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Accreditamento sanitario: serve il contratto scritto

Una struttura sanitaria privata ha agito contro un’azienda sanitaria locale per ottenere il pagamento di prestazioni effettuate. La Corte d’Appello ha revocato l’ingiunzione di pagamento per mancanza di un contratto scritto tra le parti. La Cassazione ha confermato che l’accreditamento sanitario non è sufficiente a fondare il diritto al compenso, essendo necessaria la stipula di una convenzione scritta che definisca tariffe e limiti di spesa. Il ricorso è stato rigettato poiché la struttura non ha fornito prova del contratto né ha correttamente documentato l’esistenza di un precedente giudicato favorevole.

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Pubblicato il 26 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

Accreditamento sanitario: perché il contratto scritto è obbligatorio

L’accreditamento sanitario rappresenta un passaggio fondamentale per le strutture private che desiderano collaborare con il Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia, una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che il semplice possesso della qualità di soggetto accreditato non garantisce automaticamente il diritto al pagamento delle prestazioni erogate. Senza un contratto scritto, il credito non può essere riscosso.

Il caso: prestazioni sanitarie senza convenzione

La vicenda nasce dalla richiesta di pagamento avanzata da un laboratorio di analisi nei confronti di un’azienda sanitaria locale per prestazioni eseguite in regime di accreditamento provvisorio. Sebbene il tribunale di primo grado avesse inizialmente accolto la domanda, la Corte d’Appello ha ribaltato il verdetto. Il motivo della revoca dell’ingiunzione risiede nell’assenza di una convenzione scritta, elemento ritenuto indispensabile per la nascita dell’obbligazione di pagamento in capo alla Pubblica Amministrazione.

La decisione della Corte di Cassazione

I giudici di legittimità hanno confermato la linea interpretativa rigorosa. Il rapporto tra la Pubblica Amministrazione e le strutture sanitarie private mantiene una natura concessoria. Questo significa che l’erogazione di fondi pubblici non può avvenire in modo automatico. È necessario un provvedimento amministrativo che riconosca la qualità di soggetto accreditato e, contestualmente, la stipula di specifici rapporti contrattuali scritti.

L’importanza dell’accreditamento sanitario e del contratto

Secondo la Corte, l’obbligo di stipulare un contratto in forma scritta sussiste anche durante il regime di accreditamento provvisorio o transitorio. Attraverso questo documento, la struttura privata si vincola a rispettare tariffe e tetti di spesa, mentre l’ente pubblico assume formalmente l’obbligo di pagare i corrispettivi. In mancanza di tale atto, la mera prosecuzione dell’attività sanitaria non genera un diritto al compenso.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza si fondano sul principio dell’onere della prova. Spetta alla struttura sanitaria privata dimostrare l’esistenza del contratto scritto, in quanto esso costituisce un elemento costitutivo della pretesa creditoria. La Corte ha inoltre respinto l’eccezione di giudicato esterno sollevata dal ricorrente. Per far valere una precedente sentenza definitiva, il ricorrente deve riprodurre integralmente il testo della stessa nel ricorso, rispettando il principio di autosufficienza. Nel caso di specie, il laboratorio si era limitato a riportare solo brevi stralci, rendendo impossibile per la Cassazione verificare l’effettiva portata della decisione precedente.

Le conclusioni

Le conclusioni della Suprema Corte ribadiscono che la forma scritta è un requisito essenziale per la validità dei contratti con la Pubblica Amministrazione. L’accreditamento sanitario abilita la struttura a operare, ma solo il contratto definisce la copertura finanziaria delle prestazioni. Per le strutture private, ciò implica la necessità di una gestione documentale estremamente accurata: l’assenza di una firma su una convenzione può rendere irrecuperabili crediti per prestazioni effettivamente svolte, senza possibilità di sanatorie postume o presunzioni di validità.

Basta l’accreditamento per ottenere il pagamento delle prestazioni dalla ASL?
No, l’accreditamento abilita la struttura ma è indispensabile la stipula di un contratto scritto che definisca tariffe e limiti di spesa.

Chi deve provare l’esistenza del contratto in caso di contestazione?
L’onere della prova spetta alla struttura sanitaria privata, che deve dimostrare l’esistenza della convenzione scritta come base del proprio credito.

Cosa succede se si cita una sentenza precedente senza allegarla correttamente?
Il ricorso viene rigettato per violazione del principio di autosufficienza, poiché il giudice non può verificare il contenuto della sentenza citata.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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