È legittimo per un giudice acquisire d’ufficio prove non prodotte dalle parti in un processo del lavoro?
Sì, la Corte ha confermato che, ai sensi dell’art. 421 c.p.c., il giudice del lavoro ha il potere-dovere di acquisire d’ufficio prove indispensabili per la decisione, specialmente quando gli atti già presenti offrono spunti di indagine per accertare la verità dei fatti.
Una contestazione disciplinare inviata mesi dopo il fatto è considerata tardiva?
Non necessariamente. In questo caso, la Corte ha ritenuto la contestazione tempestiva perché il datore di lavoro ha avuto bisogno di tempo per condurre indagini complesse (concluse con un verbale ispettivo) per accertare la dinamica dei fatti prima di poter formulare gli addebiti.
La simulazione di rapina da parte di un dipendente giustifica una sanzione disciplinare anche per violazioni procedurali minori?
Sì. La Corte ha stabilito che la gravissima condotta della simulazione di rapina rende le altre violazioni (come l’omesso controllo perimetrale) ancora più gravi e sussistenti. L’aver architettato l’evento rende irrilevante la discussione sulla conoscibilità delle norme di sicurezza, poiché il dipendente ha agito per vanificarne lo scopo. La sanzione è stata quindi ampiamente giustificata.