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Legge 69/2013

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Mediazione obbligatoria: quando si ritiene assolta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8050/2025, si è pronunciata su un caso di donazione contestata per incapacità del donante. Il punto cruciale della decisione riguarda la mediazione obbligatoria, stabilendo che il suo esperimento si considera avvenuto con la semplice comparizione delle parti al primo incontro, anche se queste rifiutano di proseguire. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la valutazione delle prove sull'incapacità del donante spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se la motivazione è coerente.
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Rimborso IVA agenzie viaggi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha negato il rimborso IVA a un'agenzia di viaggi statunitense, confermando che il regime speciale "base da base" previsto dall'art. 74-ter DPR 633/72 si applica a tutti i tour operator, anche non residenti nell'UE. Tale regime, che tassa il margine di profitto, esclude la possibilità di detrarre o chiedere a rimborso l'IVA pagata sui costi per i servizi turistici acquistati. La Corte ha sottolineato che l'onere di provare la vendita di singoli servizi, anziché pacchetti turistici, spetta al contribuente, cosa non avvenuta nel caso di specie.
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Rimborso IVA agenzie viaggi: la Cassazione decide
Un'agenzia di viaggi con sede all'estero si è vista negare una richiesta di rimborso IVA per l'anno 2010. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la decisione, chiarendo che il rimborso IVA per le agenzie di viaggi non è ammissibile quando si applica il regime speciale IVA (art. 74-ter DPR 633/72). Questo regime, che tassa il margine dell'agenzia, esclude la detrazione e il rimborso dell'imposta pagata sui servizi acquistati per i turisti. La Corte ha sottolineato che spetta alla società dimostrare di non agire come tour operator e di vendere solo servizi singoli, prova che in questo caso non è stata fornita in modo adeguato.
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Rimborso IVA agenzie di viaggio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha negato il rimborso IVA a un'agenzia di viaggi estera, confermando l'applicazione del regime speciale IVA (art. 74-ter, DPR 633/72). Tale regime, che non ammette detrazione o rimborso dell'imposta sugli acquisti, si applica ai tour operator che organizzano pacchetti turistici. La Corte ha ribadito che spetta al contribuente dimostrare di aver fornito servizi singoli e non pacchetti completi, onere che l'azienda non ha soddisfatto. La decisione sottolinea l'importanza della corretta qualificazione dell'attività ai fini del diritto al rimborso IVA agenzie di viaggio.
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Obblighi informativi banca: cosa dice la Cassazione
Un investitore ha citato in giudizio la propria banca, lamentando la mancata comunicazione del crollo di valore dei titoli posti a garanzia di un fido. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che in presenza di un semplice contratto di deposito e amministrazione titoli, gli obblighi informativi della banca non si estendono a un monitoraggio costante e a un'attività di consulenza sull'investimento, che sono invece tipici del diverso contratto di gestione patrimoniale. La decisione sottolinea la netta distinzione tra i due tipi di servizio e le relative responsabilità dell'intermediario.
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Contratto IRS: quando è nullo secondo la Cassazione
Una società manifatturiera ha citato in giudizio un istituto di credito per la nullità di un contratto IRS. Dopo decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: un contratto IRS è nullo se l'investitore non viene messo in condizione di conoscere preventivamente gli elementi essenziali per valutare il rischio (alea), come i criteri di calcolo del Mark to Market, gli scenari probabilistici e i costi impliciti. La mancata trasparenza su questi punti determina sia una nullità strutturale del contratto per indeterminatezza dell'oggetto, sia una violazione degli obblighi informativi della banca. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello e rinviato il caso per un nuovo esame.
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Obblighi informativi: la banca deve risarcire
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un istituto di credito al risarcimento dei danni a favore di alcuni risparmiatori per l'acquisto di obbligazioni ad alto rischio. La decisione si fonda sulla violazione degli obblighi informativi da parte della banca. Secondo la Corte, l'inadempimento informativo crea una presunzione legale del nesso di causalità con il danno subito dall'investitore, e la semplice propensione al rischio di quest'ultimo non è sufficiente a esonerare l'intermediario dalle sue responsabilità.
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Nuova costruzione e distanze: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un condominio, edificato in seguito a un sisma, che violava le distanze legali dalla proprietà confinante. I costruttori sostenevano si trattasse di una 'ricostruzione' soggetta a norme meno stringenti, ma la Corte ha qualificato l'intervento come 'nuova costruzione' a causa del significativo aumento di volume e altezza rispetto agli edifici preesistenti. Di conseguenza, ha confermato la decisione d'appello che imponeva l'arretramento dell'edificio per rispettare le distanze maggiori previste dal regolamento edilizio per le nuove costruzioni, rigettando tutti i motivi di ricorso.
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Usucapione PA: quando un Comune può usucapire?
Un Comune, dopo aver occupato per decenni un terreno di proprietà dello Stato e avervi costruito una scuola, ha chiesto di esserne dichiarato proprietario per usucapione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo un punto fondamentale sull'usucapione PA: se l'occupazione iniziale avviene sulla base di un atto amministrativo, si configura come mera detenzione e non come possesso. In assenza di un atto formale di 'interversione del possesso', ovvero un'azione che manifesti inequivocabilmente l'intenzione di possedere il bene come proprio contro la volontà del titolare, non possono maturare i termini per l'usucapione. La Corte ha inoltre confermato la condanna del Comune al risarcimento dei danni per l'occupazione illegittima.
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Qualifica dirigenziale: contano le mansioni, non la forma
La Corte di Cassazione ha stabilito che per il riconoscimento della qualifica dirigenziale contano le mansioni effettivamente svolte e non il riconoscimento formale da parte del datore di lavoro. In un caso riguardante un dipendente di un istituto bancario, la Corte ha confermato il suo diritto alla qualifica superiore e alle relative differenze retributive, basandosi sulla natura e complessità delle sue responsabilità. È stato inoltre chiarito che il termine di prescrizione per tali rivendicazioni non decorre in costanza di rapporto se la qualifica rivendicata non è assistita da stabilità reale.
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Giudice ausiliare: la Cassazione fa chiarezza
Una società contesta un debito per contributi previdenziali, sostenendo in Cassazione la nullità della sentenza d'appello a causa della presenza di un giudice ausiliare nel collegio. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la validità della decisione. Basandosi su una pronuncia della Corte Costituzionale, ha ribadito il principio di 'temporanea tollerabilità costituzionale' della figura del giudice ausiliare, a determinate condizioni. Gli altri motivi, relativi a prove e sanzioni, sono stati giudicati inammissibili.
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Concessione idroelettrica: la decisione della Cassazione
Una società ha impugnato l'assegnazione di una concessione idroelettrica a un concorrente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della procedura amministrativa seguita dalla Provincia. La sentenza chiarisce i limiti del sindacato giurisdizionale sulla discrezionalità tecnica della P.A. nella valutazione comparativa dei progetti, basata su criteri come il miglior utilizzo della risorsa idrica e l'impatto ambientale. Inoltre, ha negato il risarcimento del danno da ritardo procedurale, ribadendo la necessità di una prognosi favorevole sull'esito della richiesta.
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