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Spese Legali Chiamata in Garanzia: Assicurato Coperto ma Paga

Un proprietario di casa, citato per danni a seguito di una caduta di un ospite sulle scale, chiama in causa la propria assicurazione. Sebbene l’assicurazione venga condannata a coprire sia il risarcimento sia le spese legali dovute al danneggiato, i giudici compensano le spese tra l’assicurato e la compagnia. La Corte di Cassazione conferma questa decisione, stabilendo un principio importante sulle spese legali in caso di chiamata in garanzia: l’assicurato, responsabile del danno, non ha diritto a farsi pagare dall’assicurazione le spese per il proprio avvocato. L’obbligo della compagnia si limita a tenere indenne l’assicurato da quanto deve versare al terzo danneggiato, non a rimborsargli i costi della sua difesa nel rapporto interno con l’assicurazione stessa.

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Pubblicato il 7 maggio 2026 in Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 3 Num. 10940 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 3 n. 10940/2023)

Spese Legali Chiamata in Garanzia: Chi Paga l’Avvocato?

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito un aspetto cruciale e spesso fonte di dubbi: la ripartizione delle spese legali in caso di chiamata in garanzia dell’assicurazione. La decisione spiega chi deve sostenere i costi dell’avvocato quando un assicurato, citato per un risarcimento danni, coinvolge nel processo la propria compagnia assicurativa. Il caso analizzato offre una risposta netta, delineando i confini dell’obbligo di copertura dell’assicuratore e le responsabilità dell’assicurato. Questo principio sulle spese legali chiamata in garanzia è fondamentale per chiunque si trovi in una situazione simile.

I Fatti: Una Caduta e la Chiamata all’Assicurazione

La vicenda ha origine da un incidente domestico. Una persona subisce una caduta a causa della cera presente sulle scale dell’abitazione di un conoscente e decide di fargli causa per ottenere il risarcimento dei danni. Il proprietario di casa, convenuto in giudizio, a sua volta chiama in causa la propria compagnia di assicurazioni per la responsabilità civile. L’obiettivo è quello di essere ‘manlevato’, ovvero tenuto indenne da qualsiasi somma fosse stato condannato a pagare.

Il Tribunale dà ragione alla persona danneggiata, condannando il proprietario di casa al risarcimento. Allo stesso tempo, il giudice ordina all’assicurazione di coprire interamente la somma che il suo cliente deve versare, incluse le spese legali dovute alla parte vincitrice. Tuttavia, per quanto riguarda il rapporto interno tra l’assicurato e la sua compagnia, il giudice decide di ‘compensare’ le spese. In pratica, ognuno paga il proprio avvocato.

Il Cuore del Problema: Le Spese Legali tra Assicurato e Assicurazione

Il proprietario di casa non accetta questa decisione. Il suo ragionamento è semplice: se la mia richiesta di essere coperto dall’assicurazione è stata accolta, significa che nel nostro rapporto interno io ho vinto e l’assicurazione ha perso. Di conseguenza, secondo il principio della soccombenza (‘chi perde paga’), l’assicurazione dovrebbe rimborsargli anche le spese del suo avvocato. L’assicurato decide quindi di impugnare la sentenza su questo specifico punto, ma sia la Corte d’Appello che, infine, la Corte di Cassazione gli danno torto.

Le motivazioni: la distinzione sulle spese legali chiamata in garanzia

La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale. L’obbligo dell’assicuratore è quello di tenere indenne l’assicurato dalle conseguenze economiche negative derivanti dalla sua responsabilità verso terzi. Questo include il risarcimento del danno e le spese legali che l’assicurato deve pagare alla parte danneggiata, che ha vinto la causa.

Tuttavia, questo non significa che l’assicurazione debba pagare anche le spese che l’assicurato ha sostenuto per il proprio avvocato al fine di chiamarla in giudizio. La Corte spiega che il soggetto sostanzialmente soccombente, cioè colui che ha dato origine all’intera vicenda con il proprio comportamento illecito (in questo caso, non garantendo la sicurezza delle scale), è proprio l’assicurato. La chiamata in garanzia è solo una conseguenza della sua responsabilità. Pertanto, l’assicurato ha diritto a essere protetto dal debito verso il terzo, ma non a ‘vincere’ le spese contro la propria assicurazione per averla semplicemente coinvolta.

Le conclusioni: L’Assicurato non vince le spese contro la propria Compagnia

L’esito finale è chiaro. Il ricorso del proprietario di casa viene respinto. La Corte Suprema stabilisce che la compensazione delle spese tra assicurato e assicurazione era corretta. L’assicurato, pur ottenendo la copertura per il danno causato, deve farsi carico delle spese del proprio legale per la gestione della chiamata in garanzia. Questo principio rafforza l’idea che la polizza assicurativa serve a proteggere dal debito verso l’esterno, non a coprire i costi processuali interni derivanti dalla propria stessa responsabilità.

Se vengo citato per danni e chiamo la mia assicurazione, questa paga anche il mio avvocato?
No. Secondo questa sentenza, l’assicurazione è tenuta a coprire i danni e le spese legali che devi pagare alla parte danneggiata, ma non le spese che sostieni per il tuo avvocato nel rapporto con l’assicurazione stessa.

Cosa significa ‘compensare le spese’ in questo contesto?
Significa che il giudice ha deciso che sia l’assicurato sia l’assicurazione dovevano pagare le spese dei rispettivi avvocati, senza che una parte dovesse rimborsare l’altra.

Perché l’assicurato non ha ottenuto il pagamento delle spese legali dall’assicurazione?
Perché, pur essendo stato coperto dall’assicurazione, è lui il responsabile del danno che ha dato origine alla causa. La sua vittoria contro l’assicurazione è solo una conseguenza della sua responsabilità principale.

Termini giuridici

Soccombenza
Il principio secondo cui la parte che perde la causa è obbligata a rimborsare le spese legali sostenute dalla parte che vince.
Compensazione delle spese
La decisione del giudice di non applicare la regola della soccombenza, stabilendo che ciascuna parte si faccia carico delle proprie spese legali.
Contumace
La condizione di una parte che, pur essendo stata regolarmente citata in giudizio, sceglie di non costituirsi e di non partecipare al processo per difendersi.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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