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TFR vigili del fuoco volontari: negato il diritto ai discontinui

Il Ministero dell’Interno ha impugnato la decisione che riconosceva a un vigile del fuoco volontario discontinuo il diritto a percepire il TFR vigili del fuoco volontari per l’attività prestata. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero, stabilendo che il rapporto tra l’Amministrazione e i vigili del fuoco volontari non costituisce un rapporto di lavoro subordinato, bensì un rapporto di servizio di natura esclusivamente funzionale. Di conseguenza, non spetta alcun trattamento di fine rapporto a questa categoria di personale. La Suprema Corte ha quindi revocato il decreto ingiuntivo originario, respingendo definitivamente la domanda del lavoratore.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 19534 Anno 2023
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Pubblicato il 17 giugno 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 19534 Anno 2023 (Cass. civ. sez. lavoro n. 19534/2023)

Il diritto al TFR vigili del fuoco volontari sotto la lente della Cassazione

La questione del riconoscimento del TFR vigili del fuoco volontari rappresenta un tema molto dibattuto nel settore del pubblico impiego. Il caso nasce dal ricorso di un vigile del fuoco volontario discontinuo che ha richiesto e ottenuto un decreto ingiuntivo per il pagamento del trattamento di fine rapporto (la liquidazione accumulata durante il servizio). Il Ministero dell’Interno ha proposto opposizione contro questo provvedimento, sostenendo che per questa categoria di personale non sia previsto alcun diritto alla liquidazione finale. La Corte di Cassazione ha affrontato la questione in modo definitivo, chiarendo i confini giuridici di questa particolare prestazione lavorativa.

La natura del rapporto dei vigili del fuoco discontinui

I vigili del fuoco volontari svolgono un ruolo fondamentale per la sicurezza pubblica. Essi operano all’interno dell’organizzazione del Corpo con gli stessi doveri, le medesime responsabilità e la stessa sottomissione gerarchica del personale di ruolo. Tuttavia, la loro attività si caratterizza per la mancanza di continuità temporale. L’Amministrazione richiama in servizio questi soggetti solo in via temporanea e per un arco di tempo limitato nel corso dell’anno, a seconda delle concrete necessità del territorio. Questa temporaneità incide direttamente sulla qualificazione giuridica del rapporto di lavoro, differenziandolo in modo netto da un normale impiego subordinato a tempo indeterminato o determinato.

Perché il servizio volontario non è un pubblico impiego

La legge stabilisce espressamente che il richiamo in servizio del personale volontario non costituisce un rapporto di impiego con la Pubblica Amministrazione. Si tratta, invece, di un rapporto di servizio di natura esclusivamente funzionale. Il cittadino, su base volontaria, decide di mettere a disposizione il proprio tempo per svolgere funzioni pubbliche straordinarie. Questo legame non comporta l’inserimento stabile e strutturale del lavoratore nell’organizzazione della Pubblica Amministrazione. Per questa ragione, la giurisprudenza esclude che a questa categoria si applichino le tutele tipiche del lavoro subordinato, come il divieto di abuso dei contratti a termine previsto dalle direttive europee.

Le motivazioni della decisione sul TFR vigili del fuoco volontari

La Corte di Cassazione ha fondato la propria decisione su una precisa interpretazione delle norme vigenti. I giudici hanno chiarito che il trattamento economico dei volontari è rigidamente parametrato dalla legge. L’articolo 10 del decreto legislativo numero 139 del 2006 riconosce a questi soggetti solo la retribuzione iniziale del personale di ruolo, il trattamento di missione e i compensi per il lavoro straordinario. La mancata menzione del trattamento di fine rapporto non è una dimenticanza del legislatore, ma una scelta consapevole. Il TFR vigili del fuoco volontari presuppone l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato, elemento che manca del tutto in un semplice rapporto di servizio temporaneo. Di conseguenza, l’estensione analogica di questo diritto non è giuridicamente ammissibile.

Le conclusioni sul caso del vigile volontario

La Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato dal Ministero dell’Interno e ha cassato la precedente sentenza d’appello. Decidendo la causa nel merito, i giudici hanno revocato il decreto ingiuntivo originario e hanno respinto definitivamente la domanda del lavoratore. Il vigile del fuoco volontario non riceverà quindi alcuna somma a titolo di trattamento di fine rapporto. Considerata la complessità della materia e il mutamento degli orientamenti giurisprudenziali nel corso del tempo, la Corte ha deciso di compensare interamente le spese di giudizio tra le parti. Questa pronuncia consolida l’orientamento secondo cui le prestazioni dei volontari non possono essere equiparate a quelle del personale dipendente di ruolo ai fini dei trattamenti di fine servizio.

I vigili del fuoco volontari hanno diritto al trattamento di fine rapporto?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che i vigili del fuoco volontari non hanno diritto al trattamento di fine rapporto perché il loro legame con l’amministrazione è un rapporto di servizio e non di impiego subordinato.

Qual è la differenza tra rapporto di impiego e rapporto di servizio per i vigili del fuoco?
Il rapporto di impiego comporta un’assunzione stabile e continuativa, mentre il rapporto di servizio dei volontari consiste in prestazioni temporanee e funzionali per esigenze straordinarie.

Quali indennità economiche spettano ai vigili del fuoco volontari?
Ai volontari spettano esclusivamente la retribuzione iniziale del personale di ruolo di pari qualifica, il trattamento di missione e i compensi per il lavoro straordinario.

Termini giuridici

Trattamento di fine rapporto (TFR)
Somma di denaro accumulata durante il lavoro e pagata al dipendente quando termina il rapporto di lavoro (liquidazione).
Rapporto di servizio
Relazione in cui un soggetto svolge una funzione pubblica per lo Stato senza però essere assunto come dipendente stabile.
Rapporto di impiego
Rapporto di lavoro subordinato stabile e continuativo alle dipendenze di un datore di lavoro, pubblico o privato.
Decreto ingiuntivo
Provvedimento rapido con cui il giudice ordina a un debitore di pagare una somma di denaro su richiesta del creditore.
Compensazione delle spese
Decisione del giudice per cui ogni parte deve pagare le proprie spese legali, senza che la parte sconfitta debba rimborsare quella vincitrice.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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