Ricorso Tardivo: la Cassazione ribadisce l’Inammissibilità
L’ordinanza in esame della Corte di Cassazione offre un chiaro monito sull’importanza del rispetto dei termini processuali. Un ricorso tardivo, presentato cioè oltre la scadenza fissata dalla legge, è destinato a essere dichiarato inammissibile, senza alcuna possibilità di esame nel merito. Questo principio, fondamentale per la certezza del diritto e il corretto funzionamento della giustizia, viene riaffermato con nettezza in questa decisione.
I Fatti del Caso: un’Impugnazione Fuori Termine
Il caso ha origine da un’istanza presentata ai sensi dell’art. 314 del codice di procedura penale, che era stata rigettata dalla Corte d’Appello di Napoli con un’ordinanza del 21 aprile 2022. Contro tale decisione, il soggetto interessato ha proposto ricorso per cassazione.
Tuttavia, l’atto di impugnazione è stato depositato il 20 maggio 2022. Questo dettaglio temporale si è rivelato cruciale per l’esito del procedimento davanti alla Suprema Corte.
La Decisione della Cassazione sul Ricorso Tardivo
La Corte di Cassazione, con una decisione concisa ma inequivocabile, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte non è entrata nel merito delle questioni sollevate dal ricorrente, poiché ha riscontrato un vizio preliminare e insuperabile: la tardività dell’impugnazione. La decisione si fonda sull’applicazione rigorosa delle norme che disciplinano i termini per proporre ricorso.
Le Motivazioni della Decisione: il Principio di Perentorietà dei Termini
Le motivazioni della Corte sono cristalline e si basano su un semplice calcolo matematico applicato alla normativa vigente. La legge, in particolare l’articolo 585, comma 1, lettera a) del codice di procedura penale, stabilisce un termine di quindici giorni per proporre impugnazione avverso provvedimenti come quello emesso dalla Corte d’Appello.
Il ricorso è stato presentato il 20 maggio 2022, ben oltre la scadenza dei quindici giorni decorrenti dal 21 aprile 2022, data del provvedimento impugnato. La natura perentoria di questo termine significa che la sua inosservanza comporta la decadenza dal diritto di impugnare, senza possibilità di sanatoria. Di conseguenza, il ricorso tardivo è stato dichiarato inammissibile, chiudendo definitivamente la questione.
Conclusioni: le Implicazioni Pratiche della Sentenza
Questa ordinanza, pur nella sua brevità, ribadisce un principio cardine del nostro ordinamento processuale: i termini sono un elemento essenziale per garantire la stabilità delle decisioni giudiziarie e la ragionevole durata del processo. Per i cittadini e i loro difensori, la lezione è chiara: la massima attenzione e diligenza nel calcolo e nel rispetto delle scadenze processuali sono indispensabili per tutelare i propri diritti. Un errore, anche di un solo giorno, può precludere l’accesso a un grado di giudizio e rendere una decisione, altrimenti contestabile, definitiva.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché è stato presentato oltre il termine perentorio di quindici giorni stabilito dalla legge.
Qual è il riferimento normativo che stabilisce il termine per l’impugnazione in questo caso?
Il riferimento è l’articolo 585, comma 1, lettera a) del codice di procedura penale, che prevede un termine di quindici giorni.
Cosa accade se un ricorso viene depositato dopo la scadenza del termine?
Se un ricorso viene depositato dopo la scadenza, viene considerato tardivo e, di conseguenza, la Corte lo dichiara inammissibile senza poterlo esaminare nel merito.