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Copertura perdite e riserve di bilancio: stop a utili fittizi

L’assemblea dei soci di una società di capitali approvava la distribuzione dei dividendi. A tal fine, la società utilizzava una riserva non distribuibile, creata dalla rivalutazione di partecipazioni controllate, per coprire le perdite di esercizio. Alcuni soci impugnavano la deliberazione, contestando l’illegittimità dell’operazione contabile. La Corte di Cassazione ha stabilito che la copertura perdite e riserve di bilancio deve rispettare un ordine progressivo di utilizzo. La riserva non distribuibile da plusvalenza non realizzata può essere usata per coprire le perdite solo dopo che tutte le altre riserve disponibili e la riserva legale sono state integralmente azzerate. Poiché la società disponeva di altre riserve libere, non poteva intaccare direttamente quella vincolata per distribuire utili. I ricorsi della società sono stati pertanto respinti con condanna al pagamento delle spese di lite.

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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Diritto Societario, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Sentenza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 15087 Anno 2022 (Cass. civ. sez. 1 n. 15087/2022)

Regole su copertura perdite e riserve di bilancio

La corretta copertura perdite e riserve di bilancio rappresenta un pilastro fondamentale per la trasparenza gestionale e la stabilità delle società di capitali. La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una società che ha utilizzato in modo improprio una riserva non distribuibile, derivante dalla rivalutazione di partecipazioni aziendali, per azzerare le perdite d’esercizio e consentire la ripartizione dei dividendi tra i soci. La pronuncia della Suprema Corte chiarisce la rigida gerarchia da rispettare nella redazione del bilancio di esercizio. L’organo amministrativo non possiede una discrezionalità illimitata nella scelta della posta patrimoniale da intaccare per coprire i costi svalutativi. La legge tutela prioritariamente l’integrità del capitale sociale e i legittimi diritti dei creditori.

Il principio di prudenza nella gestione del patrimonio netto

Il codice civile impone regole estremamente stringenti per la valutazione delle immobilizzazioni e per la destinazione dei risultati economici annuali. Quando una società controllante valuta le proprie partecipazioni con il criterio del patrimonio netto, le plusvalenze iscritte non corrispondono a un incasso di denaro effettivo. Si tratta esclusivamente di un valore economico stimato ma non ancora realizzato sulla piazza. Per questa ragione, la normativa contabile impone di accantonare tali plusvalenze virtuali in un’apposita riserva indisponibile. Questa cautela legale impedisce la fuoriuscita involontaria di ricchezza potenziale verso i soci sotto forma di dividendi. L’obiettivo primario della disciplina resta la conservazione delle garanzie patrimoniali minime nei confronti dei fornitori e degli istituti di credito.

La gerarchia vincolante per la copertura perdite e riserve di bilancio

L’imputazione delle diverse poste patrimoniali deve seguire un ordine progressivo e vincolante. Le perdite maturate durante l’esercizio devono erodere prima di tutto le componenti del netto patrimoniale meno vincolate e maggiormente disponibili. La disciplina inerente alla copertura perdite e riserve di bilancio impone di intaccare inizialmente le riserve facoltative liberate dalla volontà dell’assemblea. Successivamente, la società deve impiegare le riserve statutarie e soltanto in un momento successivo la riserva legale. Soltanto dopo l’integrale esaurimento di tutte le poste liberamente disponibili risulta legittimo impiegare le riserve indisponibili, tra cui rientra la riserva da plusvalenza non realizzata. Il capitale sociale costituisce l’ultimo baluardo difensivo e può subire modifiche in diminuzione unicamente quando ogni altra voce si sia completamente azzerata.

Le motivazioni: la graduazione delle voci e la tutela dei creditori

Nelle motivazioni della decisione, i giudici della Cassazione evidenziano che la riserva da plusvalenza possiede una tutela normativa rafforzata. L’utilizzo diretto di questa specifica riserva in presenza di altre riserve disponibili altera l’ordine di precedenza stabilito dal legislatore. Un simile comportamento elusivo libera in modo artificioso risorse altrimenti vincolate, creando l’apparenza ingannevole di un utile d’esercizio ripartibile. La Suprema Corte sottolinea che la rigidità del principio di prudenza prevale sempre sulle scelte gestorie dell’organo amministrativo. La graduazione nell’assorbimento delle perdite protegge l’affidamento che i terzi e i creditori ripongono sulla reale consistenza economica dell’impresa. Qualsiasi deroga a questo ordine logico e contabile determina l’invalidità della relativa delibera societaria.

Le conclusioni: la conferma dell’invalidita della delibera

Nelle conclusioni della sentenza, la Corte di Cassazione rigetta i ricorsi proposti dalla società confermando la decisione di secondo grado. Il giudice di merito ha accertato la presenza nello stato patrimoniale di altre riserve liberamente disponibili per un valore di diversi milioni di euro. La società aveva l’obbligo di assorbire le perdite operative partendo da questi fondi liberi prima di intaccare la riserva indisponibile. La deliberazione dell’assemblea che ha disposto la distribuzione dei dividendi è stata perciò dichiarata invalida in quanto adottata in palese violazione di norme imperative. La società soccombente deve farsi carico di tutte le spese di giudizio liquidate in favore dei soci oppositori.

Quale ordine occorre seguire per coprire le perdite di bilancio con le riserve?
Occorre utilizzare prima le riserve facoltative, poi quelle statutarie, successivamente la riserva legale e infine le riserve indisponibili o non distribuibili.

È possibile distribuire utili ai soci in presenza di perdite d’esercizio non ripianate?
No, la legge vieta la ripartizione di utili fino a quando le perdite non siano state integralmente coperte o il capitale sociale non sia stato adeguatamente ridotto.

Una riserva non distribuibile da plusvalenza può essere usata subito per coprire una perdita?
No, la riserva da plusvalenza non realizzata si può impiegare per azzerare le perdite soltanto dopo aver esaurito tutte le altre riserve liberamente disponibili in bilancio.

Termini giuridici

Plusvalenza
Aumento di valore di un'attività patrimoniale rispetto al suo costo originario di acquisto.
Principio di prudenza
Regola contabile che impone di non iscrivere utili non ancora realizzati per proteggere i creditori sociali.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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