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Azione revocatoria e scissione: scontro sulla competenza

Tre curatele fallimentari hanno promosso un’azione revocatoria contro un atto di scissione societaria. Il Tribunale ordinario e la Sezione specializzata in materia di impresa si sono scontrati sulla competenza a decidere. La prima sezione civile della Cassazione, rilevando un forte contrasto giurisprudenziale, ha rimesso la questione alle Sezioni Unite. Si deve stabilire se l’azione revocatoria di una scissione societaria rientri tra le materie di competenza del Tribunale delle Imprese o se spetti al giudice ordinario, dato che l’azione mira solo a dichiarare l’inefficacia relativa dell’atto verso i creditori senza toccare la validità della scissione stessa.

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Pubblicato il 18 luglio 2026 in Diritto Societario, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza interlocutoria di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 24237 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 1 n. 24237/2023)

Il conflitto sulla competenza per l’azione revocatoria

La corretta individuazione del giudice competente rappresenta un pilastro fondamentale per la tutela dei diritti dei creditori. Di recente, la Corte di Cassazione ha affrontato un delicato contrasto relativo all’azione revocatoria esercitata contro una scissione societaria. Tre curatele fallimentari hanno impugnato un atto di scissione societaria per tutelare i creditori delle società fallite. Il contenzioso ha sollevato un profondo dubbio procedurale sulla competenza del Tribunale delle Imprese rispetto al Tribunale ordinario.

Il contrasto tra Tribunale ordinario e Tribunale delle Imprese

La vicenda trae origine da una serie di ricorsi presentati da tre curatele fallimentari dinanzi al Tribunale ordinario di Parma. I fallimenti hanno richiesto la revoca degli atti di scissione e dei relativi conferimenti patrimoniali effettuati dalle società debitrici. Il Tribunale di Parma ha dichiarato la propria incompetenza a decidere sulla domanda di revoca. Il giudice di Parma ha ritenuto che la competenza spettasse alla Sezione specializzata in materia di impresa di Bologna. Al contrario, il Tribunale delle Imprese di Bologna ha rifiutato la competenza e ha sollevato d’ufficio il conflitto davanti alla Corte di Cassazione. Il Tribunale di Bologna ha sostenuto che l’azione non incide sulla struttura societaria ma tutela solo i creditori.

Perché l’azione revocatoria divide i giudici

La questione centrale riguarda la natura stessa della controversia. Un orientamento giurisprudenziale estende la competenza del Tribunale delle Imprese a tutte le vicende che coinvolgono l’assetto straordinario di una società. Secondo questa tesi, la scissione modifica la struttura dell’ente e quindi rientra tra i rapporti societari. Un diverso orientamento esclude invece l’azione revocatoria dalla competenza specialistica. Questa seconda tesi evidenzia che l’azione mira esclusivamente a dichiarare l’inopponibilità della scissione nei confronti del creditore istante. L’azione non mette in discussione la validità dell’atto di scissione tra le società coinvolte né modifica la compagine dei soci.

Le motivazioni della Cassazione sul rinvio alle Sezioni Unite

I giudici della prima sezione civile hanno analizzato dettagliatamente i due orientamenti contrapposti. La Corte ha rilevato che l’azione revocatoria ordinaria o fallimentare non produce effetti reali sulla titolarità delle quote o sul patrimonio sociale. L’accoglimento della domanda determina soltanto l’inefficacia relativa dell’atto a vantaggio del creditore che ha agito in giudizio. I rapporti interni tra le società e i soci rimangono del tutto inalterati. La Cassazione ha espresso forti perplessità sull’attribuzione di questa materia al Tribunale delle Imprese. Tuttavia, la presenza di decisioni precedenti di segno opposto impone la ricerca di una soluzione uniforme per garantire la certezza del diritto. Per questa ragione, il Collegio ha ritenuto necessario rimettere la questione al Massimo Consesso della Suprema Corte.

Le conclusioni e i possibili scenari futuri

La Corte di Cassazione ha concluso il procedimento disponendo la trasmissione degli atti al Primo Presidente per l’assegnazione della causa alle Sezioni Unite. Questa decisione non stabilisce ancora quale sia il giudice competente ma avvia il percorso per una soluzione definitiva. Le Sezioni Unite dovranno chiarire se l’azione revocatoria contro una scissione societaria appartenga alla competenza del Tribunale delle Imprese o a quella del giudice ordinario. La futura pronuncia eliminerà ogni incertezza operativa per i creditori e per i curatori fallimentari. Gli operatori del diritto attendono questa decisione per impostare correttamente le future strategie di recupero del credito.

Cos’è l’azione revocatoria di una scissione societaria?
Si tratta di un’azione legale con cui i creditori chiedono di rendere inefficace nei loro confronti la divisione di una società che pregiudica il recupero dei loro crediti.

Quale giudice decide su questa specifica azione?
Attualmente esiste un contrasto giurisprudenziale, motivo per cui la Cassazione ha chiesto l’intervento risolutivo delle Sezioni Unite per stabilire se la competenza spetti al Tribunale delle Imprese o al giudice ordinario.

Quali sono le conseguenze pratiche della decisione delle Sezioni Unite?
La decisione chiarirà in modo definitivo a quale ufficio giudiziario i creditori e i curatori fallimentari dovranno rivolgersi per contestare le scissioni societarie dannose.

Termini giuridici

Azione revocatoria
Strumento di tutela con cui il creditore chiede che vengano dichiarati inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione del patrimonio con cui il debitore rechi pregiudizio alle sue ragioni.
Scissione societaria
Operazione straordinaria con cui una società assegna l'intero suo patrimonio, o parte di esso, ad una o più altre società, esistenti o di nuova costituzione.
Regolamento di competenza
Mezzo di impugnazione volto a risolvere un conflitto tra diversi giudici che si ritengono contemporaneamente competenti o incompetenti a decidere su una causa.
Sezioni Unite
Il collegio più autorevole della Corte di Cassazione, chiamato a decidere quando si rende necessario risolvere contrasti interpretativi tra le singole sezioni.
Inopponibilità
Inefficacia di un atto giuridico o di una situazione giuridica nei confronti di determinati soggetti terzi, che possono quindi comportarsi come se l'atto non fosse mai stato compiuto.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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