La Corte d'appello, in qualità di giudice dell'esecuzione, ha disposto la revoca della sospensione condizionale della pena concessa a una condannata nel 2008 e divenuta definitiva ad aprile 2009. La decisione si fonda sull'avvenuta commissione di un nuovo reato durante il quinquennio di prova, iniziato nel 2014. La condannata ha impugnato il provvedimento sostenendo una diversa datazione del secondo fatto di reato, ma senza allegare prove che smentissero quanto accertato nel provvedimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, evidenziando che per accertare il nuovo crimine fa fede la contestazione ratificata nella sentenza e che il 2014 ricade nel quinquennio utile.
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