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Liberazione del fideiussore: accordi segreti e debiti cancellati

Un garante ha chiesto la liberazione del fideiussore ai sensi dell’articolo 1956 del Codice Civile. I creditori avevano infatti stipulato un accordo transattivo con la società debitrice principale, concedendole una dilazione di ventiquattro mesi per pagare e sospendendo le azioni esecutive, senza chiedere l’autorizzazione del garante stesso. La Corte d’Appello ha omesso di valutare se questo accordo costituisse una nuova concessione di credito idonea ad aggravare il rischio del garante. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del garante, stabilendo che la nozione di “far credito” comprende qualsiasi comportamento del creditore che aumenti l’esposizione al rischio del debitore principale, rendendo più difficile il successivo recupero delle somme da parte del garante. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.

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Pubblicato il 16 giugno 2026 in Giurisprudenza Civile

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 3 Num. 18355 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 3 n. 18355/2023)

La liberazione del fideiussore e i rischi della garanzia

La firma di una garanzia personale rappresenta un impegno economico molto serio. La legge prevede tutele specifiche per evitare che il garante subisca un aggravamento imprevisto del proprio rischio. Una di queste tutele è la liberazione del fideiussore, regolata dall’articolo 1956 del Codice Civile. Questa norma stabilisce che il creditore non può concedere nuovo credito al debitore principale senza l’autorizzazione del garante, se le condizioni economiche del debitore sono peggiorate al punto da rendere molto difficile il recupero delle somme. La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato un caso emblematico in cui un creditore e un debitore hanno modificato i loro accordi all’insaputa del garante. Il principio cardine mira a proteggere il patrimonio del garante da scelte azzardate compiute dai soggetti principali del rapporto obbligatorio.

Quando l’accordo tra creditore e debitore esclude il garante

La vicenda nasce da un contratto di permuta immobiliare. Una società costruttrice non aveva completato i lavori e non aveva liberato gli immobili dalle ipoteche. Il garante aveva garantito i debiti di questa società. Successivamente, i creditori e la società debitrice hanno firmato un accordo transattivo (un contratto per risolvere una lite). Con questo accordo, i creditori hanno concesso alla società ventiquattro mesi di tempo in più per pagare e hanno sospeso le procedure esecutive già avviate. Il garante non ha partecipato a questo accordo e non ha dato alcuna autorizzazione. Il garante ha quindi chiesto al giudice di essere liberato dalla garanzia. Egli ha sostenuto che la dilazione di pagamento concessa alla società, ormai in gravi difficoltà economiche, avesse aumentato a dismisura il suo rischio di perdita finanziaria. La Corte d’Appello ha ridotto la somma garantita ma ha ignorato la richiesta di liberazione basata sull’accordo del 2018. Per questo motivo, il garante si è rivolto alla Corte di Cassazione per far valere i propri diritti.

Le motivazioni della Cassazione sulla liberazione del fideiussore

Le motivazioni della Cassazione sulla liberazione del fideiussore si concentrano sul significato profondo del concetto di concessione del credito. I giudici supremi hanno chiarito che “far credito” non significa soltanto erogare una somma di denaro liquida o concedere un mutuo in senso stretto. Questo concetto abbraccia qualsiasi comportamento del creditore che aumenti l’esposizione al rischio del debitore principale. Dilazionare un pagamento di due anni e bloccare i pignoramenti a favore di un debitore insolvente significa, di fatto, prolungare la durata del rischio per il garante. Questo comportamento impedisce al garante di agire tempestivamente in regresso (il diritto di rivalersi sul debitore principale per recuperare quanto pagato). La Corte d’Appello ha commesso un grave errore non esaminando questo aspetto fondamentale. Il giudice di secondo grado avrebbe dovuto verificare se l’accordo transattivo avesse effettivamente aggravato la situazione del garante in modo imprevedibile e ingiustificato, violando il dovere di correttezza.

Le conclusioni della Cassazione e il rinvio alla Corte d’Appello

Le conclusioni della Cassazione e il rinvio alla Corte d’Appello segnano una vittoria importante per il garante. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del garante e ha annullato la decisione precedente. Il caso torna ora davanti alla Corte d’Appello in una diversa composizione di giudici. Questo nuovo tribunale dovrà esaminare attentamente l’accordo transattivo del 2018. Il giudice di merito dovrà valutare se la dilazione concessa al debitore principale abbia esposto la società a un rischio di penali troppo elevato, danneggiando la possibilità del garante di recuperare i propri soldi. Questa decisione conferma che i creditori non possono gestire il rapporto con il debitore principale ignorando i diritti di chi ha prestato la garanzia. Ogni modifica contrattuale che aggrava il rischio richiede sempre il consenso preventivo del garante, pena la perdita della garanzia stessa.

Cosa succede se il creditore concede più tempo per pagare al debitore senza avvisare il garante?
Il garante può chiedere di essere liberato dalla garanzia se la proroga aggrava il suo rischio di perdita economica a causa della crisi del debitore.

Cosa si intende per far credito secondo la Corte di Cassazione?
La nozione non riguarda solo i prestiti di denaro ma include qualsiasi accordo che aumenti il rischio di insolvenza del debitore a danno del garante.

Qual è la tutela per il garante se il creditore e il debitore modificano i contratti?
Il garante ha il diritto di non subire un aumento imprevedibile del rischio e può ottenere la liberazione dall’obbligo se non ha autorizzato le modifiche.

Termini giuridici

Fideiussione
Contratto con cui un soggetto garantisce l'adempimento di un'obbligazione altrui, obbligandosi personalmente verso il creditore.
Transazione
Accordo con cui le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine a una lite già cominciata o ne prevengono una futura.
Regresso
Diritto del garante che ha pagato il debito di richiedere al debitore principale il rimborso dell'intera somma versata.
Omessa pronuncia
Errore del giudice che non prende in considerazione e non decide su una delle domande o eccezioni sollevate dalle parti.
Novazione
Accordo con cui le parti sostituiscono un'obbligazione esistente con una nuova obbligazione, estinguendo quella precedente.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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