La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un Operatore di scommesse estero, contestato dall'Amministrazione Fiscale per l'omesso versamento dell'imposta unica sulle scommesse raccolte in Italia nel 2010. L'Operatore ha eccepito la propria non soggettività passiva bookmaker e l'illegittimità delle sanzioni. La Suprema Corte ha confermato la sua responsabilità fiscale, ribadendo che l'imposta è dovuta anche da operatori senza concessione. Tuttavia, ha annullato le sanzioni, riconoscendo l'obiettiva incertezza normativa esistente prima della legge interpretativa del 2010 sulla soggettività passiva. L'Operatore deve pagare l'imposta, ma non le relative penalità.
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