Attestazione di conformità della procura speciale: il nuovo dubbio della Cassazione
Il tema dell’attestazione di conformità della procura speciale nel giudizio di legittimità torna al centro del dibattito giuridico. Con una recente ordinanza interlocutoria, la Suprema Corte ha sollevato un quesito cruciale: cosa succede se un avvocato scansiona la procura cartacea, la invia via PEC, ma dimentica di dichiarare che la copia digitale è identica all’originale?
Il caso: una dimenticanza fatale?
Nel caso analizzato, alcuni soggetti hanno presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d’Appello. La procura speciale era stata rilasciata su supporto cartaceo, poi trasformata in formato PDF tramite scansione e allegata alla notifica telematica del ricorso. Tuttavia, il difensore non ha inserito l’attestazione di conformità all’originale né nella relata di notifica, né in un momento successivo del giudizio.
Le controparti si sono regolarmente costituite in giudizio, sollevando implicitamente o esplicitamente il dubbio sulla regolarità della difesa tecnica dei ricorrenti. La questione non è meramente formale, poiché riguarda la prova della legittimazione del difensore a rappresentare il cliente davanti alla massima Corte.
Il contrasto tra vecchie e nuove norme sull’attestazione di conformità
La Corte ha rilevato la necessità di approfondire la questione in pubblica udienza. Il dubbio nasce dal confronto tra l’orientamento delle Sezioni Unite del 2020, che tendeva a una maggiore flessibilità, e una più recente ordinanza della prima sezione civile (la n. 6318/2023). Quest’ultima ha invece ritenuto che la mancanza di attestazione di conformità comporti inevitabilmente l’inammissibilità del ricorso.
Questo irrigidimento interpretativo sarebbe giustificato dall’entrata in vigore della cosiddetta Riforma Cartabia (d.lgs. 149/2022), che ha introdotto regole più stringenti per i procedimenti avviati dopo il 1° gennaio 2023.
Le motivazioni
Le motivazioni che hanno spinto la Corte a rinviare la decisione alla pubblica udienza risiedono nella complessità del quadro normativo attuale. Da un lato, l’art. 196-undecies delle disposizioni di attuazione del c.p.c. e la legge sulle notifiche in proprio (L. 53/1994) impongono doveri precisi di attestazione per i documenti informatici derivanti da originali analogici. Dall’altro, si deve valutare se la costituzione delle controparti possa “sanare” l’eventuale vizio di forma della procura.
La Corte intende stabilire se, in assenza di attestazione, il ricorso debba essere dichiarato inammissibile d’ufficio, anche se l’intimato si è difeso nel merito. Il nucleo del problema è se il difetto di attestazione mini alla base la certezza del conferimento dell’incarico professionale.
Le conclusioni
In conclusione, l’ordinanza interlocutoria segnala un momento di transizione delicato per la procedura civile telematica. La decisione che verrà presa in pubblica udienza definirà se l’attestazione di conformità debba essere considerata un requisito di ammissibilità inderogabile o se esistano margini per la regolarizzazione.
Per i professionisti e i cittadini, questo provvedimento rappresenta un monito sulla rigorosa osservanza delle formalità digitali. Un errore tecnico nella fase di notifica, come l’omissione di una singola dichiarazione di conformità, rischia oggi più che mai di rendere vano un intero percorso giudiziario, precludendo l’esame del ricorso nel merito.
Cosa succede se l’avvocato non attesta la conformità della procura scansionata?
La mancanza di attestazione di conformità della procura speciale scansionata dal cartaceo può rendere il ricorso inammissibile secondo i più recenti orientamenti giurisprudenziali.
È possibile sanare la mancanza di attestazione se la controparte si costituisce?
La questione è attualmente oggetto di dibattito in Cassazione, poiché alcuni orientamenti ritengono che la sanzione dell’inammissibilità sia prevalente anche in caso di costituzione della controparte.
Quale norma disciplina l’attestazione di conformità nelle notifiche PEC?
La disciplina principale si ritrova nell’articolo 196 undecies delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile e nell’articolo 3 bis della legge 53 del 1994.
Testo del provvedimento
Ordinanza interlocutoria di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 5188 Anno 2026
Civile Ord. Sez. 2 Num. 5188 Anno 2026
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data pubblicazione: 07/03/2026
ORDINANZA INTERLOCUTORIA
sul ricorso iscritto al n. 8719/2023 R.G. proposto da:
NOME COGNOME, NOME COGNOME, NOME COGNOME, rappresentati e difesi dall’AVV_NOTAIO NOME COGNOME
-ricorrente-
contro
RAGIONE_SOCIALE in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’AVV_NOTAIO NOME AVV_NOTAIO
-controricorrente-
contro
NOME COGNOME, NOME COGNOME, NOME COGNOME, NOME COGNOME, NOME COGNOME, rappresentati e difesi dall’AVV_NOTAIO AVV_NOTAIO
-controricorrenti- avverso la sentenza della Corte d’Appello di Brescia n. 1438/2022 depositata il 05/12/2022.
Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 25/02/2026 dal Consigliere NOME COGNOME.
Rilevato che la procura speciale rilasciata dai ricorrenti in data 9.12.2022, allegata alla PEC di notifica del ricorso in data 19.4.2023, è stata rilasciata al difensore su supporto analogico trasformato in formato pdf per immagine tramite scansione dell’originale cartaceo ma non ne è stata attestata dal difensore la conformità all’originale nella relata di notifica -né successivamente-;
Rilevato che gli intimati si sono costituiti con controricorso;
Rilevato che appare opportuno approfondire in pubblica udienza quale sia la conseguenza della mancata attestazione di conformità all’originale , nella relata di notifica -e in ogni caso, in ipotesi di costituzione degli intimati, del permanere della mancanza di attestazione anche successivamente, nel corso del giudizio di cassazione-, della procura formata su supporto analogico e trasformata in formato pdf, tenuto conto del disposto dell’art.196 undecies disp. att. c.p.c. , dell’art.3 bis l. n.53/1994 e del d. l. n.179/2012, conv. In l. n.221/2012 e considerata l’ordinanza della prima sezione civile di questa Corte, n.6318/2023, che ha ritenuto la mancata attestazione tale da comportare comunque l’inammissibilità del ricors o, con superamento della pronuncia delle SU n.29175/2020 a seguito dell’entrata in vigore dell’art.35 co 2 del d. lgs. N.149/2022 -applicabile dal 1.1.2023-;
PQM
Dispone il rinvio a nuovo ruolo del procedimento per la sua trattazione in pubblica udienza.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 25/02/2026.
Il Presidente
NOME COGNOME