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Giuramento decisorio: L’institore può deferirlo, la Cassazione chiarisce

La Cassazione ha chiarito importanti aspetti sul Giuramento decisorio. Un’Azienda aveva chiesto la restituzione di somme a un Lavoratore, ma la Corte d’Appello aveva dichiarato inammissibile la richiesta di Giuramento decisorio. I motivi erano due: l’institore (direttore generale) non aveva poteri specifici per proporre il giuramento e la formula usata era sbagliata. La Suprema Corte ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che l’institore ha il potere di deferire il Giuramento decisorio per sua natura, a meno che non sia espressamente escluso. Inoltre, la formula del giuramento è più flessibile, non richiedendo per forza l’alternativa “giuro o non giuro”. Il caso tornerà alla Corte d’Appello.

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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 18486 Anno 2022 (Cass. civ. sez. 6 n. 18486/2022)

Introduzione al Giuramento Decisorio e i Poteri dell’Institore

Nel panorama giuridico italiano, il Giuramento decisorio rappresenta uno strumento processuale di notevole importanza, capace di influenzare l’esito di una controversia. Questa sentenza della Cassazione offre chiarimenti fondamentali sui poteri dell’institore e sulla corretta formulazione di tale giuramento. Comprendere questi aspetti è cruciale per chiunque si trovi a gestire affari aziendali o a confrontarsi con dispute legali.

La Controversia: Restituzione di Somme e il Giuramento Decisorio

La vicenda ha origine da una richiesta di un’Azienda, che voleva indietro una somma di denaro (indennità di buonuscita e pensione) versata a un Lavoratore. Questa somma era stata erogata in base a una precedente sentenza, poi riformata (cioè modificata) in appello. L’Azienda ha quindi cercato di recuperare quanto versato, avviando un nuovo procedimento legale.

La Corte d’Appello e l’Inammissibilità del Giuramento Decisorio

La Corte d’Appello aveva respinto la richiesta dell’Azienda. In particolare, aveva ritenuto inammissibile la proposta di deferire un Giuramento decisorio al Lavoratore. La Corte aveva motivato la sua decisione su due punti principali: primo, l’institore (il direttore generale dell’Azienda) non aveva un potere specifico per proporre il giuramento nella sua procura (l’atto di delega); secondo, la formula del giuramento proposta non era conforme al modello legale, in quanto permetteva solo di affermare e non di negare la circostanza.

L’Institore e il Potere di Deferire il Giuramento Decisorio

La Cassazione ha esaminato attentamente il primo punto. Ha ribadito che l’institore agisce come un ‘alter ego’ dell’imprenditore. Questo significa che l’institore ha poteri molto ampi per gestire l’impresa. La legge presume che l’institore possa compiere tutti gli atti pertinenti all’esercizio dell’impresa, inclusi quelli processuali come il deferimento del Giuramento decisorio. Per escludere questo potere, sarebbe necessaria una limitazione esplicita nella procura. Poiché nella procura dell’institore dell’Azienda non c’era alcuna limitazione specifica, la Corte d’Appello ha sbagliato a negargli questo potere. Il potere di deferire il Giuramento decisorio è, quindi, intrinseco alla figura dell’institore.

La Corretta Formula del Giuramento Decisorio

Il secondo punto riguardava la formula del Giuramento decisorio. La Corte d’Appello aveva ritenuto la formula non conforme perché non prevedeva l’alternativa tra affermare e negare. La Cassazione ha chiarito che, sebbene il giuramento sia un mezzo di prova molto rigoroso, la libertà di scelta del giurante non dipende solo dalla formula esplicita “giuro e giurando affermo o nego che”. La possibilità di giurare in senso positivo o negativo è implicita nella natura stessa del giuramento. Anche una formula più semplice, come “affermo che” o “nego che”, è valida, perché il giurante ha sempre la facoltà di scegliere se affermare o negare la verità del fatto. Questo principio rende la formulazione del Giuramento decisorio più flessibile di quanto ritenuto in precedenza.

Le Motivazioni della Cassazione: Chiarimenti sul Giuramento Decisorio

La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’Azienda basandosi su due principi fondamentali. Primo, ha stabilito che l’institore, in quanto rappresentante con ampi poteri dell’imprenditore, può deferire il Giuramento decisorio anche senza una specifica menzione nella procura, a meno che tale potere non sia espressamente escluso. Questo principio rafforza l’autonomia operativa dell’institore. Secondo, ha chiarito che la formula del Giuramento decisorio non deve necessariamente contenere l’alternativa esplicita “giuro e giurando affermo o nego che”. La possibilità di affermare o negare il fatto è intrinseca alla natura del giuramento stesso, garantendo al giurante la libertà di scelta anche con formulazioni più semplici. Queste motivazioni hanno corretto l’interpretazione restrittiva della Corte d’Appello.

Le Conclusioni: Il Rinvio per un Nuovo Esame

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’Azienda e ha cassato (annullato) la sentenza impugnata. Ha rinviato la causa alla Corte d’Appello di Roma, che dovrà riesaminare il caso in una diversa composizione. La nuova Corte d’Appello dovrà uniformarsi ai principi di diritto stabiliti dalla Cassazione, valutando nuovamente l’ammissibilità del Giuramento decisorio alla luce dei chiarimenti sui poteri dell’institore e sulla flessibilità della sua formula. Questo significa che il Lavoratore dovrà affrontare un nuovo giudizio in appello, dove la questione del Giuramento decisorio sarà riconsiderata secondo le indicazioni della Suprema Corte.

Un institore può proporre un giuramento decisorio in una causa legale?
Sì, l’institore, in quanto figura con ampi poteri di gestione dell’impresa, ha il potere di deferire il giuramento decisorio, a meno che questo potere non sia stato espressamente escluso nella sua procura.

Qual è la formula corretta per il giuramento decisorio?
La formula del giuramento decisorio è flessibile. Non è strettamente necessario che contenga l’alternativa esplicita ‘giuro e giurando affermo o nego che’. È sufficiente una formula che permetta al giurante di affermare o negare la circostanza, poiché la scelta è implicita nella natura stessa del giuramento.

Cosa succede se un giuramento decisorio viene dichiarato inammissibile per motivi procedurali?
Se un giuramento decisorio viene dichiarato inammissibile per motivi procedurali errati, come nel caso analizzato, la sentenza può essere impugnata. La Cassazione può annullare la decisione e rinviare il caso a un altro giudice, che dovrà riesaminare la questione applicando i principi di diritto corretti.

Termini giuridici

Institore
Un direttore generale o un procuratore che gestisce un'impresa o una sua sede, agendo come 'alter ego' dell'imprenditore con ampi poteri.
Giuramento decisorio
Un mezzo di prova in tribunale dove una parte chiede all'altra di giurare su un fatto decisivo per la causa. Il giuramento vincola il giudice.
Procura speciale
Un'autorizzazione specifica data a una persona per compiere uno o più atti giuridici determinati, a differenza di una procura generale che conferisce poteri più ampi.
Cassazione
La Corte di Cassazione è il più alto grado di giudizio in Italia, che ha il compito di assicurare la corretta applicazione della legge e l'uniformità della giurisprudenza.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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