LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Azione Revocatoria

Definizione

La revocatoria è un mezzo legale di conservazione della garanzia patrimoniale, regolato nell'ordinamento italiano dall'articolo 2901 del codice civile il quale consiste nel potere del creditore (revocante) di agire in giudizio per far dichiarare inefficace, nei suoi confronti, gli atti di disposizione patrimoniale coi quali il debitore arrechi pregiudizio alle sue ragioni. Sono presupposti del rimedio descritto: il credito del revocante, il pregiudizio arrecato dall'atto dispositivo del debitore alle ragioni del creditore, la conoscenza di questo pregiudizio da parte del debitore e, se l'atto è a titolo oneroso, la conoscenza del pregiudizio anche da parte del terzo. L'atto compiuto prima della nascita del credito è revocabile se sussiste la dolosa preordinazione. Oggetto dell'azione sono gli atti che causano la perdita o la limitazione dei diritti patrimoniali del debitore o che comportano l'assunzione di passività.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Sfoglia per anno

Provvedimenti

Azione revocatoria: validità per crediti litigiosi
La Corte d'Appello ha confermato l'accoglimento di un'azione revocatoria ordinaria contro la cessione di quote societarie effettuata da ex amministratori a favore dei propri familiari. La decisione ribadisce che l'azione può essere esperita anche a tutela di un credito litigioso, non ancora definitivamente accertato, purché probabile. I giudici hanno ravvisato la scientia fraudis nel legame di parentela e nella consapevolezza del danno patrimoniale arrecato alla società creditrice.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria valida contro conferimenti all’estero
Due debitori garantiti da fideiussione hanno conferito i loro beni immobili in una società estera per liberare un aumento di capitale. La società creditrice ha quindi promosso un'azione revocatoria ordinaria davanti al giudice italiano per far dichiarare inefficace quel trasferimento. I debitori e la società estera hanno contestato la giurisdizione italiana, sostenendo la competenza esclusiva del giudice dello Stato estero dove ha sede l'impresa. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha respinto l'eccezione e ha confermato la giurisdizione italiana. La Corte ha chiarito che l'azione revocatoria ordinaria non mette in discussione la validità delle delibere societarie o l'organizzazione dell'ente, ma attacca solo il trasferimento patrimoniale a danno del creditore. Pertanto, la causa resta radicata in Italia per la residenza dei debitori.
Continua »
Compensi avvocato minimi inderogabili: il caso
Il Tribunale di Roma ha accolto il reclamo di un avvocato contro la liquidazione dei suoi onorari operata dal Giudice Delegato, stabilendo l'obbligatorietà dei compensi avvocato minimi inderogabili stabiliti dal D.M. 55/2014. La decisione chiarisce che il giudice non può scendere sotto le soglie minime in assenza di accordi contrari, specialmente in casi complessi legati a procedure fallimentari.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: debiti fiscali e vendita simulata
Una società fortemente indebitata verso il fisco per oltre ottantaquattro milioni di euro ha venduto un consistente compendio immobiliare a un'altra impresa riconducibile al medesimo gruppo. L'ente di riscossione ha promosso l'azione revocatoria ordinaria per rendere inefficace la vendita. Durante il giudizio di secondo grado la venditrice è fallita e il curatore è subentrato nella causa a tutela dell'intera massa dei creditori. L'acquirente ha contestato l'intervento della curatela e la decisione di merito. La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso dell'acquirente, confermando l'inefficacia dell'atto di vendita e la legittimità del subentro del curatore.
Continua »
Azione revocatoria fondo patrimoniale: la sentenza
La Corte d'Appello conferma l'azione revocatoria fondo patrimoniale contro un atto di costituzione di beni in fondo familiare. La decisione chiarisce che tale atto, essendo a titolo gratuito, può essere dichiarato inefficace se arreca pregiudizio alle ragioni del creditore, anche in presenza di un credito litigioso o ceduto a terzi nel corso di una cartolarizzazione.
Continua »
Azione revocatoria fallimentare: guida pratica
La Corte d'Appello ha confermato l'azione revocatoria fallimentare su una vendita di magazzino da 300.000 euro. Il mutamento qualitativo del patrimonio e i legami societari hanno provato il pregiudizio ai creditori, imponendo la restituzione del valore equivalente.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: casa donata o credito prescritto
Una società creditrice promuoveva un'azione revocatoria ordinaria contro un genitore e la figlia per annullare la donazione di un immobile. Il padre aveva donato la casa dopo aver sottoscritto una ricognizione di debito. In giudizio, la figlia eccepiva la prescrizione del credito paterno. I giudici di merito respingevano la difesa della donna, ritenendola non legittimata a sollevare tale eccezione poiché non direttamente obbligata e considerando il debito confermato da un decreto ingiuntivo non opposto dal genitore. La donataria ricorreva quindi in Cassazione, sostenendo il diritto di ogni terzo interessato di far valere l'estinzione del credito originario. Rilevata l'importanza della questione di diritto, la Corte Suprema ha rimesso la decisione alla pubblica udienza.
Continua »
Errore materiale nell’atto di appello: non blocca la decisione
Un curatore fallimentare ha impugnato una sentenza sfavorevole riguardante una cessione di crediti. Nell'atto di impugnazione, il difensore ha indicato per errore il numero di un'altra sentenza parallela e coeva, pur depositando copia autentica della decisione corretta. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile l'impugnazione per presunto difetto di legittimazione della curatela. La Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto. I giudici supremi hanno chiarito che un refuso numerico rappresenta un semplice errore materiale nell'atto di appello. Quando il contenuto delle censure e il provvedimento allegato permettono di individuare chiaramente l'oggetto del processo, il giudice non può sacrificare il diritto alla difesa con formalismi ingiustificati. La Suprema Corte ha dunque cassato la pronuncia e rinviato la causa per l'esame del merito.
Continua »
Azione Revocatoria: Creditori Rinunciano, Compravendita Salva
I Creditori hanno contestato una compravendita immobiliare tra il Debitore e l'Acquirente, ritenendola un tentativo fraudolento di sottrarre beni al recupero crediti tramite un prezzo irrisorio. Hanno chiesto l'applicazione dell'azione revocatoria per dichiarare l'inefficacia dell'atto. Il Tribunale aveva dato loro ragione, ma la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione. In Cassazione, i Creditori hanno rinunciato al ricorso, portando all'estinzione del giudizio. La Suprema Corte ha quindi preso atto della rinuncia, senza entrare nel merito della controversia sull'azione revocatoria, e ha compensato le spese.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: inefficace il trust del garante
Una società creditrice ha contestato la costituzione di un trust immobiliare eseguita da un garante per sottrarre i propri beni alle pretese creditorie. I giudici di merito hanno accolto la domanda e reso inefficace il vincolo patrimoniale tramite l'azione revocatoria ordinaria. Il debitore, i familiari e l'amministratore del trust hanno proposto ricorso in Cassazione sostenendo la piena validità dello strumento di tutela patrimoniale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile a causa della notifica tardiva oltre il termine semestrale e della carenza di autosufficienza nell'esposizione dei fatti. La decisione ha confermato in via definitiva l'inefficacia del trust a favore della società creditrice, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese legali.
Continua »
Azione revocatoria e giudicato: autonomia domande risoluzione e restituzione
Un'Azienda di Leasing ha avviato un'azione revocatoria per contestare l'acquisto di una quota immobiliare da parte di una Società Acquisitrice, poi fallita, ritenendo lesi i propri diritti creditori derivanti da un contratto di locazione finanziaria. I giudici di merito avevano rigettato le domande, sostenendo che l'azione revocatoria fosse preclusa da un precedente giudicato arbitrale o improcedibile per via del fallimento. La Cassazione ha accolto il ricorso sul primo motivo, chiarendo che le domande di risoluzione del contratto e di restituzione dei beni sono autonome e non necessariamente coperte da un giudicato arbitrale che non abbia deciso sul merito. Ha confermato, invece, che le pretese contro una società fallita devono seguire il rito speciale dell'insinuazione al passivo.
Continua »
Azione revocatoria sul fondo: il creditore tardivo resta escluso
Una coppia di coniugi ha costituito un fondo patrimoniale sui propri beni immobili. Un primo creditore ha promosso tempestivamente una azione revocatoria per tutelare il proprio credito. In seguito, un istituto bancario è intervenuto nel processo per tutelare un credito autonomo verso uno dei coniugi, omettendo però di notificare l'atto a entrambi i debitori entro il termine di cinque anni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società creditrice cessionaria della banca. I giudici hanno chiarito che l'iniziativa del primo creditore non interrompe la prescrizione a beneficio dei creditori che intervengono successivamente per crediti distinti, dichiarando definitivamente prescritto il diritto della banca.
Continua »
Sospensione feriale dei termini: no alle cause esecutive
Un creditore pignora i beni del debitore. L'ex moglie del debitore interviene nella procedura chiedendo la consegna di centomila euro stabiliti nell'accordo di separazione. Il creditore procede contestando l'accordo e ne chiede la revocatoria per frode ai suoi danni. La Corte d'Appello dà ragione al creditore e dichiara l'atto inefficace. L'ex moglie impugna la sentenza in Cassazione notificando il ricorso a settembre, confidando nella pausa estiva dei tribunali. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per tardività. La sospensione feriale dei termini non si applica alle esecuzioni forzate, neppure quando si discute la validità degli accordi di separazione tra i creditori concorrenti. L'ex moglie perde definitivamente la somma e viene condannata a pagare le spese di giudizio.
Continua »
Debitore vende immobili, creditori agiscono: l’Azione Revocatoria al vaglio.
Un debitore ha venduto due immobili alla moglie e a un terzo, dopo aver contratto un debito significativo. I creditori hanno avviato un'azione revocatoria per rendere inefficaci queste vendite, sostenendo che i trasferimenti pregiudicavano il recupero del loro credito. I tribunali di primo e secondo grado hanno accolto la domanda, dichiarando le vendite inefficaci. Il debitore ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la sussistenza dei requisiti per l'azione revocatoria e l'ammissibilità dell'intervento di un cessionario del credito. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sull'intervento del cessionario nell'azione revocatoria, ha rinviato la causa all'udienza pubblica per una decisione definitiva.
Continua »
Azione revocatoria del fondo patrimoniale: confermato il debito
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei garanti di una società, confermando la decisione dei giudici di merito. La Banca aveva richiesto il rientro da uno scoperto di conto corrente e promosso l'Azione revocatoria del fondo patrimoniale costituito dai garanti. I dati contabili posti a base del calcolo del debito derivavano da estratti conto acquisiti direttamente dal perito d'ufficio. La Cassazione ha chiarito che il consulente tecnico nell'esame contabile può acquisire i documenti necessari per rispondere ai quesiti del giudice. Eventuali contestazioni per vizi procedurali devono essere sollevate subito dopo il deposito della perizia, altrimenti la nullità si sana. Inoltre, la consapevolezza del danno verso i creditori sussiste anche prima del fallimento, data la vicinanza temporale tra la costituzione del fondo e il dissesto aziendale. Il fondo rimane inefficace per la Banca.
Continua »
Ipoteca a garanzia di credito preesistente: revocata alla banca
Una banca concede un mutuo garantito da ipoteca a una società per estinguere uno scoperto di conto corrente preesistente. Dopo il fallimento della società, il curatore nega la preferenza ipotecaria. La banca viene così ammessa al passivo solo come creditore ordinario. Il cessionario del credito ricorre in Cassazione affermando l'assenza di insolvenza al momento del mutuo. La Suprema Corte rigetta il ricorso. La Corte chiarisce che la concessione di una ipoteca a garanzia di credito preesistente costituisce un atto a titolo gratuito. In questi casi si applica l'azione revocatoria ordinaria. Di conseguenza, non occorre provare lo stato di insolvenza dell'azienda o la conoscenza di esso da parte della banca. Basta la consapevolezza del debitore di arrecare danno agli altri creditori. La garanzia ipotecaria resta inefficace e la società creditrice deve pagare le spese legali.
Continua »
Azione revocatoria: credito svanito, azione respinta
Un Creditore Originario e un Altro Creditore hanno avviato un'azione revocatoria per rendere inefficaci gli atti di costituzione di un'Azienda e il conferimento di beni da parte dei Proprietari, sostenendo che tali atti pregiudicassero i loro crediti. La Corte d'Appello aveva accolto le loro domande. La Cassazione, tuttavia, ha accolto il ricorso dei Proprietari. Ha stabilito che il credito del Creditore Originario era venuto meno per 'cosa giudicata' (decisione definitiva), rendendo inutile l'azione revocatoria. Per l'Altro Creditore, la Cassazione ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per un nuovo esame, considerando l'esistenza di altri beni non conferiti. Il Creditore Originario è stato condannato al pagamento delle spese legali del giudizio di Cassazione.
Continua »
Azione revocatoria e tutela crediti: rinuncia al ricorso
Un garante di un debito societario ha donato alla propria figlia diritti immobiliari su diversi beni. La banca creditrice ha promossa un'azione revocatoria per rendere inefficace la donazione e tutelare il proprio credito. I giudici di merito hanno accolto la domanda dell'istituto di credito. Le parti debitrici hanno quindi impugnato la decisione in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, il garante e la figlia hanno depositato formale atto di rinuncia al ricorso, regolarmente accettato dalla società di recupero crediti intervenuta. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo, dichiarando estinto il processo e disponendo la compensazione delle spese tra le parti.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: credito modesto e vendita globale
Un professionista ha promosso una azione revocatoria ordinaria contro la società debitrice e la società acquirente per ottenere l'inefficacia della vendita di diversi beni immobili, a fronte di un credito professionale non saldato di circa 17.688 euro. Le società hanno contestato la decisione dei giudici di merito, lamentando la forte sproporzione tra l'importo del debito e l'ingente valore complessivo degli immobili ceduti con un unico atto notarile. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti specifici sulla possibilità di frazionare gli effetti della revoca rispetto a un atto dispositivo unitario, ha qualificato la questione come di rilevanza nomofilattica e ha rimesso la trattazione della causa alla pubblica udienza della Terza Sezione Civile.
Continua »
Azione revocatoria bancaria e garanzie: i limiti per i debitori
Un istituto di credito ha agito in giudizio contro i garanti di due società commerciali per recuperare un ingente debito derivante da conti correnti passivi. La banca ha contestualmente esercitato l'azione revocatoria bancaria per far dichiarare inefficaci i conferimenti di immobili fatti dai garanti in favore di società estere, operazione volta a svuotare le loro garanzie patrimoniali. I garanti hanno impugnato la decisione sostenendo che gli estratti conto fossero incompleti, che vi fosse applicazione di interessi usurari e che i conferimenti non avessero intento elusivo. La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso dei garanti. La Corte ha stabilito che le contestazioni sui conti erano troppo generiche e che i conferimenti immobiliari miravano chiaramente a sottrarre le garanzie al creditore. I garanti sono stati condannati al pagamento delle spese di lite.
Continua »