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Legge 137/2020 — Sezione Sesta Penale

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Altri anni per Legge 137/2020

Pene sostitutive: richiesta necessaria in appello
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La richiesta di pene sostitutive, introdotte dalla Riforma Cartabia, deve essere espressamente formulata in appello e non è automatica. Inoltre, il semplice rientro a casa non integra l'attenuante speciale prevista per chi si consegna alle autorità.
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Decesso difensore: che succede al processo penale?
La Cassazione ha respinto il ricorso di un imputato condannato per spaccio, il cui processo d'appello si è tenuto dopo il decesso del difensore. La Corte ha stabilito che, se la notifica dell'udienza è avvenuta prima della morte, spetta all'imputato comunicare il decesso difensore al giudice, altrimenti il processo è valido. Inammissibile la censura sulla destinazione della droga, considerata tentativo di rivalutare i fatti.
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Richiesta trattazione orale: sentenza nulla se negata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte di Appello poiché il giudizio di secondo grado si era svolto senza la partecipazione del difensore, nonostante quest'ultimo avesse presentato una formale richiesta di trattazione orale. Secondo la Suprema Corte, ignorare tale istanza, prevista dalla normativa emergenziale Covid-19, determina una nullità assoluta e insanabile per violazione del diritto di difesa, imponendo la celebrazione di un nuovo processo d'appello.
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Particolare tenuità del fatto: no se c’è evasione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per evasione. Negata la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa dei precedenti penali e dell'assenza di valide giustificazioni per l'allontanamento.
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Vizio di motivazione: sentenza annullata dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una sentenza di condanna per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. La decisione è fondata sul vizio di motivazione del provvedimento della Corte d'Appello, la quale non ha adeguatamente analizzato le palesi contraddizioni nelle testimonianze degli agenti, in particolare riguardo le cause delle lesioni subite sia dall'imputato che da uno degli operanti. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice di secondo grado ha l'obbligo di fornire una risposta specifica e puntuale alle doglianze sollevate con l'atto di appello, non potendosi limitare a formule generiche.
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