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False Dichiarazioni a Pubblico Ufficiale: Ricorso Respinto, Condanna Ferma

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per il reato di false dichiarazioni a pubblico ufficiale, come stabilito dalla Corte d’Appello. L’imputato aveva presentato ricorso, ma la Suprema Corte lo ha dichiarato inammissibile. Ha ribadito che il delitto di false dichiarazioni a pubblico ufficiale si perfeziona con la semplice dichiarazione mendace sull’identità o sulle qualità personali, indipendentemente dalla consapevolezza del pubblico ufficiale. La Corte ha anche ritenuto legittimo il diniego delle attenuanti generiche, motivato dai precedenti penali. L’individuo è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 31397 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 31397/2022)

Le False Dichiarazioni a Pubblico Ufficiale: Quando la Verità Conta

Il reato di false dichiarazioni a pubblico ufficiale è un tema delicato che tocca la fiducia della collettività nelle istituzioni. La Corte di Cassazione ha recentemente ribadito principi fondamentali in materia, confermando una condanna e dichiarando inammissibile il ricorso presentato da un individuo. Questo caso offre l’opportunità di comprendere meglio cosa significhi commettere il reato di false dichiarazioni a pubblico ufficiale e quali siano le conseguenze legali.

Il Caso: La Condanna Confermata

Un individuo era stato condannato in primo grado dal Tribunale di Monza per il reato di cui all’articolo 496 del Codice Penale. La Corte d’Appello di Milano aveva poi confermato questa condanna. L’individuo ha deciso di presentare ricorso alla Corte di Cassazione, l’ultimo grado di giudizio, contestando la decisione e le motivazioni dei giudici precedenti. Tuttavia, la Suprema Corte ha ritenuto il ricorso non ammissibile, confermando così la responsabilità penale dell’imputato.

Cos’è il Delitto di False Dichiarazioni a Pubblico Ufficiale?

Il delitto di false dichiarazioni a pubblico ufficiale si verifica quando una persona dichiara il falso sulla propria identità, sul proprio stato o su altre qualità personali a un pubblico ufficiale. Questo reato protegge la cosiddetta ‘fede pubblica’, cioè la fiducia che la società ripone nella veridicità di certe informazioni ufficiali. La Cassazione ha chiarito che il reato si perfeziona nel momento stesso in cui si fa la dichiarazione falsa. Non importa se il pubblico ufficiale si accorge o meno della menzogna. Basta che la dichiarazione sia oggettivamente falsa per integrare il reato di false dichiarazioni a pubblico ufficiale. Non è necessario che il pubblico ufficiale venga ingannato.

Perché il Ricorso è Stato Dichiarato Inammissibile?

Il ricorso dell’imputato è stato dichiarato inammissibile per diverse ragioni. I giudici hanno considerato le argomentazioni troppo generiche. Esse riproponevano contestazioni già esaminate e respinte dai giudici di merito. La Corte di Cassazione non può riesaminare le prove o offrire una diversa interpretazione dei fatti. Il suo ruolo è verificare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione. L’imputato cercava una nuova valutazione delle prove, cosa non consentita in questo grado di giudizio. Le sue deduzioni non evidenziavano una chiara e inconfutabile differenza tra il significato delle dichiarazioni e l’interpretazione data dal giudice.

Le Attenuanti Generiche e i Precedenti Penali

L’imputato aveva anche contestato il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. Le attenuanti generiche sono circostanze che possono ridurre la pena, anche se non previste specificamente dalla legge. La giurisprudenza consolidata stabilisce che il giudice può negare queste attenuanti. È sufficiente che il giudice motivi la sua decisione facendo riferimento a elementi ritenuti decisivi. Nel caso specifico, il giudice aveva fatto riferimento ai precedenti penali dell’imputato. Questo è un motivo valido e sufficiente per giustificare il diniego delle attenuanti generiche, secondo la Corte di Cassazione.

Le motivazioni: la natura del delitto di false dichiarazioni

La Suprema Corte ha motivato la sua decisione ribadendo un principio fondamentale del diritto penale. Il reato di false dichiarazioni a pubblico ufficiale è un reato di pericolo. Questo significa che non è necessario che si verifichi un danno effettivo o che il pubblico ufficiale sia tratto in inganno. La semplice azione di dichiarare il falso sulla propria identità o qualità personali è sufficiente a ledere la fede pubblica. La norma tutela la veridicità delle informazioni fornite alle autorità. La Corte ha quindi confermato che il delitto si configura per il solo fatto della dichiarazione mendace. Non importa se il pubblico ufficiale sia consapevole o meno della falsità. Questa interpretazione rafforza la protezione della fiducia nelle dichiarazioni ufficiali. Le argomentazioni dell’imputato, che tentavano di rimettere in discussione questo principio, sono state ritenute infondate.

Le conclusioni: l’esito finale per il ricorrente

L’esito finale per l’imputato è stato la conferma della condanna. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile. Di conseguenza, l’imputato è stato condannato a pagare le spese processuali. Inoltre, è stato disposto il pagamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa decisione sottolinea l’importanza di presentare ricorsi con motivazioni specifiche e non generiche. Ribadisce anche la serietà con cui il sistema giudiziario tratta le false dichiarazioni a pubblico ufficiale. La sentenza chiarisce che la giustizia non tollera tentativi di rimettere in discussione fatti già accertati senza nuove e valide argomentazioni giuridiche.

Quali sono gli elementi che configurano il reato di false dichiarazioni a pubblico ufficiale?
Il reato si configura quando una persona dichiara il falso sulla propria identità o sulle proprie qualità personali a un pubblico ufficiale, anche se quest’ultimo non si accorge subito della falsità. L’atto di dichiarare il falso è sufficiente.

Un ricorso in Cassazione per false dichiarazioni a pubblico ufficiale può essere dichiarato inammissibile?
Sì, un ricorso può essere dichiarato inammissibile se le motivazioni addotte sono generiche, ripropongono censure già esaminate o tentano una rivalutazione delle prove non consentita in sede di legittimità.

I precedenti penali possono influenzare la concessione delle attenuanti generiche?
Sì, i precedenti penali dell’imputato sono un elemento che il giudice può considerare per negare la concessione delle attenuanti generiche, purché la motivazione sia congrua e ben argomentata.

Termini giuridici

Ricorso per Cassazione
Richiesta di riesame di una sentenza da parte della Corte di Cassazione, l'ultimo grado di giudizio in Italia.
Inammissibile
Un atto o un ricorso che non può essere esaminato nel merito perché presenta vizi formali o sostanziali che ne impediscono l'accettazione.
Attenuanti generiche
Circostanze non specificamente previste dalla legge che il giudice può considerare per ridurre la pena, in base alla valutazione del caso concreto.
Fede pubblica
La fiducia che la collettività ripone nella veridicità e nell'autenticità di atti, documenti o dichiarazioni ufficiali.
Pubblico ufficiale
Una persona che esercita una funzione pubblica, come un agente di polizia, un impiegato comunale o un notaio.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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