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Reato di ricettazione: il profitto include l’uso personale

Un individuo riceveva e deteneva farmaci a base di sostanze stupefacenti di provenienza illecita, sostenendo di utilizzarli esclusivamente per una personale terapia del dolore. L’imputato contestava la sussistenza del reato di ricettazione, asserendo l’assenza di un profitto economico e chiedendo la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato. I giudici hanno chiarito che il profitto idoneo a configurare il delitto può consistere anche in un beneficio non patrimoniale, compreso il sollievo fisico o l’uso personale del farmaco. Inoltre, la particolare tenuità del fatto non era stata richiesta tempestivamente in appello ed era incompatibile con lo status di plurirecidivo specifico dell’uomo. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 44507 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 44507/2022)

Il reato di ricettazione e il possesso di farmaci illeciti

Il reato di ricettazione punisce chi acquista o riceve cose provenienti da qualsiasi delitto per procurare a sé o ad altri un profitto. Spesso si associa questa condotta al commercio illegale o alla rivendita di beni rubati. Tuttavia, la nozione giuridica di profitto possiede confini molto più ampi rispetto al semplice arricchimento economico. La Corte di Cassazione ha affrontato la vicenda di un uomo condannato per aver ricevuto medicinali stupefacenti di provenienza delittuosa, destinati al trattamento del proprio dolore fisico.

La difesa dell’imputato ha sostenuto l’assenza del dolo specifico (la finalità specifica richiesta dalla norma penale). Secondo la tesi difensiva, l’uso terapeutico escludeva ogni forma di guadagno o vantaggio patrimoniale. Di conseguenza, la condotta non avrebbe dovuto integrare gli estremi del delitto patrimoniale.

La natura non patrimoniale del profitto

Il codice penale sanziona l’acquisizione di beni illeciti a prescindere dal tipo di vantaggio perseguito. La giurisprudenza consolida costantemente un principio fondamentale: il profitto del delitto può avere natura non patrimoniale. Qualsiasi utilità morale, fisica, psicologica o personale integra pienamente l’elemento del profitto.

Nel caso specifico, l’imputato ha reperito farmaci droganti di origine delittuosa per alleviare una sofferenza fisica. Il sollievo dal dolore costituisce una reale utilità per la persona. Di conseguenza, il consumo personale del bene illecito soddisfa pienamente il requisito del profitto richiesto dalla norma penale. L’assenza di una compravendita o di un guadagno monetario non cancella il disvalore penale dell’azione.

Il mancato riconoscimento della particolare tenuità

L’imputato ha invocato la speciale causa di non punibilità per particolare tenuità dell’offesa. Tale istituto permette al giudice di escludere la pena quando il danno o il pericolo risultano particolarmente esigui. Tuttavia, le norme processuali impongono regole stringenti per l’accesso a questo beneficio.

La difesa non aveva formulato alcuna richiesta in merito durante il giudizio di secondo grado. Il giudice d’appello non ha il dovere di applicare d’ufficio la norma se le parti non sollevano tempestivamente la questione. Inoltre, la presenza di precedenti penali specifici e reiterati preclude categoricamente la concessione del beneficio. La condizione di plurirecidivo specifico dell’imputato dimostra un’abitudine al crimine incompatibile con la tenuità.

Le motivazioni del reato di ricettazione e il profitto personale

I giudici di legittimità hanno respinto le doglianze difensive per manifesta infondatezza. La sentenza ha confermato che il reato di ricettazione scatta anche dinanzi a un profitto esclusivamente personale o terapeutico. L’ordinamento penale intende bloccare la circolazione di beni provenienti da delitto, a prescindere dall’uso finale del ricevente.

La Corte ha ritenuto inammissibile ogni contestazione relativa alla colpevolezza. L’accertamento sulla provenienza illecita del bene e sulla consapevolezza dell’imputato risultava esente da vizi logici nei gradi precedenti. Il beneficio terapeutico perseguito con beni di origine delittuosa rappresenta una piena realizzazione del profitto previsto dalla legge.

Le conclusioni sul reato di ricettazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato. L’esito del giudizio comporta la definitività della condanna penale inflitta nei gradi precedenti. L’ordinamento non ammette deroghe basate sulla destinazione d’uso personale del bene illecito.

La dichiarazione di inammissibilità ha comportato sanzioni economiche accessorie per il ricorrente. La Suprema Corte ha condannato l’uomo al pagamento di tutte le spese processuali sostenute dallo Stato. Inoltre, l’imputato deve versare una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle Ammende per la colpa evidente nella proposizione dell’impugnazione.

Il reato sussiste se la cosa illecita viene usata solo per scopi personali?
Sì, il delitto si configura anche quando il bene viene utilizzato per bisogni o vantaggi strettamente individuali e non commerciali.

Cosa si intende per profitto non patrimoniale nel delitto di ricettazione?
Si intende qualsiasi tipo di soddisfazione, utilità pratica, sollievo fisico o vantaggio personale privo di diretto valore economico.

Chi ha precedenti penali può ottenere la non punibilità per particolare tenuità del fatto?
La presenza di recidiva specifica e reiterata impedisce di regola il riconoscimento della causa di non punibilità.

Termini giuridici

Ricettazione
Acquisto o possesso consapevole di beni provenienti da un delitto per procurare a sé o ad altri un profitto.
Profitto non patrimoniale
Qualsiasi utilità, vantaggio o appagamento personale che non consiste direttamente in un guadagno economico.
Particolare tenuità del fatto
Causa di non punibilità prevista dalla legge quando l'offesa al bene protetto è minima e il comportamento non è abituale.
Plurirecidivo specifico
Soggetto che ha già commesso più volte in passato reati della stessa indole o tipologia.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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