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Diritto Civile

Risoluzione contratto appalto e danni: le regole
Una società ottiene la risoluzione di un contratto di appalto pubblico a causa di illegittime e prolungate sospensioni dei lavori da parte della stazione appaltante. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8765/2024, chiarisce che in caso di risoluzione del contratto, che ha effetto retroattivo, non si applicano le norme speciali sul risarcimento del danno da sospensione (D.M. 145/2000). Il danno deve essere provato secondo le regole generali e il mancato utile può essere liquidato in via equitativa, ad esempio nella misura del 10% del valore dell'appalto.
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Responsabilità Notaio: la Cassazione sul nesso causale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8778/2024, ha chiarito i contorni della responsabilità del notaio in una complessa truffa immobiliare. Un immobile è stato venduto due volte tramite una procura falsa. La Suprema Corte ha stabilito che la grave negligenza dei notai nell'identificare le parti costituisce la causa esclusiva del danno, interrompendo il nesso causale rispetto alla condotta dei successivi acquirenti. La fattispecie è stata ricondotta all'ipotesi di rappresentanza senza potere (falsus procurator) e non di nullità, con importanti conseguenze sulla responsabilità dei soggetti coinvolti.
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Contraddittorio e nullità: la Cassazione decide
Una struttura sanitaria privata si opponeva alla riduzione dei pagamenti da parte di un'ASL. La Corte d'Appello, di sua iniziativa, dichiarava nullo il contratto tra le parti per difetto di forma scritta. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il giudice, prima di decidere su una questione di nullità rilevata d'ufficio, deve obbligatoriamente stimolare il dibattito tra le parti, garantendo il principio del contraddittorio.
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Preliminare senza agibilità: grave inadempimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8749/2024, ha stabilito che la mancata consegna del certificato di agibilità in un contratto preliminare di vendita immobiliare può costituire un grave inadempimento, giustificando la risoluzione del contratto. Questo vale anche se nel contratto è presente una clausola che lega la risoluzione a un diverso evento, come l'esito di un ricorso amministrativo. La Corte ha chiarito che il giudice deve valutare autonomamente la gravità della mancanza di agibilità, soprattutto se deriva da un abuso edilizio insanabile, configurando una vendita di 'aliud pro alio'. Il caso riguardava un preliminare senza agibilità per un immobile con un cambio di destinazione d'uso abusivo. La Cassazione ha cassato la sentenza d'appello che aveva escluso la risoluzione, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Offerta non formale: quando è valida per il debitore?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8763/2024, chiarisce i requisiti dell'offerta non formale. Un committente, dopo aver ricevuto una richiesta di pagamento per lavori edili, inviava un telefax offrendo una somma inferiore. La Corte ha stabilito che tale comunicazione non costituisce un'offerta non formale valida ai sensi dell'art. 1220 c.c., poiché non metteva effettivamente e immediatamente la somma a disposizione del creditore. Di conseguenza, il debitore è stato condannato al pagamento degli interessi maturati fino al momento del pagamento effettivo, avvenuto in corso di causa.
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Ricorso inammissibile per errore sulla controparte
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro un decreto di espulsione. L'errore fatale è stato citare in giudizio il Ministero dell'Interno invece dell'ente che aveva emesso il provvedimento originale, ovvero il Presidente della Regione autonoma. La Corte ha ribadito che l'individuazione corretta della controparte nell'atto di ricorso è un requisito fondamentale, la cui mancanza non può essere sanata da indicazioni diverse presenti nella relata di notifica.
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Garanzia per vizi: il riconoscimento tacito del venditore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8775/2024, ha stabilito che il riconoscimento dei difetti da parte del venditore, anche se tacito e manifestato attraverso la riparazione o sostituzione della merce, esonera l'acquirente dall'onere della denuncia tempestiva ai fini della garanzia per vizi. Il caso riguardava una fornitura di calzature difettose. La Corte ha inoltre confermato che per i prodotti di massa, la prova dei vizi può essere fornita tramite una consulenza tecnica su un campione rappresentativo, senza necessità di esaminare l'intera partita.
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Confessione complessa: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8768/2024, interviene su un caso di revocatoria fallimentare per chiarire i requisiti della contestazione in una confessione complessa. La curatela di una società fallita aveva agito contro i familiari del socio per revocare la cessione di un'azienda e di alcuni immobili. Il punto cruciale è stata la dichiarazione della figlia, che, pur ammettendo di non avere mezzi propri per l'acquisto, aveva aggiunto di aver ricevuto il denaro dalla nonna. La Corte ha stabilito che, per privare di piena prova una confessione complessa, la controparte deve contestare i fatti aggiunti in modo espresso e diretto, non essendo sufficiente la mera insistenza sulla domanda iniziale.
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Revisione prezzi appalti: la clausola è nulla?
Una società di servizi ha contestato la nullità di una complessa clausola di revisione prezzi in un contratto di illuminazione pubblica. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, stabilendo che una clausola "macchinosa" per la revisione prezzi, che si discosta dal meccanismo legale standard (indice Istat-Foi), è nulla. La legge provvede alla sostituzione automatica della clausola nulla con il meccanismo standard, preservando l'equilibrio contrattuale secondo norme imperative.
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Contraddittorio sulla nullità: obbligo del giudice
Una struttura sanitaria contesta una riduzione tariffaria applicata da un'Azienda Sanitaria Locale. La Corte d'Appello dichiara nullo il contratto tra le parti di propria iniziativa. La Cassazione annulla la decisione, stabilendo il principio fondamentale per cui il giudice, prima di decidere su una questione di nullità non discussa tra le parti, ha l'obbligo di stimolare il contraddittorio sulla nullità, garantendo il diritto di difesa. La sentenza sottolinea che tale violazione procedurale comporta la cassazione della sentenza.
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Protezione internazionale: l’obbligo di informativa
La Corte di Cassazione ha annullato la convalida di un trattenimento di un cittadino straniero, stabilendo che le autorità hanno l'obbligo inderogabile di informare ogni migrante sulla possibilità di richiedere la protezione internazionale, anche se questi dichiara di essere arrivato per motivi di lavoro. La mancata informativa rende illegittimo il decreto di respingimento e, di conseguenza, il trattenimento.
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Trattenimento stranieri: decreto nullo senza motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato il decreto di un Giudice di pace che convalidava il trattenimento di uno straniero in un C.P.R. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione nel provvedimento impugnato. La Corte ha ribadito che per il trattenimento stranieri, una misura che priva della libertà personale, il giudice deve fornire una giustificazione concreta e specifica, non potendosi limitare a un mero richiamo alle norme di legge. Questo vizio rende il decreto nullo.
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Informativa protezione internazionale: obbligo assoluto
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di trattenimento di un cittadino straniero, stabilendo che la mancata informativa sulla protezione internazionale al momento dell'arrivo rende illegittimo il successivo decreto di respingimento. Questo obbligo informativo sussiste indipendentemente dalle ragioni dichiarate dal migrante per il suo ingresso in Italia, come la ricerca di lavoro.
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Ricorso inammissibile per nuovi fatti in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un cittadino straniero contro un ordine di trattenimento. La decisione si basa sulla 'novità della censura', poiché il ricorrente ha introdotto in sede di legittimità circostanze di fatto (soccorso in mare) non pienamente rappresentate al giudice di merito, violando il principio di autosufficienza del ricorso.
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Espulsione straniero: la vita privata va sempre tutelata
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Giudice di pace che confermava il decreto di espulsione di un cittadino straniero. La Corte ha stabilito che, anche in sede di opposizione all'espulsione, il giudice ha l'obbligo di valutare l'impatto della misura sulla vita privata e familiare dell'individuo, considerando il suo livello di integrazione sociale e lavorativa in Italia. Non è corretto ritenere che tale valutazione sia riservata solo alle procedure di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno. L'espulsione straniero non può essere un atto automatico ma richiede un'analisi concreta dei diritti fondamentali della persona.
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Trattenimento dello straniero: motivazione obbligatoria
La Cassazione annulla la convalida del trattenimento dello straniero perché il Giudice di Pace non ha esaminato l'eccezione di illegittimità del decreto di espulsione. La mancanza di motivazione su un punto cruciale della difesa rende il provvedimento nullo.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8715/2024, ha rigettato il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante i loro corsi negli anni '80. La Corte ha confermato il principio della prescrizione medici specializzandi, stabilendo che il termine decennale per l'azione risarcitoria è iniziato a decorrere il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Ha inoltre chiarito i criteri di calcolo per l'aumento delle spese legali in cause con più parti.
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Contratto scritto sanità: obbligatorio per il rimborso
Una struttura diagnostica privata ha fornito prestazioni sanitarie in regime di accreditamento provvisorio, ma si è vista negare il pieno pagamento per il superamento dei tetti di spesa e, soprattutto, per l'assenza di un accordo formale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, il contratto scritto sanità è un requisito indispensabile per la validità dell'accordo e per il diritto alla remunerazione. La sua assenza comporta la nullità del rapporto, che non può essere sanata da comportamenti concludenti o da contratti stipulati a posteriori. La decisione sottolinea che l'accreditamento da solo non è sufficiente a garantire il pagamento.
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Clausola solve et repete: pagare prima di contestare
Una società ha citato in giudizio il suo fornitore di energia per fatturazione illegittima. Tuttavia, il contratto conteneva una clausola solve et repete, che obbliga a pagare prima di poter sollevare contestazioni. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8713/2024, ha confermato che, in virtù di tale clausola, l'azione legale della società era improcedibile perché non aveva saldato le fatture contestate prima di avviare la causa. La Corte ha ribadito che il pagamento è un prerequisito per l'esame nel merito delle eccezioni relative all'inadempimento del creditore.
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Diritto di critica: la Cassazione sui limiti stampa
Una dirigente sportiva ha citato in giudizio una casa editrice per un articolo ritenuto diffamatorio riguardo la cessione di un calciatore. Il tribunale di primo grado aveva dato ragione alla dirigente, ma la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, qualificando l'articolo come legittimo esercizio del diritto di critica. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, ha rigettato il ricorso della dirigente, confermando la sentenza d'appello. La Suprema Corte ha ribadito la distinzione tra diritto di cronaca, che esige la verità oggettiva del fatto narrato, e il diritto di critica, che consiste in un'espressione di giudizio soggettivo su fatti e non richiede la stessa rigorosa aderenza alla verità, potendo basarsi anche su valutazioni di eventi futuri e prevedibili, purché espresso con continenza.
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