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Legge 335/1995 — Anno 2024

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Altri anni per Legge 335/1995

Contributo solidarietà: illegittimo se senza legge
Un ente previdenziale per professionisti ha trattenuto un "contributo solidarietà" dalla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei giudici di merito, dichiarando la trattenuta illegittima. Secondo la Corte, un simile contributo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno dell'ente. L'autonomia regolamentare della cassa non si estende fino a poter imporre nuove tasse su trattamenti pensionistici già consolidati. La Corte ha inoltre ribadito che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati. La decisione ribadisce che le Casse non hanno il potere di introdurre prelievi di natura patrimoniale, in quanto tale facoltà è soggetta a riserva di legge e spetta unicamente al legislatore statale. Di conseguenza, le somme trattenute devono essere restituite al pensionato con gli interessi.
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Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che l'introduzione di tali prelievi patrimoniali è una prerogativa esclusiva dello Stato, coperta da riserva di legge, e non rientra nell'autonomia gestionale delle Casse professionali. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione decennale per le richieste di rimborso.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulle pensioni. La Corte ha stabilito che tale prelievo, non previsto dalla legge, viola la riserva di legge in materia di prestazioni patrimoniali. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione decennale per la restituzione delle somme indebitamente trattenute, con interessi decorrenti da ogni singolo prelievo.
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Gestione Separata: Cassazione su prescrizione e dolo
Un avvocato con reddito inferiore alla soglia minima ha contestato un avviso di addebito per contributi alla Gestione Separata. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 24195/2024, ha stabilito che la semplice omissione della compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non è sufficiente a provare l'occultamento doloso del debito e, quindi, non sospende automaticamente la prescrizione. La Corte ha confermato che l'obbligo di iscrizione dipende dall'abitualità dell'attività, ma ha cassato la sentenza d'appello per un'errata valutazione della prescrizione, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi INPS: quando decorre il termine
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24191/2024, ha chiarito importanti principi sulla prescrizione contributi INPS per i professionisti iscritti alla Gestione Separata. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione quinquennale decorre dalla data di scadenza legale per il pagamento dei contributi, non dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Inoltre, ha specificato che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione non costituisce automaticamente un occultamento doloso del debito, atto a sospendere la prescrizione, ma richiede una valutazione specifica del dolo da parte del giudice di merito.
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Gestione Separata avvocati: quando è obbligatoria
Un avvocato ha contestato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per un anno in cui il suo reddito era inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'obbligo per i professionisti iscritti ad albo non dipende dalla soglia di reddito, ma dal carattere di 'abitualità' dell'esercizio della professione. Tale abitualità può essere presunta da elementi come l'iscrizione all'albo e il possesso di partita IVA, rendendo l'iscrizione alla Gestione Separata avvocati un dovere anche con redditi bassi.
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Trattamento di fine servizio: la Cassazione decide
Un dipendente pubblico, riammesso in servizio presso la stessa amministrazione dopo un'interruzione, ha contestato il calcolo separato del suo TFR per i due periodi lavorativi. La Corte di Cassazione ha confermato che il rapporto di lavoro deve essere considerato unitario e, di conseguenza, il trattamento di fine servizio non può essere frazionato, ma va calcolato sull'intera anzianità di servizio maturata.
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Indennità premio di servizio: no a calcolo unitario
Un ex dirigente pubblico ha richiesto un calcolo unificato della sua indennità premio di servizio, sostenendo la continuità tra due contratti successivi con la stessa amministrazione regionale: uno a tempo indeterminato e uno a termine di diritto privato. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che la diversa natura giuridica dei due rapporti interrompe la continuità, legittimando il calcolo separato delle indennità da parte dell'Istituto di Previdenza.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24134/2024, ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando un principio consolidato in materia di prescrizione contributi Gestione separata. Il termine di prescrizione decorre dalla scadenza del termine per il pagamento dei contributi e non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. Quest'ultima, infatti, non costituisce presupposto del credito, ma una mera esternazione di scienza.
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Collaborazione coordinata: quando scatta l’obbligo?
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce i confini della collaborazione coordinata e continuativa. Anche un'attività intellettuale svolta per uno studio professionale può rientrare in questa categoria, con conseguente obbligo di versamento dei contributi previdenziali, se la prestazione è personale, continuativa, senza un'organizzazione di mezzi propria e con un vincolo di esclusività per il committente. La Corte ha rigettato il ricorso di uno studio, confermando che la valutazione della natura del rapporto si basa sulle concrete modalità di svolgimento e non sulla qualifica formale del prestatore.
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Prescrizione contributi INPS: la Cassazione decide
Una professionista ha contestato una richiesta di pagamento per contributi, sostenendo l'avvenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per la prescrizione contributi INPS, la semplice omissione della compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce automaticamente un occultamento doloso del debito e, di conseguenza, non sospende il termine di prescrizione. La decisione precedente è stata annullata.
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Prescrizione contributi: il termine decorre dal rinvio
Un professionista ha contestato una richiesta di pagamento dell'ente previdenziale, sostenendo l'avvenuta prescrizione dei contributi. Mentre i tribunali di merito gli avevano dato ragione, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. È stato chiarito che la proroga governativa dei termini di versamento, che sposta l'inizio del calcolo della prescrizione contributi, si applica a tutti i professionisti operanti in settori con studi di settore, anche se personalmente aderiscono a un regime fiscale diverso come quello dei minimi. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà applicato da una Cassa di previdenza privata sulla pensione di una professionista. La Corte ha stabilito che tali prelievi, essendo prestazioni patrimoniali, possono essere introdotti solo dalla legge (riserva di legge) e non dall'autonomia regolamentare dell'ente. Inoltre, ha confermato che il diritto al rimborso delle somme trattenute si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Sanzioni Gestione Separata: la Cassazione decide
Una professionista si oppone a una richiesta di contributi e sanzioni da parte dell'ente previdenziale per l'iscrizione alla Gestione Separata. La Corte di Cassazione, pur confermando l'obbligo contributivo, ha annullato le sanzioni gestione separata per l'anno 2009. La decisione si fonda su una sentenza della Corte Costituzionale che tutela il legittimo affidamento del professionista riguardo all'incertezza normativa del passato.
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Prescrizione decennale pensioni: la Cassazione decide
Un professionista ha richiesto la riliquidazione della propria pensione. La Cassa di previdenza si è opposta, invocando un termine di prescrizione quinquennale per gli arretrati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Cassa, confermando l'orientamento consolidato secondo cui, in caso di contestazione sull'ammontare del trattamento pensionistico, si applica la prescrizione decennale ordinaria e non quella breve. La Corte ha inoltre ribadito che le modifiche peggiorative ai regolamenti delle Casse privatizzate non possono avere effetto retroattivo su pensioni maturate prima del 1° gennaio 2007.
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Iscrizione gestione separata: quando è obbligatoria?
La Cassazione conferma che per l'obbligo di iscrizione gestione separata è cruciale l'esercizio abituale dell'attività. Un reddito sotto i 5.000 euro e la mancanza di prove sulla continuità escludono l'obbligo per una professionista, anche se iscritta all'albo.
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Responsabilità ente previdenziale: la guida completa
Un professionista ha ricevuto informazioni errate dal proprio ente di previdenza, che lo hanno indotto a posticipare la domanda di pensionamento di un mese, subendo un notevole danno economico. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'ente, qualificando la sua condotta come illecito extracontrattuale. Questa decisione sottolinea la responsabilità dell'ente previdenziale nel fornire pareri corretti e affidabili ai propri iscritti.
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Assegno sociale: spetta anche con rinuncia al mantenimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22833/2024, ha stabilito che la rinuncia all'assegno di mantenimento in sede di separazione consensuale non preclude il diritto a percepire l'assegno sociale. Il requisito fondamentale è lo stato di bisogno effettivo, basato sui redditi realmente percepiti e non su quelli potenziali a cui si è rinunciato. La Corte ha cassato la decisione dei giudici di merito che avevano negato il beneficio, affermando che la legge non richiede che lo stato di bisogno sia 'incolpevole'.
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Prescrizione contributi: il termine decorre da scadenza
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito riguardante la prescrizione contributi previdenziali. Ha stabilito che il termine di prescrizione quinquennale inizia a decorrere dalla data di scadenza legale per il pagamento, comprese eventuali proroghe ufficiali. Di conseguenza, un avviso di pagamento inviato poco prima della fine del quinquennio, calcolato dalla data di scadenza prorogata, è stato ritenuto tempestivo e idoneo a interrompere la prescrizione, ribaltando la precedente dichiarazione di estinzione del debito.
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