LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge n. 103 del 2017 — Sezione Settima Penale

Pagina 40 di 40

Altri anni per Legge n. 103 del 2017

Prescrizione reati ambientali: la guida della Cassazione
Un ricorso per trasporto illecito di rifiuti è stato dichiarato inammissibile. La Cassazione ha respinto la tesi della prescrizione del reato ambientale, chiarendo che, per i fatti del 2018, si applica la riforma Orlando. La prescrizione maturerà a fine 2025.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13489/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. Il caso verteva sul **concordato in appello**, un accordo tra le parti sulla pena. La Suprema Corte ha ribadito che, una volta raggiunto e formalizzato, tale accordo non può essere impugnato unilateralmente, salvo l'ipotesi di pena illegale, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
Continua »
Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
Un imputato, condannato per violazioni al Codice della Strada, ha presentato personalmente ricorso alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso per cassazione personale non è più consentito. È obbligatoria la sottoscrizione da parte di un difensore iscritto all'apposito albo speciale, senza che ciò violi il diritto europeo alla difesa.
Continua »
Concordato in appello: i limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di "concordato in appello". La Corte ha ribadito che, una volta raggiunto l'accordo processuale previsto dall'art. 599-bis c.p.p., non è possibile lamentare la mancata valutazione di cause di proscioglimento, in quanto tali motivi si intendono rinunciati. Il ricorso è ammesso solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo stesso.
Continua »
Ricorso patteggiamento: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento, ribadendo che i motivi di impugnazione sono strettamente limitati dalla legge. L'ordinanza chiarisce che la violazione di legge o il vizio di motivazione non rientrano più tra le ragioni valide per contestare una sentenza di applicazione della pena, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Prescrizione reato: quando si sospende il termine?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per molestie. L'ordinanza chiarisce aspetti fondamentali sulla prescrizione reato, confermando che il termine si allunga a causa di plurime sospensioni, incluse quelle per legittimo impedimento, emergenza Covid-19 e le nuove norme che bloccano i termini tra primo e secondo grado. La Corte ha inoltre ribadito che la costituzione di parte civile equivale a una querela.
Continua »
Ricorso patteggiamento: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 12092/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento. La decisione si fonda sul principio che l'appello contro una sentenza di applicazione della pena è consentito solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., tra i quali non rientrano la violazione di legge generica o il vizio di motivazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso patteggiamento: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento. La decisione si fonda sul fatto che i motivi del ricorso, relativi alla motivazione sulla qualificazione giuridica e alla congruità della pena, non rientrano più tra quelli tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen. dopo la riforma del 2017. L'ordinanza chiarisce che il ricorso patteggiamento è consentito solo per vizi specifici, come problemi nel consenso o l'illegalità della pena.
Continua »
Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12088/2024, dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento proposto per motivi non previsti dalla legge. La decisione ribadisce che, a seguito della riforma Orlando, l'impugnazione di una sentenza di applicazione della pena è consentita solo per vizi specifici e tassativi, escludendo censure generiche sulla motivazione o sulla valutazione dei fatti.
Continua »
Ricorso per cassazione avvocato: l’obbligo di firma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione poiché presentato personalmente dal condannato. La decisione si basa sulla legge 103/2017 che impone, a pena di inammissibilità, la firma di un avvocato iscritto all'albo speciale per questo tipo di impugnazioni. Il ricorrente è stato anche condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
Continua »
Ricorso patteggiamento: i motivi di inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, poiché i motivi addotti non rientrano nel novero tassativo previsto dall'art. 448, comma 2-bis c.p.p. La decisione chiarisce che il ricorso patteggiamento non può vertere sulla motivazione in ordine alla responsabilità, ma solo su vizi specifici come l'espressione della volontà o l'illegalità della pena.
Continua »
Ricorso tardivo: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario perché depositato oltre sei mesi dalla pubblicazione della sentenza impugnata. L'ordinanza chiarisce che la tardività del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, confermando l'importanza del rispetto dei termini perentori nel processo penale.
Continua »
Ricorso patteggiamento: i motivi di inammissibilità
Un imputato ha presentato ricorso contro una sentenza di patteggiamento, contestando la propria responsabilità e la pena applicata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il ricorso patteggiamento è consentito solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis c.p.p., tra i quali non rientrano contestazioni generiche sulla colpevolezza o sulla pena. L'appellante è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso per cassazione: l’obbligo di firma dell’avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un condannato. La decisione si basa sulla riforma introdotta dalla legge n. 103 del 2017, che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso Cassazione difensore: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla riforma introdotta con la legge n. 103/2017, che impone, a pena di inammissibilità, che ogni ricorso cassazione difensore sia sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso in Cassazione: i requisiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso in Cassazione perché proposto e sottoscritto personalmente dall'imputato. La decisione si fonda sull'articolo 613 del codice di procedura penale, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale della Corte. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati contro una sentenza di patteggiamento per reati di droga. La Corte ha ribadito che, dopo la riforma del 2017, il ricorso patteggiamento è consentito solo per un numero limitato di motivi, tra i quali non rientra la mancata valutazione di cause di proscioglimento. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso patteggiamento: i motivi di inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento, poiché i motivi presentati non rientravano nelle specifiche categorie previste dall'art. 448, comma 2-bis, del codice di procedura penale. La decisione sottolinea che, a seguito della riforma del 2017, l'impugnazione di una sentenza di applicazione pena su richiesta è consentita solo per vizi tassativamente indicati, come problemi nel consenso dell'imputato, errore nella qualificazione giuridica, illegalità della pena o difetto di correlazione. Un'impugnazione generica comporta l'inammissibilità e la condanna alle spese.
Continua »
Ricorso patteggiamento: i limiti dell’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento, poiché i motivi addotti, relativi alla responsabilità e alla particolare tenuità del fatto, non rientrano tra quelli tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. La decisione ribadisce che la scelta del patteggiamento limita fortemente le successive possibilità di impugnazione.
Continua »
Ricorso Cassazione Patteggiamento: limiti e motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza di patteggiamento. La ricorrente lamentava la mancata valutazione di cause di proscioglimento. La Corte ha chiarito che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso per cassazione patteggiamento è consentito solo per motivi tassativamente indicati, tra cui non rientra quello sollevato. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
Continua »