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Falsa testimonianza: prescrizione del reato bloccata dal Covid

Una donna, condannata per falsa testimonianza, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l’avvenuta prescrizione del reato. Secondo la sua difesa, il periodo di sospensione dei processi per l’emergenza Covid-19 era stato calcolato erroneamente, poiché i rinvii del suo processo erano dovuti in realtà all’assenza del giudice. La Corte di Cassazione ha respinto la tesi, stabilendo che la sospensione della prescrizione si applica per il solo fatto che un’udienza fosse fissata nel periodo di emergenza, a prescindere da altre cause di rinvio. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna è diventata definitiva.

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Pubblicato il 15 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 23251 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 6 n. 23251/2023)

Falsa testimonianza e calcolo della prescrizione

Una recente sentenza della Corte di Cassazione affronta un caso di falsa testimonianza, mettendo in luce un importante principio sul calcolo della prescrizione del reato in relazione alle norme emergenziali per il Covid-19. La vicenda riguarda una donna, condannata per aver reso dichiarazioni non veritiere durante un processo. La sua difesa ha tentato di far annullare la condanna sostenendo che il tempo massimo per punire il reato fosse ormai scaduto.

Il fatto originario è semplice: una persona è accusata di aver mentito sotto giuramento. Dopo la condanna, la questione si sposta sul piano puramente tecnico e procedurale. Il punto centrale del dibattito non è più la colpevolezza, ma il tempo. La legge, infatti, stabilisce un termine massimo entro cui lo Stato può perseguire e punire un crimine. Se questo termine scade, si verifica la cosiddetta prescrizione.

La tesi difensiva: un errore nel calcolo dei tempi

L’imputata, tramite il suo avvocato, ha sostenuto che il calcolo della prescrizione effettuato dai giudici fosse sbagliato. Secondo la sua ricostruzione, il processo aveva subito dei ritardi non a causa della pandemia, ma per ragioni interne all’ufficio giudiziario, come il trasferimento del giudice titolare del caso.

Di conseguenza, la difesa riteneva che non si dovesse applicare lo speciale periodo di ‘congelamento’ della prescrizione previsto dalle leggi anti-Covid. Senza quella sospensione, il reato sarebbe risultato prescritto prima della sentenza di condanna, annullando di fatto tutto il procedimento.

La sospensione Covid e l’impatto sulla prescrizione del reato

La normativa emanata durante la pandemia ha introdotto una sospensione straordinaria dei termini di prescrizione per un determinato periodo. Questo significava che, per circa due mesi, il ‘cronometro’ della prescrizione si è fermato per poi ripartire da dove era rimasto. L’obiettivo era evitare che i rinvii forzati delle udienze, dovuti al lockdown, potessero causare l’estinzione di numerosi reati.

La Corte di Cassazione ha dovuto valutare se questa sospensione fosse applicabile anche quando, oltre alla pandemia, esistevano altre ragioni che avevano causato il rinvio del processo. La risposta dei giudici è stata netta e chiara, creando un precedente importante.

La valutazione delle prove: un limite invalicabile per la Cassazione

Oltre alla questione della prescrizione, la difesa aveva criticato il modo in cui i giudici di merito avevano valutato la testimonianza della persona offesa, ritenendola contraddittoria. Anche su questo punto, la Cassazione ha chiuso la porta.

I giudici supremi hanno ribadito un principio fondamentale: il loro compito non è quello di riesaminare le prove o di stabilire se un testimone sia più o meno credibile. Questo tipo di valutazione spetta esclusivamente ai tribunali di primo e secondo grado. La Cassazione interviene solo per verificare la corretta applicazione delle norme di legge, non per rifare il processo.

Le motivazioni: perché la prescrizione del reato non è maturata

La Corte ha spiegato in modo inequivocabile il suo ragionamento. Per attivare la sospensione della prescrizione del reato legata al Covid-19, è sufficiente che nel periodo emergenziale (dal 9 marzo all’11 maggio 2020) fosse già fissata un’udienza. Se questa condizione si verifica, la sospensione scatta automaticamente.

Non ha alcuna importanza se il rinvio sia stato poi causato anche da altri fattori, come l’assenza del giudice. La legge emergenziale ha previsto una causa di sospensione oggettiva e generalizzata. Pertanto, il calcolo effettuato dai giudici precedenti era corretto e il termine di prescrizione non era affatto scaduto al momento della condanna.

Le conclusioni: condanna definitiva e principio di diritto

Sulla base di queste motivazioni, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questa decisione ha reso la condanna per falsa testimonianza definitiva. L’imputata è stata inoltre condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende.

Il principio di diritto che emerge è chiaro: la sospensione della prescrizione prevista per l’emergenza Covid-19 si applica a tutti i processi che avevano un’udienza fissata nel periodo critico, indipendentemente dalle specifiche ragioni che hanno poi portato al singolo rinvio. Una decisione che conferma la portata generale delle misure adottate per fronteggiare gli effetti della pandemia sulla giustizia.

Cosa significa prescrizione del reato?
È l’estinzione di un reato dovuta al trascorrere di un certo periodo di tempo fissato dalla legge, senza che sia stata emessa una sentenza di condanna definitiva. Superato quel termine, lo Stato perde il potere di punire il colpevole.

La sospensione dei processi per Covid-19 ha sempre bloccato la prescrizione?
Sì, per i procedimenti penali in cui era fissata un’udienza nel periodo compreso tra il 9 marzo e l’11 maggio 2020, la legge ha previsto una sospensione automatica del corso della prescrizione, indipendentemente da altre cause di rinvio.

La Corte di Cassazione può riesaminare le testimonianze di un processo?
No, la Corte di Cassazione non valuta nel merito le prove, come le testimonianze. Il suo compito è verificare che i giudici dei gradi precedenti abbiano applicato correttamente le leggi e che le motivazioni della sentenza siano logiche e non contraddittorie.

Termini giuridici

Falsa testimonianza
È il reato commesso da chi, deponendo come testimone in un processo, afferma il falso, nega il vero o tace su informazioni di cui è a conoscenza.
Prescrizione del reato
L'estinzione di un reato a causa del trascorrere di un determinato periodo di tempo fissato dalla legge, senza che sia intervenuta una sentenza definitiva di condanna.
Sospensione della prescrizione
Un'interruzione temporanea del calcolo del tempo necessario per la prescrizione. Il conteggio riprende da dove si era fermato una volta cessata la causa di sospensione.
Ricorso per cassazione
L'impugnazione presentata alla Corte di Cassazione, il più alto grado di giudizio. Non si riesaminano i fatti, ma si controlla solo che i giudici precedenti abbiano applicato correttamente la legge.
Inammissibilità
Una decisione con cui il giudice dichiara che un ricorso non può essere esaminato nel merito perché privo dei requisiti di legge, ad esempio perché manifestamente infondato.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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