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Particolare tenuità del fatto esclusa per chi viola la cauzione

Il Sottoposto a sorveglianza speciale è stato condannato per non aver depositato la cauzione di duecento euro imposta dall’autorità giudiziaria. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data l’esiguità della somma. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, nonostante l’importo modesto, la particolare tenuità del fatto può essere esclusa considerando la pericolosità sociale del soggetto e l’allarme sociale derivante dalla violazione delle prescrizioni giudiziarie. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 19 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 31968 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 31968/2023)

Il caso della cauzione non versata e la particolare tenuità del fatto

La vicenda nasce dal comportamento di un cittadino, denominato Il Sottoposto, sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale. Tra le varie prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria, l’uomo aveva l’obbligo di depositare una cauzione (somma di denaro a garanzia) di duecento euro. Il Sottoposto non ha versato questa somma, violando così la legge antimafia. Per questo motivo, i giudici di merito lo hanno condannato alla pena prevista per la mancata prestazione della cauzione. L’uomo ha quindi deciso di presentare ricorso davanti alla Corte di Cassazione. La sua difesa ha sostenuto che la condanna fosse ingiusta. Secondo la tesi difensiva, i giudici precedenti avrebbero dovuto applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, vista la cifra estremamente bassa del deposito richiesto.

La difesa ha contestato la decisione dei giudici di secondo grado, affermando che la motivazione fosse solo apparente. Secondo il ricorrente, la Corte d’appello non ha valutato complessivamente la gravità del comportamento alla luce degli indici previsti dal codice penale. La tesi si basava interamente sul presupposto che l’omissione di soli duecento euro non potesse costituire un reato punibile, data l’esiguità del danno economico.

La pericolosità sociale supera il valore economico

La Corte di Cassazione ha affrontato la questione analizzando il rapporto tra l’entità economica della violazione e la gravità complessiva del comportamento del reo. I giudici di legittimità hanno ricordato che il reato di inottemperanza all’ordine di deposito della cauzione non tutela semplicemente un interesse economico dello Stato. Al contrario, questa norma protegge l’ordine pubblico e garantisce l’efficacia delle misure di prevenzione personali.

Quando un soggetto è sottoposto a sorveglianza speciale, la sua pericolosità sociale è già stata accertata da un giudice. Di conseguenza, ogni singola prescrizione imposta ha lo scopo di contenere tale pericolosità e di monitorare i comportamenti del soggetto. La violazione di una prescrizione, anche se riguarda una somma di denaro modesta, rappresenta una sfida diretta all’autorità dello Stato e alle decisioni della magistratura. Per questo motivo, l’allarme sociale che deriva da tale condotta non può essere sottovalutato o ridotto a una semplice questione di cifre.

Le motivazioni: perché non si applica la particolare tenuità del fatto

Nelle motivazioni della sentenza, la Suprema Corte ha chiarito che il giudice di merito può legittimamente escludere la particolare tenuità del fatto anche se la somma non pagata è minima. Per fare questo, il magistrato può richiamare gli stessi elementi che hanno giustificato l’applicazione della misura di prevenzione originaria. La pericolosità sociale del soggetto, quindi, diventa un elemento chiave per valutare la gravità della condotta.

Inoltre, i giudici hanno sottolineato l’importanza dell’interesse pubblico che sta alla base della normativa antimafia. La legge mira a prevenire la commissione di nuovi reati da parte di soggetti considerati pericolosi. Consentire l’impunità per il mancato versamento della cauzione solo perché l’importo è basso vanificherebbe l’efficacia deterrente della misura di prevenzione. Pertanto, la Corte d’appello ha agito correttamente nel ritenere irrilevante la modesta entità della somma di fronte alla necessità di tutelare la sicurezza pubblica e il rispetto delle prescrizioni giudiziarie.

Le conclusioni: la decisione della Cassazione

Nelle conclusioni della decisione, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del Sottoposto del tutto inammissibile. I giudici hanno confermato la condanna inflitta nei precedenti gradi di giudizio, ritenendo la motivazione della sentenza impugnata logica, coerente e pienamente conforme ai principi di diritto. La decisione ribadisce che il rispetto delle regole imposte dall’autorità giudiziaria non è negoziabile, indipendentemente dal valore economico della singola prescrizione.

A causa dell’inammissibilità del ricorso, dovuta a motivi manifestamente infondati, la Cassazione ha condannato Il Sottoposto al pagamento delle spese del procedimento. Inoltre, i giudici hanno imposto al ricorrente il pagamento di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questo provvedimento mette fine alla vicenda, confermando che la pericolosità sociale del reo impedisce l’applicazione di benefici legati alla lieve entità del danno materiale.

Si può ottenere la particolare tenuità del fatto se la somma non versata è minima?
No, se il mancato versamento riguarda una cauzione imposta a un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale, poiché rileva la sua pericolosità sociale.

Qual è lo scopo della cauzione nelle misure di prevenzione?
La cauzione serve a garantire che il soggetto sottoposto alla misura rispetti tutte le prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria.

Cosa rischia chi presenta un ricorso inammissibile in Cassazione?
Il ricorrente rischia la condanna al pagamento delle spese del processo e al versamento di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Particolare tenuità del fatto
Causa di non punibilità che si applica quando l'offesa provocata dal reato è particolarmente lieve e il comportamento del colpevole non è abituale.
Misura di prevenzione
Provvedimento restrittivo applicato a soggetti considerati socialmente pericolosi per prevenire la commissione di futuri reati.
Cauzione
Somma di denaro che un soggetto deve depositare presso lo Stato come garanzia del rispetto di determinati obblighi legali.
Inammissibilità
Provvedimento con cui il giudice rifiuta di esaminare un ricorso perché privo dei requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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