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Legge 241/1990 — Sezione Settima Penale

Altri anni per Legge 241/1990

Falsa attestazione nella SCIA: condanna confermata dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale nei confronti di un esercente per il reato di falsa attestazione nella SCIA. L'imputato aveva dichiarato falsamente alla pubblica amministrazione che i locali della propria attività commerciale non si trovavano all'interno di un condominio. Inoltre, l'imprenditore aveva sottoscritto la pratica con la firma falsa della sorella. I giudici supremi hanno ribadito che l'apposizione di una firma apocrifa non esclude la responsabilità penale per le dichiarazioni non veritiere contenute nella segnalazione. La Corte ha altresì dichiarato inammissibile il ricorso a causa della riproposizione di motivi già respinti in appello e per la tardiva richiesta dell'esimente per particolare tenuità del fatto, condannando il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Sanzione al detenuto: comunicazione valida anche senza motivazione
Un detenuto ha ricevuto una sanzione disciplinare e ha contestato la sua validità. Sosteneva che la comunicazione del provvedimento fosse illegittima perché non conteneva le motivazioni della decisione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici hanno stabilito un principio importante: la legge distingue tra il provvedimento (che deve essere motivato) e la sua comunicazione. La semplice comunicazione della sanzione disciplinare al detenuto è valida anche senza le motivazioni allegate. Il diritto di difesa è comunque garantito, perché il detenuto può accedere alla motivazione completa in un secondo momento per poterla impugnare. L'appello è stato quindi dichiarato inammissibile.
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