La Corte di Cassazione, con la recente ordinanza n. 42297 del 2024, ha fornito un’importante precisazione sui limiti di applicabilità di uno strumento processuale eccezionale: il ricorso straordinario 625-bis per errore di fatto. Questa pronuncia chiarisce in modo definitivo che tale rimedio non può essere utilizzato per contestare le decisioni della Suprema Corte in materia di misure cautelari personali, ma è riservato esclusivamente alle sentenze di condanna divenute irrevocabili. Analizziamo insieme i dettagli del caso e la decisione della Corte.
Il Caso: Un Errore di Fatto Presunto
La vicenda trae origine da un procedimento penale in cui un soggetto era stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora per il reato di riciclaggio. L’indagato aveva impugnato tale misura e, dopo un percorso processuale, il suo ricorso era stato rigettato dalla Corte di Cassazione.
Successivamente, la difesa ha proposto un ricorso straordinario 625-bis contro la decisione della Cassazione, sostenendo che la Corte fosse incorsa in un errore di fatto. Nello specifico, si lamentava che i giudici avessero erroneamente creduto che l’indagato fosse sottoposto alla più grave misura della custodia cautelare in carcere e che l’ordinanza originaria riguardasse un reato aggravato, circostanze che, a dire della difesa, non corrispondevano alla realtà processuale e avevano inciso sulla valutazione di adeguatezza della misura.
La Difesa e lo Strumento del Ricorso Straordinario
La difesa ha tentato di utilizzare l’articolo 625-bis del codice di procedura penale, uno strumento concepito per correggere errori materiali o di fatto “decisivi” in cui la Corte di Cassazione può incorrere. Si tratta di un rimedio eccezionale, che permette di “riaprire” una decisione della Suprema Corte quando questa si è basata su una percezione errata della realtà processuale (ad esempio, leggendo un documento per un altro).
L’obiettivo era ottenere un annullamento della precedente decisione della Cassazione per far rivalutare la legittimità e l’adeguatezza della misura cautelare applicata.
La Decisione della Cassazione: Perché il ricorso straordinario 625-bis è Inammissibile?
La Sesta Sezione Penale ha dichiarato il ricorso inammissibile senza neppure entrare nel merito dell’errore di fatto lamentato. La decisione si fonda su un’interpretazione rigorosa della norma e della sua finalità all’interno del sistema processuale.
Le Motivazioni
La Corte ha basato la propria decisione su due pilastri fondamentali:
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L’Interpretazione Letterale della Norma: L’articolo 625-bis c.p.p. fa esplicito riferimento al “condannato” come soggetto legittimato a proporre il ricorso. Questo dato letterale, secondo i giudici, indica chiaramente che il legislatore ha inteso circoscrivere l’applicazione di questo rimedio straordinario alla fase successiva a una pronuncia di condanna divenuta irrevocabile. Un soggetto sottoposto a misura cautelare non è un “condannato”, ma un indagato o imputato la cui colpevolezza è ancora da accertare.
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La Ratio dell’Istituto: La finalità del ricorso straordinario 625-bis è quella di correggere errori percettivi che possono viziare una sentenza definitiva, garantendo un’ultima via di tutela contro ingiustizie derivanti da sviste fattuali. Applicare questo strumento a provvedimenti provvisori come le misure cautelari snaturerebbe la sua funzione. Le decisioni in materia cautelare sono, per loro natura, soggette a riesame e a modifiche nel corso del procedimento e non hanno il carattere di stabilità e definitività di una sentenza di condanna passata in giudicato. La Corte ha richiamato un suo precedente consolidato (Sez. 5, n. 1821/2017) che aveva già sancito questo principio, confermando l’orientamento giurisprudenziale.
Le Conclusioni
L’ordinanza in esame ribadisce un principio procedurale di grande importanza: il ricorso straordinario 625-bis non è un rimedio universale contro ogni presunto errore della Cassazione, ma uno strumento con un ambito di applicazione ben definito e limitato. Esso non può essere utilizzato per contestare decisioni su misure cautelari, ma solo sentenze di condanna irrevocabili.
Questa decisione consolida la distinzione tra la fase cautelare, caratterizzata da provvedimenti provvisori e riesaminabili, e la fase di cognizione, che si conclude con un accertamento definitivo. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, a causa della manifesta inammissibilità della sua impugnazione.
È possibile utilizzare il ricorso straordinario per errore di fatto contro una decisione della Cassazione su una misura cautelare?
No, la Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha stabilito che questo rimedio è inammissibile in materia di misure cautelari personali, poiché non si tratta di una pronuncia irrevocabile di condanna.
Qual è il presupposto fondamentale per proporre un ricorso straordinario ai sensi dell’art. 625-bis cod. proc. pen.?
Il presupposto fondamentale è l’esistenza di una pronuncia irrevocabile di condanna. La norma si riferisce esplicitamente al “condannato”, escludendo quindi chi è semplicemente sottoposto a una misura cautelare nella fase delle indagini o del processo.
Cosa succede se un ricorso viene dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione?
Come stabilito nel provvedimento analizzato, alla dichiarazione di inammissibilità consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e di una somma in favore della Cassa delle ammende.