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Legge 197/2022

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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop della Cassazione
Una società ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'indebita detrazione IVA per oltre 24 milioni di euro, derivante dall'acquisto di un centro commerciale. Dopo che la Commissione Tributaria Regionale ha riconosciuto il diritto alla detrazione escludendo l'abuso del diritto, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società contribuente ha presentato istanza di sospensione per avvalersi della definizione agevolata delle liti tributarie, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e dei requisiti di legge, ha disposto la sospensione del processo e il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a una società di gestione interportuale riguardante la deducibilità dei costi di acquisto di un centro commerciale. Durante il giudizio di Cassazione, la società contribuente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alla causa
Una società di scommesse estera ha impugnato l'avviso di accertamento per il mancato versamento dell'imposta unica erariale del 2011, dovuta per l'attività di raccolta scommesse gestita da un intermediario locale. Durante il giudizio in Cassazione, caratterizzato anche da questioni di litisconsorzio necessario con l'intermediario, la società ha presentato istanza per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle controversie: bloccata la Cassazione
Una società contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per tributi dell'anno 2000, ottenendo ragione sia in primo che in secondo grado contro l'Amministrazione Finanziaria. Quest'ultima ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie, ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei presupposti di legge (ovvero la doppia vittoria della società nei precedenti gradi di merito), ha accolto l'istanza. Di conseguenza, i giudici hanno disposto la sospensione del giudizio fino al 10 ottobre 2023, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop al fisco in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha richiesto il pagamento dell'IVA su contributi regionali ricevuti da una società partecipata, ritenendoli corrispettivi per servizi di distacco del personale. Dopo le decisioni favorevoli alla società nei primi due gradi di giudizio, l'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha presentato istanza per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo e il rinvio a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite con il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro La Contribuente, contestando l'IVA su una fattura per la vendita di macchinari ritenuta relativa a un'operazione oggettivamente inesistente. Dopo la decisione favorevole alla contribuente in appello, l'ufficio finanziario ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, La Contribuente ha presentato istanza per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie. La Corte di Cassazione ha preso atto della richiesta e ha disposto la sospensione del processo, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle controversie: stop al Fisco
Una società di gestione immobiliare riceve un avviso di accertamento per presunte operazioni fraudolente di compravendita e leasing finalizzate a ottenere indebiti vantaggi fiscali su IRES, IRAP e IVA. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia giunge dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, la società contribuente presenta formale istanza per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, ai sensi della Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022). Verificata la sussistenza di tutti i requisiti di legge, la Suprema Corte accoglie la richiesta della contribuente, disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo, in attesa del perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Sospensione del processo tributario: tregua sui costi inesistenti
Un imprenditore individuale impugnava un avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate disconosceva i costi per operazioni ritenute inesistenti. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la Commissione Tributaria Regionale dava ragione al Fisco. Il contribuente ricorreva quindi in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il ricorrente presentava istanza per avvalersi della definizione agevolata delle liti pendenti. La Suprema Corte, preso atto della richiesta formulata ai sensi della legge di bilancio per il 2023, ha disposto la sospensione del processo tributario e il rinvio della causa a nuovo ruolo, in attesa del perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop al fisco
Il Socio di una società di persone cessata ha impugnato una cartella di pagamento per debiti IVA e IRAP societari. Dopo la decisione sfavorevole della Commissione Tributaria Regionale, che ha confermato la sua responsabilità solidale e l'inutilità di aggredire preventivamente una società ormai priva di beni, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il ricorrente ha presentato istanza per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificati i presupposti di legge, ha accolto la richiesta disponendo la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop
Un socio accomandatario di una società di persone impugnava una cartella di pagamento per debiti IVA e IRAP della società ormai cessata. Dopo la decisione sfavorevole del giudice d'appello, il contribuente proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il ricorrente presentava istanza per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei presupposti di legge, ha accolto la richiesta disponendo la sospensione del processo e il rinvio a nuovo ruolo della causa per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alla pretesa IVA
L'Agenzia delle Entrate ha recuperato a tassazione l'IVA sui contributi erogati dalla Regione Siciliana a favore di una società partecipata, ritenendoli corrispettivi per il distacco di personale. La società ha impugnato gli atti, ottenendo ragione nei primi due gradi di giudizio, dove i giudici hanno qualificato le somme come finanziamenti pubblici esenti da IVA. Pendente il ricorso in Cassazione, la società ha presentato istanza per accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, riscontrando la regolarità della richiesta, ha accolto l'istanza e ha disposto la sospensione del processo in attesa del perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Sospensione del giudizio tributario: stop alla lite per la pace fiscale
Una società riceveva avvisi di accertamento per IRES, IRAP e IVA relativi a operazioni immobiliari ritenute elusive dal Fisco. Dopo i primi gradi di giudizio, la controversia giungeva in Cassazione. La società presentava istanza di sospensione del giudizio tributario per accedere alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificati i presupposti di legge, ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo e il rinvio a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della pace fiscale.
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Sospensione del giudizio tributario: l’azienda ferma il Fisco
L'Agenzia delle Dogane ha emesso un avviso di pagamento per accise contro un'azienda, contestando eccedenze di carburante. Dopo alterne decisioni nei gradi di merito, la controversia è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, l'azienda ha richiesto la definizione agevolata della lite pendente ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha quindi disposto la sospensione del giudizio tributario per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma il Fisco sulle sanzioni
Una società contribuente ha impugnato un atto sanzionatorio emesso dall'Agenzia delle Dogane, collegato a un precedente accertamento tributario ormai definitivo. Dopo alterne vicende giudiziarie, l'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha richiesto la sospensione del processo dichiarando di volersi avvalere della definizione agevolata delle liti pendenti, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei presupposti di legge, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop liti
L'Agenzia delle Dogane ha contestato a una società importatrice e ai suoi spedizionieri il mancato inserimento dei diritti di licenza nel valore delle merci importate, irrogando sanzioni. Durante il giudizio in Cassazione, le società hanno richiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, rilevando la sussistenza dei presupposti di legge, e ha disposto la sospensione del giudizio con rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Rinuncia al ricorso: niente raddoppio del contributo unificato
Un contribuente ha presentato ricorso per revocazione contro una decisione sfavorevole in materia di IVA. Successivamente, ha depositato una formale rinuncia al ricorso per poter aderire alla definizione agevolata delle liti tributarie. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. I giudici hanno chiarito che la rinuncia al ricorso non comporta l'obbligo di pagare il raddoppio del contributo unificato. Questa sanzione si applica infatti solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione, e non può essere estesa per analogia alla rinuncia volontaria.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: inammissibile ma senza sanzioni
Il Contribuente ha aderito alla definizione agevolata dei carichi esattoriali e ha presentato un atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Tuttavia, l'atto non è stato notificato alla controparte come richiesto dalla legge. La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancanza di notifica impedisce l'estinzione formale del processo, ma determina comunque l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, compensato le spese e stabilito che non è dovuto il doppio contributo unificato, poiché l'inammissibilità è sopravvenuta a causa dell'adesione alla sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: stop alla lite tra fisco e contribuente
Una società attiva nella depurazione delle acque impugna un accertamento IVA per violazione del contraddittorio preventivo. L'Agenzia delle Entrate ricorre in Cassazione contro la decisione favorevole al contribuente. Durante il giudizio di legittimità, la società chiede di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla legge di bilancio. La Corte di Cassazione accoglie l'istanza e dispone la sospensione del processo tributario per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alla cartella IVA
Una società contribuente ha impugnato una cartella di pagamento da oltre 15.000 euro per il ritardo nella presentazione della dichiarazione IVA 2015. Dopo i rifiuti dei giudici di merito, la società ha fatto ricorso in Cassazione. Successivamente, la ricorrente ha chiesto la definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge di Bilancio 2023, rinunciando provvisoriamente al giudizio e chiedendone la sospensione. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale tramite il pagamento delle somme dovute.
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Sospensione del giudizio tributario: tregua tra cittadino e Fisco
Il Contribuente ha presentato ricorso in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate per una controversia fiscale. Successivamente, il Contribuente ha depositato un'istanza chiedendo la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti, prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta e ha disposto la sospensione del giudizio tributario, consentendo così alle parti di perfezionare la procedura di tregua fiscale senza il rischio di una pronuncia definitiva nel frattempo.
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