg centrale, affidandole la funzione specifica di garantire, su bas l’uniformità del trattamento economico e normativo del personale sani rapporto convenzionale sull’intero territorio RAGIONE_SOCIALE. La amministrazione non esercita nei confronti del medico convenzionato potere autoritativo, all’infuori di quello di sorveglianza, né p unilateralmente, limitandole o degradandole ad interessi legitti posizioni di diritto soggettivo nascenti, per il professionista, da lavoro autonomo, continuativo e coordinato, sicché le iniziative delle rispettivi comportamenti vanno valutati secondo i principi propri che l’esercizio dell’autonomia privata (Cass., Sez. L, n. 13235 del 9 giugn motivazione).
Con l’art. 1 della legge n. 311 del 2004 è stata disciplinata la proc ripianamento dei disavanzi di gestione ed il legislatore, al comma previsto l’obbligo per le Regioni di adottare i provvedimenti necessari rispetto dell’equilibrio economico finanziario. Il piano di rientro, il è indicato dal successivo comma 180, è l’atto con il quale la Region ricognizione delle cause che hanno determinato strutturalmente l’eme del disavanzo di gestione, elabora il programma operativo di riorganiz riqualificazione o di potenziamento del RAGIONE_SOCIALE, pr all’RAGIONE_SOCIALE, da stipulare con il Ministero competente, che indi interventi necessari per il perseguimento dell’equilibrio economico, ne dei livelli essenziali di assistenza e degli adempimenti di cui alla in dal comma 173.
Peraltro, né la legge n. 311 del 2004, né i successivi interventi applicabili alla fattispecie, hanno attribuito alle Regioni ed al Sanitarie Locali il potere di sottrarsi unilateralmente al ri obbligazioni contrattuali assunte quanto al trattamento economico spet personale del comparto sanità ed a quello in regime convenzionale sul delle previsioni contenute nei contratti e negli accordi collettivi integrativi. Un siffatto potere non è desumibile dall’art. 1, comma ,– -legge n. 296 del 2006 (nella parte in cui prescrive che gli interventi dai programmi operativi di riorganizzazione, qualificazione o potenziame servizio RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE, necessari per il perseguimento dell’ economico sono vincolanti per la regione che ha sottoscritto l’acc determinazioni in esso previste possono comportare effetti di variaz provvedimenti normativi ed amministrativi già adottati dalla medesima r in materia di programmazione RAGIONE_SOCIALE), perché la modificazione degl precedenza adottati è significativamente riferita a quelli nor amministrativi inerenti la programmazione RAGIONE_SOCIALE, fra i quali non essere ricompresi gli accordi stipulati all’esito delle procedure di co RAGIONE_SOCIALE. Analoghe considerazioni vanno espresse quanto all’amb applicazione dell’art. 2, comma 95, della legge n. 191 del 2009 che, p obbliga la Regione a rimuovere i provvedimenti, anche legislativi, adottarne di nuovi che siano di ostacolo alla piena attuazione del rientro e non si riferisce, quindi, agli atti negoziali che qui rilevano Corte di Cassazione – copia non ufficiale
Al contrario, sia la legge n. 311 del 2004 sia la legge n. 191 contengono significative disposizioni dalle quali si evince che il legi ha inteso sminuire il ruolo che la disciplina generale ass contrattazione collettiva, RAGIONE_SOCIALE e decentrata, anche nel contesto delle Regioni interessate dalla situazione di disavanzo.
Ne deriva che non hanno pregio le considerazioni di parte ricorrente alla concertazione sindacale, atteso che, presupposto per operare gli in esame, era almeno l’instaurazione di siffatta concertazione ad RAGIONE_SOCIALE, anche per garantire l’uniformità dell’applicazione dei tetti tutto il territorio abruzzese.
Nel rapporto convenzionale con i pediatri di libera scelta e con i medicina generale l’ente agisce su un piano di parità sicché l’atto con stesso pretende di rideterminare il compenso, in peius rispetto alle previsioni della contrattazione collettiva, non è espressione di potestà pubb equiparato a quello con il quale il debitore privato rifiuta di adempie in toto o parzialmente, l’obbligazione posta a suo carico. Non è posta in disc quindi, la legittimità delle delibere regionali e commissariali concernente la fissazione dei tetti di spesa, perché oggetto di cont sono solo le modalità con le quali la RAGIONE_SOCIALE ha ritenuto di potere pe l’obiettivo fissato da quei provvedimenti.
In ogni caso, alla luce del dettato normativo riportato, il Com RAGIONE_SOCIALE non aveva il potere di mantenere in essere i provvedime adottati per il contenimento della spesa della medicina convenzionata f definizione di nuovi accordi regionali.
Con il quarto motivo parte ricorrente lamenta la violazione applicazione dell’art. 1326 c.c. in quanto la corte territoriale considerato che parte controricorrente, avendo continuato a ren prestazioni in esame senza nulla osservare, aveva posto in es comportamento concludente con il quale si era perfezionato un nuovo acco
La doglianza è infondata.
Infatti, il nuovo RAGIONE_SOCIALE eventualmente concluso non si sarebbe concl iscritto e, quindi, non avrebbe potuto essere applicato in lu precedente contrattazione collettiva più favorevole al medico che aveva la prestazione.
Con il quinto motivo parte ricorrente contesta la violazione applicazione dell’RAGIONE_SOCIALE per la disciplina dei rap medici di medicina generale ai sensi dell’art. 1 della legge n. 421 dell’art. 8 del d.lgs. n. 502 del 1992, come modificato dal d.lgs. 1993 e dell’art. 5 dell’RAGIONE_SOCIALE Abruzzo in quanto
territoriale avrebbe errato nel non considerare semplicemente incenti prestazioni oggetto degli interventi di contenimento della spesa de quibus.
La doglianza deve essere respinta, alla luce del rigetto dei prim motivi.
Con il sesto motivo parte ricorrente contesta la violazione applicazione degli artt. 40 e 40 bis del d.lgs. n. 165 del 2001 in qua territoriale avrebbe dovuto tenere conto della non applicabilità de comportanti oneri non previsti negli strumenti di programmazione annu pluriennale di ciascuna amministrazione ove, come nella specie, dai c integrativi fossero derivati costi non compatibili con i rispettiv bilancio.
La doglianza è priva di pregio in quanto, comunque, è stata esclus Corte d’appello di L’RAGIONE_SOCIALE l’esistenza in radice di un potere de modificare unilateralmente il contenuto della contrattazione co regolatrice delle prestazioni in esame.
Con il settimo motivo parte ricorrente lamenta la violazione applicazione della legge n. 2248 del 1865, allegato E, art. 5, disapplicazione degli atti amministrativi non era possibile nei giudiz era parte una P.A. e, comunque, non poteva essere effettuata ove fossero meri antecedenti logici e non il fondamento del diritto dedotto.
La doglianza è infondata.
Sul punto, si osserva che l’atto con il quale la ASL ha unilateralmen il compenso non è espressione di un potere di supremazia e partecip medesima natura privatistica del rapporto che si instaura con il prof convenzionato, sicché non pertinenti sono i richiami alla giurispru questa S.C. in tema di disapplicazione dei provvedimenti amministrativi.
Infatti, come sopra già detto, nel rapporto convenzionale con i p libera scelta e con i medici di medicina generale l’ente agisce su u parità sicché l’atto con il quale lo stesso pretende di rideterminare i in peíus rispetto alle previsioni della contrattazione colletti
espressione di potestà pubblica e va equiparato a quello con il quale i privato rifiuta di adempiere, in toto o parzialmente, l’obbligazione posta a su carico.
6) Il ricorso è rigettato.
Le spese di lite seguono la soccombenza ex art. 91 c.p.c. e sono come in dispositivo.
Sussistono le condizioni richieste dall’art. 13, comma 1 quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, come modificato dalla legge n. 228 del 2012, per aff l’obbligo di parte ricorrente di corrispondere un importo pari a contributo unificato versato, se dovuto.
P.Q.M.
La Corte,
rigetta il ricorso;
condanna parte ricorrente a rifondere a parte controricorrente le lite del giudizio di legittimità, che liquida in C 3.500,00 per comp 200,00 per esborsi, oltre accessori di legge e spese generali nella 15%;
dichiara che sussistono le condizioni richieste dall’art. 13, comma quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, come modificato dalla legge n. 228 del 2 affermare l’obbligo di parte ricorrente di corrispondere un importo par del contributo unificato versato, se dovuto.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della IV Sezione Civil gennaio 2023. COGNOME /7