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Spaccio di Droga: Mancato Riconoscimento Attenuanti Generiche Conferma Pena

Una donna è stata condannata per detenzione di ingenti quantità di sostanze stupefacenti a fini di spaccio, con pena di quattro anni e otto mesi di reclusione e una multa. Ha presentato ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento attenuanti generiche nella massima estensione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il giudice abbia correttamente valutato la riduzione della pena, considerando la quantità di droga e l’organizzazione dell’attività illecita. La condanna è stata confermata, con l’aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 20633 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 20633/2022)

Il Mancato Riconoscimento delle Attenuanti Generiche nello Spaccio di Droga

La giustizia penale affronta casi complessi, specialmente quando si tratta di reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Un aspetto cruciale in questi processi riguarda la determinazione della pena e il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. Queste possono influenzare significativamente la condanna finale. Questo articolo esplora un caso recente in cui il mancato riconoscimento attenuanti generiche nella misura massima ha portato a una condanna significativa, confermata anche in Cassazione, offrendo spunti importanti per comprendere il funzionamento della giustizia.

Il Fatto: Spaccio e Grandi Quantità di Droga

Una donna è stata condannata per aver detenuto, con l’intento di spacciare, una notevole quantità di droghe. Le sostanze sequestrate includevano quasi due chili di marijuana, mezzo chilo di hashish e oltre duecento grammi di cocaina. I fatti sono emersi chiaramente durante le indagini. Questo ha portato a una condanna in primo grado, poi confermata in appello. La pena inflitta è stata di quattro anni e otto mesi di reclusione, oltre a una multa salata di 40.000 euro. La gravità del reato e l’ingente quantitativo di stupefacenti hanno pesato sulla decisione dei giudici.

La Decisione della Corte d’Appello

La Corte d’Appello di Napoli ha confermato la pronuncia di primo grado. Ha ritenuto corretta la condanna della donna per il reato di spaccio. La Corte ha anche valutato la pena inflitta. Ha riconosciuto le circostanze attenuanti generiche, ma non le ha applicate nella loro massima estensione. Questo significa che la pena è stata ridotta, ma non al livello più basso possibile. La Corte ha considerato la gravità oggettiva dei fatti. Ha preso in esame l’ingente quantità di droga detenuta. Ha anche notato l’organizzazione dell’attività di spaccio, provata dal ritrovamento di contabilità specifica.

Il Ricorso in Cassazione e il Mancato Riconoscimento Attenuanti Generiche

La donna, attraverso il suo difensore, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Ha contestato il mancato riconoscimento attenuanti generiche nella loro massima estensione. Ha sostenuto che la Corte d’Appello non aveva motivato adeguatamente questa scelta. Il ricorso mirava a ottenere una riduzione ulteriore della pena. La difesa ha cercato di dimostrare un vizio di motivazione o una violazione di legge.

Il Potere Discrezionale del Giudice sulle Attenuanti Generiche

La Corte di Cassazione ha ricordato un principio fondamentale del diritto penale. Il giudice ha un potere discrezionale nella determinazione della pena. Questo include la valutazione delle circostanze attenuanti. Il giudice deve seguire i principi enunciati negli articoli 132 e 133 del Codice Penale. Questi articoli guidano il giudice nella scelta della pena più adeguata. La decisione del giudice non può essere contestata in Cassazione se non è frutto di mero arbitrio o di ragionamento illogico. La motivazione deve essere sufficiente e coerente.

Le Motivazioni: Perché il Mancato Riconoscimento Attenuanti Generiche è Stato Confermato

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente le motivazioni della Corte d’Appello. Ha ritenuto che la valutazione fosse logica e ben fondata. La Corte d’Appello aveva spiegato in modo chiaro perché non aveva concesso la massima riduzione della pena. Ha sottolineato la grande quantità di droga detenuta. Ha evidenziato l’organizzazione dell’attività illecita. Il ritrovamento di contabilità specifica ne era una prova inequivocabile. Inoltre, la donna era stata arrestata in flagranza di reato. Questo significa che le prove a suo carico erano già schiaccianti. L’ammissione dei fatti da parte della donna, in questo contesto, non ha giustificato una riduzione maggiore della pena. La Cassazione ha così confermato la decisione della Corte d’Appello. Il mancato riconoscimento attenuanti generiche nella misura massima è stato ritenuto legittimo e correttamente motivato.

Le Conclusioni: Il Ricorso Inammissibile e le Sue Conseguenze

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Un ricorso è inammissibile quando è manifestamente infondato. Questo significa che non presenta argomenti validi o che le contestazioni sono prive di fondamento giuridico. La decisione ha comportato la conferma definitiva della condanna. La donna deve pagare le spese processuali sostenute dallo Stato. Inoltre, deve versare una sanzione pecuniaria di 3.000 euro in favore della Cassa delle Ammende. Questa sanzione si applica quando il ricorso è inammissibile e non è ravvisabile assenza di colpa. La sentenza ribadisce l’importanza di motivazioni solide nelle decisioni giudiziarie.

Cosa sono le circostanze attenuanti generiche?
Sono elementi non specifici che il giudice può considerare per ridurre la pena, come il comportamento dell’imputato o la sua situazione personale, valutandoli caso per caso.

Perché un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso è inammissibile se non rispetta i requisiti formali o se gli argomenti presentati sono chiaramente privi di fondamento giuridico o illogici, come nel caso di una richiesta di nuova valutazione del merito già correttamente motivata.

La quantità di droga influisce sul riconoscimento delle attenuanti?
Sì, la quantità e il tipo di sostanza stupefacente, insieme all’organizzazione dell’attività di spaccio, sono fattori determinanti che il giudice valuta per decidere l’entità delle attenuanti e la pena finale.

Termini giuridici

Rito abbreviato
Un procedimento penale speciale che permette di ottenere uno sconto di pena se l'imputato chiede di essere giudicato sulla base degli atti d'indagine, senza un dibattimento completo.
Circostanze attenuanti generiche
Elementi non specifici previsti dalla legge che possono ridurre la pena, come la condotta dell'imputato o la sua capacità di intendere e di volere, valutati dal giudice caso per caso.
Discrezionale
Un potere che il giudice esercita con libertà di giudizio, basandosi su criteri di opportunità e giustizia, ma sempre entro i limiti stabiliti dalla legge.
Manifestamente infondato
Un ricorso o un'istanza che appare chiaramente privo di basi giuridiche o di argomenti validi, tanto da non richiedere un'analisi approfondita.
Inammissibile
Un atto processuale che non può essere esaminato dal giudice perché non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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