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Clausola risolutiva espressa: la Cassazione ribalta la colpa condivisa

Un’Azienda Committente ha invocato una clausola risolutiva espressa per inadempimento contrattuale contro un’Impresa Esecutrice, relativa a un impianto. Gli arbitri avevano escluso il grave inadempimento dell’Impresa Esecutrice per concorso di colpa. La Corte d’Appello ha annullato il lodo arbitrale, ritenendo che gli arbitri avessero valutato il merito anziché solo i presupposti della clausola. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che, anche in presenza di una clausola risolutiva espressa, è sempre necessario accertare la colpa dell’inadempimento. La Suprema Corte ha cassato la sentenza d’Appello, rinviando il caso per un nuovo esame, riaffermando il principio che la colpa è un elemento essenziale per la risoluzione del contratto, anche se la clausola risolutiva espressa elimina la necessità di valutarne la gravità.

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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 27954 Anno 2022 (Cass. civ. sez. 1 n. 27954/2022)

La Clausola risolutiva espressa: un chiarimento fondamentale dalla Cassazione

La clausola risolutiva espressa rappresenta uno strumento potente nei contratti, permettendo alle parti di sciogliere il vincolo in caso di specifico inadempimento. Tuttavia, la sua applicazione non è sempre automatica e lineare. La Corte di Cassazione, con una recente pronuncia, ha fornito un chiarimento essenziale sui limiti e le condizioni di operatività di questa clausola, specialmente quando si discute di responsabilità e colpa. Questa decisione è fondamentale per chiunque stipuli contratti con previsioni di risoluzione automatica.

Il caso: un impianto e una clausola risolutiva espressa

La vicenda ha origine da un contratto d’appalto. Un’Azienda Committente aveva incaricato un’Impresa Esecutrice di realizzare un impianto. Il contratto conteneva una clausola risolutiva espressa. Questa clausola prevedeva la risoluzione automatica del contratto in caso di

Cosa significa “clausola risolutiva espressa”?
È una previsione nel contratto che permette a una delle parti di scioglierlo automaticamente se l’altra parte non rispetta una specifica obbligazione, senza dover chiedere al giudice di valutare quanto sia grave l’inadempimento.

La clausola risolutiva espressa rende automatica la risoluzione del contratto in ogni caso di inadempimento?
No, la Corte di Cassazione ha chiarito che anche con una clausola risolutiva espressa, è sempre necessario che l’inadempimento sia imputabile a colpa della parte inadempiente. La clausola elimina solo la necessità di valutare la gravità dell’inadempimento, non la sua colpevolezza.

Qual è la differenza tra un lodo arbitrale e una sentenza del giudice?
Il lodo arbitrale è la decisione di arbitri scelti dalle parti per risolvere una lite, e ha lo stesso valore di una sentenza. La sentenza è la decisione di un giudice statale. Entrambi sono vincolanti, ma il lodo arbitrale può essere impugnato solo per vizi specifici, non per un riesame del merito.

Termini giuridici

Clausola risolutiva espressa
Una previsione nel contratto che permette a una delle parti di scioglierlo (risolverlo) automaticamente se l'altra parte non rispetta una specifica obbligazione, senza bisogno di rivolgersi al giudice per valutare la gravità dell'inadempimento.
Lodo arbitrale
La decisione finale emessa da un collegio di arbitri (persone scelte dalle parti per risolvere una controversia al di fuori del tribunale), che ha lo stesso valore di una sentenza giudiziaria.
Inadempimento
La mancata o inesatta esecuzione di un'obbligazione prevista da un contratto.
Risoluzione di diritto
Lo scioglimento automatico di un contratto che avviene per legge o per una clausola contrattuale specifica (come la clausola risolutiva espressa), senza la necessità di una pronuncia del giudice che ne accerti la gravità.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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