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Appropriazione indebita in tabaccheria: dipendente condannato

Un dipendente di una tabaccheria è stato condannato per il reato di appropriazione indebita aggravata dal rapporto di lavoro. L’uomo si era impossessato di biglietti della lotteria istantanea senza pagarli, incassando le vincite, e di denaro contante per circa 18.000 euro. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del lavoratore, confermando la condanna. I giudici hanno stabilito che i filmati della videosorveglianza sono pienamente utilizzabili come prova, anche se non completi. Inoltre, la Suprema Corte ha escluso l’applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, poiché la condotta criminosa è stata reiterata nel tempo e ha causato un danno economico rilevante al datore di lavoro.

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Pubblicato il 14 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 29010 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 2 n. 29010/2023)

Il caso dell’appropriazione indebita nella ricevitoria

Un dipendente di una tabaccheria e ricevitoria ha sottratto sistematicamente biglietti della lotteria istantanea, incassando le relative vincite senza pagare il prezzo dei tagliandi. Il lavoratore ha inoltre prelevato denaro contante dalla cassa e altri beni per un valore complessivo di circa 18.000 euro. Questo comportamento integra il reato di appropriazione indebita aggravata dall’abuso di relazioni domestiche o di coabitazione, d’ufficio o di lavoro. Il datore di lavoro ha scoperto gli ammanchi grazie ai conteggi interni e alle riprese del sistema di videosorveglianza installato nel locale.

Il Tribunale e la Corte di Appello hanno condannato il dipendente per la sua condotta illecita. Il lavoratore ha quindi proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione. La difesa ha contestato l’utilizzo dei filmati della videosorveglianza e ha richiesto l’applicazione della particolare tenuità del fatto (una causa di non punibilità che esclude la pena per fatti di lieve entità).

L’utilizzo delle riprese video come prova nel processo

La difesa del lavoratore ha eccepito l’inutilizzabilità (la caratteristica di una prova che non può essere usata dal giudice) delle videoriprese. Secondo la tesi difensiva, i Carabinieri non avevano acquisito i filmati in modo integrale. Mancavano infatti alcune fasce orarie e alcuni supporti informatici erano andati smarriti. La difesa sosteneva che tale incompletezza impedisse di verificare la genuinità delle immagini e di calcolare con esattezza l’importo totale sottratto.

La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi. I giudici hanno chiarito che le modalità di acquisizione dei supporti informatici non determinano l’inutilizzabilità della prova, a meno che la legge non lo preveda espressamente. Il giudice di merito può valutare liberamente l’attendibilità del contenuto delle immagini. Nel caso specifico, le fasce orarie mancanti riguardavano periodi non rilevanti per l’accusa. Inoltre, i filmati non erano l’unica prova, ma confermavano i conteggi precisi effettuati dal titolare della tabaccheria.

I limiti per l’esclusione della punibilità per lieve entità

Il ricorrente ha chiesto l’applicazione della particolare tenuità del fatto, sostenendo che i prelievi accertati con sicurezza dai video fossero solo due, per un valore di 250 euro. Questa norma consente di evitare la condanna quando l’offesa è minima e il comportamento non è abituale.

La Suprema Corte ha negato questa possibilità. I giudici hanno evidenziato che l’attività illecita si è protratta per un lungo periodo di tempo. La reiterazione (la ripetizione dello stesso comportamento illecito) esclude per legge l’applicazione di questo beneficio. Inoltre, il danno complessivo stimato ammontava a circa 18.000 euro, una cifra che non può essere considerata di scarsa entità.

Le motivazioni della Cassazione sull’appropriazione indebita

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile (privo dei requisiti legali per essere esaminato). Nelle motivazioni della sentenza, i giudici hanno ribadito che il giudice di legittimità (la Cassazione stessa) non può rivalutare i fatti già accertati nei precedenti gradi di giudizio. Il suo compito si limita a verificare la logica e la correttezza giuridica della motivazione della sentenza impugnata.

La Corte d’Appello ha motivato in modo logico e coerente la responsabilità del dipendente per il reato di appropriazione indebita. I giudici hanno valorizzato sia le riprese video sia le testimonianze dei proprietari, i quali avevano riscontrato anomalie evidenti nelle vendite durante i turni notturni dell’imputato. La difesa non ha fornito alcuna spiegazione alternativa credibile, avendo il lavoratore scelto di non partecipare al processo.

Le conclusioni della sentenza e le sanzioni applicate

La decisione della Suprema Corte conferma definitivamente la colpevolezza del lavoratore. L’inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento. Il lavoratore deve inoltre versare la somma di 3.000 euro in favore della cassa delle ammende (una sanzione pecuniaria prevista per chi presenta ricorsi infondati).

La sentenza ribadisce che il rapporto di lavoro non può essere utilizzato per compiere illeciti ai danni del datore di lavoro. L’abuso della fiducia e delle mansioni affidate aggrava la responsabilità penale e impedisce la concessione di sconti di pena o di cause di non punibilità.

Le riprese di videosorveglianza incomplete sono utilizzabili nel processo penale?
Sì, le registrazioni video incomplete sono utilizzabili come prova. Il giudice valuterà l’attendibilità del loro contenuto insieme agli altri elementi di prova raccolti.

Si può applicare la particolare tenuità del fatto se il furto viene ripetuto nel tempo?
No, la ripetizione della condotta illecita nel tempo esclude l’applicazione della particolare tenuità del fatto, anche se i singoli prelievi sono di valore modesto.

Quali sono le conseguenze se il ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
La condanna diventa definitiva e il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende.

Termini giuridici

Appropriazione indebita
Reato commesso da chi si impossessa del denaro o di una cosa mobile altrui di cui ha già il possesso, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto.
Particolare tenuità del fatto
Causa di non punibilità prevista dall'articolo 131-bis del codice penale che si applica quando l'offesa è particolarmente lieve e il comportamento non è abituale.
Inammissibilità del ricorso
Provvedimento con cui il giudice dichiara che il ricorso non può essere esaminato nel merito perché privo dei requisiti di legge.
Attenuanti generiche
Sconti di pena che il giudice può concedere valutando complessivamente la gravità del reato e la personalità del colpevole.
Querela
Dichiarazione con cui la persona offesa da un reato manifesta la volontà che si proceda penalmente contro l'autore del fatto.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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