La Corte di Cassazione ha confermato che l'esposizione di striscioni con il logo di un'azienda all'interno di un centro sportivo costituisce un messaggio promozionale e, pertanto, è soggetta all'imposta sulla pubblicità. Secondo i giudici, l'uso di un marchio su un oggetto, come un frangivento, supera la semplice funzione identificativa quando è idoneo a influenzare le scelte dei consumatori. La Corte ha inoltre chiarito che l'esenzione fiscale prevista per le associazioni sportive dilettantistiche non si estende alla pubblicità effettuata per conto di soggetti terzi con finalità commerciali. Di conseguenza, l'avviso di accertamento emesso dall'ente di riscossione è stato ritenuto legittimo e l'azienda produttrice è stata condannata al pagamento dell'imposta.
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