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Danni subiti dall’investitore, azioni di responsabilità

In materia di intermediazione finanziaria, dettata dal Decreto Legislativo n. 58 del 1998, articolo 23, comma 6, l’intermediario ha l’onere di provare l’avvenuto puntuale adempimento degli obblighi informativi posti a suo carico, ma l’investitore non è dispensato dall’onere di allegare l’inadempimento delle predette obbligazioni, nonché di fornire la prova del pregiudizio patrimoniale derivante dall’investimento eseguito e del nesso causale tra l’inadempimento ed il danno lamentato (cfr. 30 ottobre 2001, n. 13533) che l’investitore dovrà allegare l’inadempimento di quelle obbligazioni disciplinate dal t. u. f. e dalla normativa regolamentare, e dovrà fornire la prova del danno e del nesso di causalità tra questo e l’inadempimento.

Pubblicato il 15 November 2020 in Diritto Bancario, Giurisprudenza Civile

In materia di intermediazione finanziaria, dettata dal Decreto Legislativo n. 58 del 1998, articolo 23, comma 6, l’intermediario ha l’onere di provare l’avvenuto puntuale adempimento degli obblighi informativi posti a suo carico, ma l’investitore non è dispensato dall’onere di allegare l’inadempimento delle predette obbligazioni, nonché di fornire la prova del pregiudizio patrimoniale derivante dall’investimento eseguito e del nesso causale tra l’inadempimento ed il danno lamentato (cfr. Cass., Sez. I, 24/05/ 2019, n. 14335; 2/02/2018, n. 4727; 24/04/2018, n. 10111).

Sostanzialmente, nelle azioni di responsabilità per danni subiti dall’investitore – nelle quali occorre accertare se l’intermediario abbia diligentemente adempiuto alle obbligazioni scaturenti dal contratto di negoziazione, dal Decreto Legislativo n. 24 febbraio 1998, n. 58 e dalla normativa secondaria – il riparto dell’onere della prova si atteggia nel senso che, dapprima, l’investitore ha l’onere di allegare l’inadempimento delle citate obbligazioni da parte dell’intermediario, nonché fornire la prova del danno e del nesso di causalità fra questo e l’inadempimento, anche sulla base di presunzioni; l’intermediario, a sua volta, avrà l’onere di provare l’avvenuto adempimento delle specifiche obbligazioni poste a suo carico, allegate come inadempiute dalla controparte, e, sotto il profilo soggettivo, di aver agito “con la specifica diligenza richiesta” (Cass. 17 febbraio 2009, n. 3793, al riguardo confermata da Cass. 29 ottobre 2010, n. 22147).

E’ proprio applicando il principio sull’onere della prova nella materia contrattuale enunciato dalle Sezioni unite (Cass., sez. un., 30 ottobre 2001, n. 13533) che l’investitore dovrà allegare l’inadempimento di quelle obbligazioni disciplinate dal t.u.f. e dalla normativa regolamentare, e dovrà fornire la prova del danno e del nesso di causalità tra questo e l’inadempimento.

In sostanza, nessuna norma esonera il cliente dall’onere di allegazione delle obbligazioni che lamenti essere rimaste inadempiute: il t.u.f. stabilisce che nei giudizi di risarcimento del danno l’intermediario deve fornire la prova di aver agito con la specifica diligenza richiestagli, ma l’inversione dell’onere della prova non attiene alla sussistenza del danno e al nesso di causalità, restando la dimostrazione di tali elementi onere dell’investitore.

Corte di Cassazione, Sezione Prima, Ordinanza n. 23450 del 26 ottobre 2020

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