La responsabilità bancaria assegni falsi: un caso di diligenza contesa
La questione della responsabilità bancaria assegni falsi è un tema delicato che spesso genera contenziosi. Un recente caso esaminato dalla Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della diligenza che una banca deve adottare quando un cliente chiede di verificare l’autenticità di un assegno circolare. Comprendere questi confini è fondamentale per chiunque si trovi a gestire transazioni con titoli di credito.
Il caso degli assegni falsi e la richiesta di verifica
Un Imprenditore si trovava a dover incassare una somma considerevole, ricevuta tramite sei assegni circolari. Prima di procedere, l’Imprenditore, nutrendo dei dubbi, si rivolgeva alla sua Banca. Chiedeva al Direttore di filiale di verificare la regolarità e la pagabilità di questi titoli. Il Direttore, dopo un esame visivo e una telefonata alla banca emittente, rassicurava l’Imprenditore sulla validità degli assegni. Purtroppo, gli assegni si rivelavano falsi, causando un grave danno economico all’Imprenditore.
L’Imprenditore avviava quindi una causa contro la Banca, sostenendo che questa non avesse agito con la dovuta diligenza professionale. Riteneva che la Banca avesse una responsabilità contrattuale per non aver rilevato la falsificazione e per non aver utilizzato tutti gli strumenti a sua disposizione, come la Centrale allarme interbancaria, per prevenire il danno derivante dagli assegni falsi.
La diligenza della Banca e la responsabilità bancaria assegni falsi
I giudici di merito, e successivamente la Cassazione, hanno analizzato attentamente il comportamento della Banca. La legge richiede agli istituti di credito una diligenza qualificata, tipica del professionista. Tuttavia, questa diligenza non è illimitata. Nel caso specifico, il Direttore di filiale aveva eseguito una verifica telefonica, chiedendo il cosiddetto “bene emissione” alla banca che aveva emesso gli assegni. Questa procedura conferma che l’assegno è stato effettivamente emesso, ma non ne garantisce l’autenticità materiale o che non sia stato successivamente alterato.
La Corte ha evidenziato che l’Imprenditore non aveva richiesto verifiche più approfondite, accontentandosi della telefonata. Non vi erano, inoltre, segni di falsificazione evidenti a occhio nudo (ictu oculi) che avrebbero dovuto allertare il bancario medio. La responsabilità bancaria assegni falsi non può scattare se la falsificazione non è immediatamente percepibile senza l’ausilio di strumenti specifici o competenze grafologiche.
Cosa si intende per
Cosa deve fare un cliente per verificare un assegno circolare?
Un cliente può chiedere alla propria banca di verificare l’emissione dell’assegno. Tuttavia, per una maggiore sicurezza, è consigliabile richiedere verifiche più approfondite e non accontentarsi di una semplice conferma telefonica, specialmente per importi elevati.
Qual è la differenza tra “bene emissione” e autenticità di un assegno?
Il “bene emissione” è la conferma da parte della banca emittente che l’assegno è stato regolarmente rilasciato. L’autenticità, invece, riguarda la genuinità materiale del titolo, cioè che non sia stato falsificato o alterato dopo l’emissione.
Quando una banca è responsabile per assegni falsi?
Una banca è responsabile per assegni falsi se la falsificazione era evidente a prima vista (ictu oculi) e il personale bancario avrebbe potuto rilevarla con la normale diligenza professionale, o se non ha eseguito le verifiche richieste dal cliente o quelle previste dalla normativa per casi specifici.