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Legge 13 dicembre 2010 n. 220, art. 1, comma 66

Imposta Unica Scommesse: Operatore Estero Soccombe, Fisco Confermato
Un operatore di scommesse ha contestato un avviso di accertamento per l'Imposta unica sulle scommesse per l'anno 2011. L'operatore sosteneva la mancata traduzione dell'atto in inglese e la discriminazione tra bookmakers nazionali ed esteri. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che la nullità per mancata traduzione è sanata se l'atto ha raggiunto il suo scopo. Ha confermato che l'Imposta unica sulle scommesse si applica a tutti gli operatori che raccolgono scommesse in Italia, senza discriminazioni, e che l'imposta non contrasta con la normativa europea sull'IVA.
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Soggettività passiva bookmaker: imposta dovuta, sanzioni annullate
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un Operatore di scommesse estero, contestato dall'Amministrazione Fiscale per l'omesso versamento dell'imposta unica sulle scommesse raccolte in Italia nel 2010. L'Operatore ha eccepito la propria non soggettività passiva bookmaker e l'illegittimità delle sanzioni. La Suprema Corte ha confermato la sua responsabilità fiscale, ribadendo che l'imposta è dovuta anche da operatori senza concessione. Tuttavia, ha annullato le sanzioni, riconoscendo l'obiettiva incertezza normativa esistente prima della legge interpretativa del 2010 sulla soggettività passiva. L'Operatore deve pagare l'imposta, ma non le relative penalità.
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Imposta Unica Scommesse: Bookmaker estero paga in Italia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 20608/2024, ha stabilito che un bookmaker estero operante in Italia tramite centri di trasmissione dati è tenuto al pagamento dell'Imposta Unica Scommesse. La Corte ha rigettato le tesi sulla presunta incompatibilità con il diritto UE, confermando che il presupposto del tributo è la raccolta del gioco sul territorio nazionale. Per gli anni antecedenti al 2011, la responsabilità fiscale ricade esclusivamente sul bookmaker, anche se la ricevitoria locale non è considerata coobbligata.
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Imposta unica scommesse: chi paga tra bookmaker e CTD?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un bookmaker estero, operante in Italia tramite centri trasmissione dati (CTD) senza concessione, è tenuto al pagamento dell'imposta unica scommesse anche per gli anni antecedenti al 2011. La sentenza chiarisce che la pronuncia della Corte Costituzionale n. 27/2018 esonera dalla responsabilità solo i CTD, ma non il bookmaker, che rimane soggetto passivo dell'imposta.
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Imposta Unica Scommesse: Cassazione conferma la tassa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un bookmaker estero contro l'Agenzia delle Dogane, confermando la legittimità dell'imposta unica sulle scommesse per gli anni 2012-2013. La Corte ha stabilito che la normativa italiana non viola il diritto UE, non è discriminatoria e giustifica la tassazione per tutelare l'ordine pubblico e i consumatori, affermando la piena responsabilità solidale del bookmaker estero.
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