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Calcolo TFS dirigenti: la retribuzione reale vince

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 17804/2024, ha stabilito un principio fondamentale per il calcolo TFS dirigenti pubblici. Il caso riguardava un dirigente medico in aspettativa, che aveva assunto un incarico esterno con una retribuzione superiore. L’INPS aveva calcolato il suo Trattamento di Fine Servizio (TFS) sulla base della retribuzione ‘virtuale’ che avrebbe percepito nel suo ruolo originario. La Suprema Corte ha ribaltato le decisioni dei giudici di merito, affermando che il TFS deve essere calcolato sulla retribuzione effettivamente percepita e sulla quale sono stati versati i contributi, in virtù di un rinvio normativo che estende la disciplina prevista per i vertici delle ASL.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Calcolo TFS Dirigenti: La Retribuzione Reale Prevale su quella Virtuale

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 17804 del 27 giugno 2024) ha fatto chiarezza su una questione cruciale per molti dipendenti pubblici: il calcolo TFS dirigenti in caso di aspettativa per incarichi esterni. La Suprema Corte ha stabilito che il Trattamento di Fine Servizio (TFS) deve essere calcolato sulla base della retribuzione effettivamente percepita durante l’incarico, e non su quella ‘virtuale’ del rapporto di lavoro originario. Vediamo i dettagli della vicenda e le motivazioni di questa importante decisione.

Il caso: un dirigente medico e il dilemma del TFS

Il protagonista della vicenda è un dirigente medico di una Azienda Sanitaria Locale (ASL), collocato in aspettativa senza retribuzione per assumere il prestigioso incarico di Direttore del Centro Nazionale Sangue. Questo nuovo ruolo, regolato da un contratto di diritto privato, prevedeva una retribuzione significativamente più alta rispetto a quella percepita presso l’ASL.

Al momento della quiescenza, mentre il trattamento pensionistico era stato correttamente calcolato sulla base dell’ultimo e più elevato stipendio, l’INPS aveva liquidato il Trattamento di Fine Servizio basandosi sulla retribuzione ‘virtuale’, ovvero quella che il dirigente avrebbe percepito se fosse rimasto in servizio presso l’ASL. Sia il Tribunale che la Corte d’Appello avevano dato ragione all’ente previdenziale, sostenendo che la normativa che consente il calcolo sulla retribuzione effettiva fosse una disposizione speciale, applicabile solo a determinate figure apicali delle ASL (Direttore Generale, Sanitario e Amministrativo) e non estensibile al caso di specie.

L’analisi della Cassazione e il corretto calcolo TFS dirigenti

La Corte di Cassazione ha ribaltato completamente il verdetto, accogliendo il ricorso del dirigente. Il fulcro del ragionamento giuridico risiede nell’interpretazione dell’articolo 12 della legge n. 219/2005, che istituisce la figura del Direttore del Centro Nazionale Sangue. Questa norma, per disciplinare il rapporto di lavoro, rinvia esplicitamente alle disposizioni dell’articolo 3 del d.lgs. n. 502/1992 (successivamente trasfuso nell’art. 3-bis).

Secondo la Suprema Corte, questo rinvio non è statico, ma ‘mobile’. Ciò significa che la norma richiama l’intera disciplina prevista per i direttori apicali delle ASL, comprese le sue successive modifiche. Di conseguenza, si applica anche la previsione secondo cui le amministrazioni di appartenenza devono versare i contributi previdenziali calcolandoli sul trattamento economico effettivamente corrisposto per l’incarico conferito.

Le motivazioni della Corte

La decisione si fonda su un principio di correlazione logica e giuridica: se i contributi vengono versati su una determinata base imponibile (la retribuzione reale), è da quella stessa base che devono essere calcolate le prestazioni previdenziali, inclusa l’indennità di fine servizio. Calcolare il TFS su una base ‘virtuale’ e inferiore, a fronte di contributi versati su una base reale e superiore, creerebbe una palese e ingiustificata sproporzione.

La Corte ha rafforzato il suo ragionamento citando precedenti sia propri (Cass. n. 36055/2023) che della Corte Costituzionale (sent. n. 119/2012 e n. 351/2010), i quali hanno già riconosciuto la legittimità di questo meccanismo per i direttori di ASL, escludendo che costituisca un ingiustificato privilegio. La ratio è quella di garantire una continuità di tutela previdenziale al dipendente pubblico che assume incarichi di elevata responsabilità, parametrando i benefici ai contributi effettivamente versati.

Le conclusioni e le implicazioni pratiche

L’ordinanza n. 17804/2024 stabilisce un principio di diritto di vasta portata. Il corretto calcolo TFS dirigenti pubblici in aspettativa per incarichi esterni deve basarsi sulla retribuzione concretamente percepita e assoggettata a contribuzione. La decisione chiarisce che il rinvio a una specifica disciplina normativa deve essere interpretato in modo dinamico, estendendo tutte le tutele previste a situazioni analoghe.

Questa sentenza rappresenta una vittoria per la coerenza del sistema previdenziale e offre una tutela fondamentale a tutti i dipendenti pubblici che, mantenendo il loro posto di lavoro originario, vengono chiamati a ricoprire temporaneamente altri incarichi di responsabilità, garantendo che il loro trattamento di fine servizio rispecchi fedelmente il percorso contributivo effettuato.

Come si calcola il Trattamento di Fine Servizio (TFS) per un dirigente pubblico in aspettativa per un incarico esterno?
Secondo la Corte di Cassazione, il TFS va calcolato sulla base della retribuzione effettivamente percepita durante l’incarico esterno, a condizione che su tale retribuzione siano stati regolarmente versati i contributi previdenziali.

La disciplina sul calcolo del TFS basato sulla retribuzione effettiva si applica solo ai direttori generali, amministrativi e sanitari delle ASL?
No. La Corte ha chiarito che, se la legge che istituisce un altro incarico dirigenziale rinvia alla disciplina prevista per i vertici delle ASL, tale disciplina si applica integralmente, compresa la modalità di calcolo del TFS sulla retribuzione reale.

Perché la retribuzione ‘virtuale’ non è stata considerata la base corretta per il calcolo del TFS in questo caso?
Perché esiste un principio di correlazione tra contributi versati e prestazioni ricevute. Poiché i contributi previdenziali erano stati calcolati e versati sulla base della retribuzione più alta percepita per l’incarico di Direttore, anche il TFS doveva essere parametrato a quella stessa base economica, e non a una retribuzione inferiore e solo ‘virtuale’.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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