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Bonifico domiciliato: responsabilità e diligenza

Una società assicurativa contesta a un operatore postale il pagamento di un bonifico domiciliato effettuato a un soggetto che ha utilizzato documenti falsi. La Cassazione stabilisce che l’operatore non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza del banchiere. Nel caso specifico, la verifica del codice fiscale, della password e del documento tramite sistemi informatici esclude la colpa, rigettando l’applicazione analogica delle norme più severe previste per l’assegno non trasferibile.

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Pubblicato il 30 marzo 2026 in Diritto Bancario, Giurisprudenza Civile

Bonifico domiciliato: la responsabilità dell’operatore

Il bonifico domiciliato è uno strumento di pagamento che consente di trasferire somme a soggetti privi di un rapporto di conto corrente. La questione centrale riguarda la responsabilità dell’intermediario in caso di pagamento a un soggetto che utilizzi documenti d’identità falsi. La giurisprudenza ha recentemente chiarito i criteri di diligenza richiesti all’operatore professionale per andare esente da colpa.

Analisi dei fatti

Una società assicurativa ha disposto un pagamento tramite bonifico domiciliato a favore di un proprio creditore. Un terzo si è presentato allo sportello con un documento d’identità falso, riscuotendo la somma. La società ha quindi citato in giudizio l’operatore postale per ottenere il risarcimento del danno, sostenendo l’inadempimento contrattuale e l’omessa identificazione diligente.

Il caso del bonifico domiciliato riscosso indebitamente

In primo grado, il giudice ha accolto la domanda applicando per analogia le norme severe previste per l’assegno non trasferibile. Tuttavia, in appello la decisione è stata ribaltata, escludendo la responsabilità dell’operatore poiché quest’ultimo aveva verificato il codice fiscale, la password e l’autenticità del documento tramite sistemi informatici dedicati. La società ha quindi presentato ricorso in Cassazione, lamentando la mancata applicazione delle tutele rafforzate tipiche dei titoli di credito.

La decisione della Suprema Corte sul bonifico domiciliato

La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di appello, rigettando il ricorso della società assicurativa. Gli Ermellini hanno stabilito che il bonifico domiciliato non è un titolo di credito ma una delegazione di pagamento. Di conseguenza, non si applica la disciplina dell’assegno, ma quella generale del mandato e della responsabilità contrattuale. L’operatore è liberato se dimostra di aver adottato la diligenza del ‘bonus argentarius’, ovvero quella specifica del banchiere professionale.

Le motivazioni

La Corte ha spiegato che l’operatore professionale è tenuto a una diligenza qualificata ai sensi dell’articolo 1176 del Codice Civile. Nel caso di specie, l’intermediario ha eseguito correttamente le procedure di sicurezza previste dal contratto. La verifica tramite il sistema informatico di back-office ha permesso di riscontrare l’apparente autenticità del documento. Non è esigibile dall’operatore la richiesta di un secondo documento d’identità né la conservazione di una copia dello stesso, specialmente in assenza di anomalie macroscopiche o sospetti evidenti. Inoltre, la normativa sulla privacy limita la raccolta e la conservazione di dati personali non strettamente necessari, bilanciando l’esigenza di identificazione con la tutela della riservatezza.

Le conclusioni

La sentenza conclude che l’operatore postale non risponde del danno se il pagamento avviene a favore di un soggetto apparentemente legittimato, purché siano stati rispettati i protocolli di identificazione standard. La responsabilità oggettiva è esclusa in favore di un regime basato sulla colpa professionale. Per le aziende ordinanti, ciò implica la necessità di fornire dati identificativi completi per ridurre il rischio di frodi, mentre per gli intermediari conferma la validità dei sistemi di controllo digitale come prova di diligenza.

L’operatore postale risponde sempre se paga un bonifico a un impostore?
No, l’operatore è liberato se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, verificando i documenti e i codici di sicurezza forniti dall’ordinante.

Si applicano le regole dell’assegno non trasferibile al bonifico domiciliato?
La Cassazione ha escluso l’applicazione analogica dell’Art. 43 della Legge Assegni, poiché il bonifico domiciliato è inquadrato come una delegazione di pagamento soggetta alle norme sul mandato.

È obbligatorio richiedere due documenti d’identità per il pagamento?
No, secondo la Corte non esiste un obbligo di richiedere il doppio documento né di conservarne copia, essendo sufficiente il riscontro di un solo documento valido privo di anomalie evidenti.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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