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Appropriazione Indebita: Condanna Definitiva, Ricorso Respinto

Un soggetto, già condannato per appropriazione indebita, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione è chiara: l’imputato non ha contestato un errore di diritto, ma ha tentato di ottenere una nuova valutazione delle prove e dei fatti. Questa richiesta è vietata nel giudizio di Cassazione, che si limita a verificare la corretta applicazione delle norme. Di conseguenza, la condanna per appropriazione indebita è diventata definitiva e l’imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e un’ulteriore somma alla Cassa delle ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 18603 Anno 2023
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Pubblicato il 9 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 18603 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 18603/2023)

Appropriazione Indebita: la Condanna è Definitiva se il Ricorso è Generico

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale del nostro sistema giudiziario, specialmente in casi di appropriazione indebita. La vicenda riguarda un soggetto condannato per essersi impossessato illecitamente di beni che gestiva per conto di altri. Non accettando la decisione, ha tentato l’ultima carta: il ricorso alla Suprema Corte. L’esito, però, ha confermato la sua colpevolezza in modo definitivo, offrendo spunti importanti su come funziona il giudizio di legittimità.

I Fatti all’Origine della Vicenda

Il caso nasce da una condanna per il reato previsto dall’articolo 646 del codice penale. Un individuo è stato ritenuto colpevole di appropriazione indebita. In parole semplici, aveva preso per sé denaro o beni mobili che non gli appartenevano, ma di cui aveva già la disponibilità per un motivo specifico, come un incarico lavorativo o un mandato. I giudici dei primi gradi di giudizio avevano analizzato le prove e ritenuto la sua responsabilità penale pienamente dimostrata.

Il Tentativo di Ribaltare la Sentenza in Cassazione

L’imputato ha deciso di presentare ricorso alla Corte di Cassazione. L’obiettivo era contestare la condanna. Tuttavia, la sua difesa non si è concentrata su presunti errori nell’applicazione della legge da parte dei giudici precedenti. Al contrario, ha cercato di proporre una ricostruzione alternativa dei fatti e una diversa interpretazione delle prove già valutate. Questo approccio si è rivelato un errore strategico fatale.

I Limiti del Giudizio di Cassazione

La Corte di Cassazione non è un terzo grado di processo dove si riesamina tutto da capo. Il suo compito non è stabilire se l’imputato sia colpevole o innocente rivalutando le prove, come testimonianze o documenti. La Suprema Corte è un ‘giudice della legge’ (o di legittimità). Il suo unico scopo è verificare che i processi precedenti si siano svolti nel rispetto delle norme e che le leggi siano state interpretate e applicate correttamente. Chiedere ai giudici di Cassazione di rivedere i fatti è una richiesta che, per legge, non può essere accolta.

Le motivazioni: perché il ricorso per appropriazione indebita è stato respinto

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile con una motivazione netta. I motivi presentati dall’imputato sono stati giudicati ‘privi di concreta specificità’. In pratica, il ricorso era generico e non indicava quali norme sarebbero state violate e perché. L’intera argomentazione mirava a ottenere una ‘rivalutazione delle fonti probatorie’, cioè un nuovo esame del materiale di prova. Poiché questo compito è escluso dalle funzioni della Cassazione, il ricorso è stato respinto senza nemmeno entrare nel merito della questione. La Corte ha agito in conformità con il suo consolidato orientamento.

Le conclusioni: condanna definitiva e spese aggiuntive

La dichiarazione di inammissibilità ha avuto due conseguenze pratiche e immediate. La prima è che la sentenza di condanna per appropriazione indebita è diventata definitiva. Non ci sono più possibilità di appello. La seconda è di natura economica. L’imputato è stato condannato a pagare non solo le spese del procedimento, ma anche una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende. Questa sanzione è prevista quando un ricorso viene respinto per inammissibilità, a causa di una ‘colpa’ nel proporlo senza i requisiti di legge.

Cosa significa commettere il reato di appropriazione indebita?
Significa impossessarsi di denaro o beni di un’altra persona che si hanno già in possesso per un titolo specifico (ad esempio, per lavoro o per un mandato), al fine di trarne un profitto ingiusto.

Posso chiedere alla Corte di Cassazione di riesaminare le prove del mio processo?
No, la Corte di Cassazione non riesamina le prove né i fatti. Il suo compito è solo verificare la corretta applicazione della legge da parte dei giudici dei gradi precedenti.

Cosa succede se il mio ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
La sentenza di condanna diventa definitiva. Inoltre, si viene condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Appropriazione indebita
Il reato commesso da chi, avendo già il possesso di denaro o beni di un'altra persona, se ne impossessa per trarne un profitto per sé o per altri.
Ricorso in Cassazione
L'ultimo grado di giudizio nel sistema legale italiano. La Corte di Cassazione non riesamina i fatti, ma controlla solo che i giudici precedenti abbiano applicato correttamente la legge.
Inammissibilità
Una decisione con cui un giudice dichiara che un ricorso non può essere esaminato nel merito perché privo dei requisiti richiesti dalla legge, come ad esempio chiedere un nuovo esame delle prove.
P.Q.M. (Per Questi Motivi)
La parte finale di una sentenza o ordinanza in cui il giudice enuncia la sua decisione in modo sintetico.
Cassa delle ammende
Un ente statale che gestisce i proventi delle sanzioni pecuniarie pagate in seguito a condanne penali.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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