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Legge 119/2018

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Definizione agevolata: il pagamento a rate sospende la Cassazione
La Società Contribuente ha impugnato un estratto di ruolo e la relativa cartella esattoriale per imposte comunali non pagate. Dopo le decisioni sfavorevoli dei giudici di merito, la Società ha proposto ricorso in Cassazione. Nel corso del giudizio, la Società ha aderito alla definizione agevolata, pagando il debito a rate e chiedendo la cessazione della materia del contendere. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rimesso la causa sul ruolo e ha concesso al Comune un termine di novanta giorni per verificare l'avvenuto pagamento e confermare la fine della controversia.
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Definizione agevolata delle controversie: i soci battono il fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a due fratelli soci un ingente finanziamento infruttifero a favore della propria società, ritenendolo sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. I contribuenti si sono difesi sostenendo che le somme provenivano da prestiti di parenti e amici. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, i contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata delle controversie ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando la prima rata. Poiché l'ente impositore non ha notificato alcun diniego nei termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, i contribuenti vincono la causa evitando il recupero fiscale originario, e le spese di lite restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: quando la cartella batte il fisco
Il Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato sulla dichiarazione della moglie, lamentando la mancata notifica di un precedente avviso di accertamento. L'Amministrazione Finanziaria ha negato l'accesso alla definizione agevolata, ritenendo la cartella un mero atto di riscossione e non un atto impositivo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Contribuente. I giudici hanno stabilito che la cartella di pagamento, quando rappresenta il primo atto con cui il cittadino viene a conoscenza della pretesa fiscale, assume natura di atto impositivo. Di conseguenza, la controversia rientra pienamente nell'ambito della definizione agevolata. La Suprema Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello e dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere.
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Definizione agevolata cartella di pagamento: sì della Cassazione
Il Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento emessa a seguito di un controllo automatizzato sulla dichiarazione dei redditi della moglie. L'Amministrazione Finanziaria ha negato la definizione agevolata cartella di pagamento, sostenendo che l'atto fosse di mera riscossione e non impositivo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Contribuente. I giudici hanno stabilito che la cartella, se costituisce il primo atto con cui il fisco comunica una pretesa tributaria, ha natura impositiva e consente l'accesso alla sanatoria. La sentenza impugnata è stata cassata senza rinvio, dichiarando l'estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e la lite si estingue
Una società e le sue due socie hanno impugnato alcuni avvisi di accertamento emessi dall'Agenzia delle Entrate per il recupero di imposte relative all'anno 2003. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, la società e una delle socie hanno presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento delle somme dovute. La seconda socia non ha presentato domanda poiché il suo reddito personale non era stato effettivamente rideterminato. La Corte di Cassazione ha preso atto del perfezionamento della sanatoria fiscale e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono state poste a carico delle parti che le hanno anticipate, senza applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinta la lite tra fisco e contribuente
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento emesso dal fisco per IVA e altre imposte relative all'anno 1995, calcolate tramite ricostruzione induttiva dei ricavi. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento della prima rata. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro il termine di legge del 31 dicembre 2020, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Presunzione di distribuzione utili: vince il socio estraneo
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso avvisi di accertamento contro Il Socio di una società a ristretta base partecipativa, applicando la presunzione di distribuzione utili non dichiarati. Il Socio ha contestato l'atto, sostenendo la propria totale estraneità alla gestione aziendale, in quanto la quota gli era stata intestata solo formalmente dal padre. Per l'anno 2006 la lite si è estinta grazie alla definizione agevolata. Per l'anno 2007, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente. I giudici hanno stabilito che il giudicato esterno relativo ad altre annualità, che accertava l'assoluta estraneità del socio alla gestione fin dalla costituzione della società, impedisce l'applicazione della presunzione di distribuzione utili. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato definitivamente l'accertamento fiscale per l'anno 2007.
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Sanzioni doganali e definizione agevolata: la causa si estingue
L'Agenzia delle Dogane ha sanzionato un Consorzio per un'errata indicazione dell'origine e della classificazione doganale di lampade a risparmio energetico importate. Dopo che i giudici di merito hanno escluso la colpa del contribuente, l'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il Consorzio ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del d.l. n. 119/2018, provvedendo al pagamento di quanto dovuto per estinguere la cartella di pagamento collegata all'atto sanzionatorio. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: stop alla lite e niente doppie spese
Una società di gestione portuale ha impugnato un avviso di accertamento per maggiori ricavi relativi a IRPEG, IRAP e IVA. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie, pagando la prima rata. L'Agenzia delle Entrate ha quindi emesso un provvedimento di sgravio, confermando la regolarità della procedura. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Le spese giudiziarie sono rimaste a carico di chi le ha anticipate e la Corte ha escluso l'obbligo di versare il doppio contributo unificato, poiché l'estinzione deriva dalla definizione agevolata.
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Definizione agevolata contro Fisco: la Cassazione estingue la lite
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento IRPEF nei confronti di un contribuente. Dopo le decisioni favorevoli al contribuente nei primi due gradi di giudizio, l'ente pubblico ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge numero 119 del 2018, provvedendo al pagamento di quanto dovuto. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro il termine stabilito del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la causa col fisco
Una società contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento emessi dall'Amministrazione Finanziaria per il recupero dell'IVA su fatture ritenute soggettivamente inesistenti. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del D.L. n. 119/2018, pagando integralmente quanto dovuto per estinguere il debito. La Corte di Cassazione, rilevata la necessità di verificare la regolarità della sanatoria e la conseguente estinzione della pretesa tributaria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, ordinando all'Amministrazione Finanziaria di fornire chiarimenti entro sessanta giorni.
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Definizione agevolata: il Fisco si ferma e la lite si estingue
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva dichiarato inammissibile il suo appello contro l'annullamento di un avviso di accertamento emesso nei confronti di un contribuente. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento di quanto dovuto. Di conseguenza, sia l'amministrazione finanziaria sia il contribuente hanno richiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: stop alla lite fiscale in Cassazione
Il Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per IRPEF, IRAP e IVA. Durante il giudizio in Cassazione, ha scelto di aderire alla definizione agevolata, pagando il dovuto per estinguere il debito. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il pagamento. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la Cassazione smentisce il diniego del Fisco
Una società riceve un preavviso di iscrizione ipotecaria basato su una cartella di pagamento mai notificata prima. Durante la causa, la società chiede la definizione agevolata della lite. L'Agenzia delle Entrate rifiuta la sanatoria, sostenendo che l'atto impugnato sia un semplice atto di riscossione e non un atto impositivo. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della società, stabilendo che la cartella emessa a seguito di controllo automatizzato rappresenta il primo atto con cui il Fisco comunica la pretesa tributaria. Di conseguenza, la controversia rientra pienamente tra quelle sanabili tramite definizione agevolata. La Corte dichiara quindi l'estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop al contenzioso
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'impresa individuale un maggior reddito imponibile ai fini Irpef, Irap e Iva. I giudici di merito hanno annullato l'accertamento per violazione del contraddittorio preventivo. L'Ufficio ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, gli eredi del contribuente hanno aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando gli importi dovuti. L'Amministrazione finanziaria ha quindi confermato il perfezionamento della procedura e ha chiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, confermando che la pace fiscale estingue il debito tributario e chiude definitivamente la controversia senza condanna alle spese.
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Rimborso parziale credito IVA: il silenzio fa perdere il diritto
Una società immobiliare ha richiesto il rimborso di un credito d'imposta. L'Amministrazione Finanziaria ha versato solo una parte della somma richiesta tramite bonifico, senza fornire ulteriori spiegazioni. La società non ha impugnato questo pagamento parziale, ma ha presentato successivi solleciti e poi ha fatto ricorso contro il silenzio-rifiuto dell'ufficio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società. I giudici hanno chiarito che il rimborso parziale credito IVA costituisce un rifiuto implicito per la parte non pagata. Di conseguenza, questo provvedimento doveva essere impugnato entro il termine tassativo di sessanta giorni dal pagamento. I solleciti successivi non riaprono i termini per fare ricorso, rendendo definitivo il diniego originario.
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Definizione agevolata delle liti: stop alla causa col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava un avviso di accertamento IRES emesso contro una Società. Durante il giudizio di Cassazione, la Società ha dimostrato di aver sanato la pendenza fiscale usufruendo della definizione agevolata delle liti prevista dalla legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese di giudizio rimangano a carico di chi le ha anticipate. Vince la Società che vede chiudersi definitivamente la controversia tributaria.
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Integrazione del contraddittorio: il Fisco sbaglia erede e si ferma
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento per maggiori redditi nei confronti di una società di persone e dei suoi soci, basandosi su presunte incongruenze nei prezzi di vendita di alcuni immobili. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia è giunta in Cassazione. La Suprema Corte ha rilevato che uno dei giudizi riguardava gli eredi di una socia defunta, ma solo uno di essi era stato chiamato in causa nel ricorso principale. Trattandosi di una causa che richiede la partecipazione di tutte le parti originarie, la Corte ha ordinato l'integrazione del contraddittorio nei confronti dell'erede escluso. Di conseguenza, i giudizi sono stati riuniti e il processo è stato rinviato per consentire la regolare citazione di tutte le parti necessarie.
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Fisco contro imprese: la definizione agevolata estingue la lite
L'Amministrazione Finanziaria aveva emesso avvisi di accertamento per l'anno 2004 nei confronti di una Società Controllata e della sua Società Controllante, legate da un regime di tassazione di gruppo. Le società hanno impugnato gli atti, ottenendo ragione nei primi gradi di giudizio. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, le contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando le somme dovute. La Corte di Cassazione ha preso atto del perfezionamento della sanatoria, rilevando che la definizione agevolata operata dalla controllata estende i suoi effetti benefici anche alla controllante coobbligata. Non essendo intervenuto alcun diniego dal Fisco né alcuna istanza di trattazione, la Corte ha dichiarato l'estinzione dei processi riuniti, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: ammessa la cartella
L'Azienda riceveva una cartella di pagamento dall'Agenzia delle Entrate che disconosceva un credito IVA poiché la dichiarazione era stata inviata per posta anziché telematicamente. Durante la causa, l'Azienda chiedeva la definizione agevolata delle liti fiscali (condono), ma il Fisco la negava sostenendo che la cartella, derivando da controllo automatizzato, non fosse un "atto impositivo" condonabile. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Azienda, stabilendo che la cartella di pagamento costituisce un atto impositivo impugnabile e condonabile se rappresenta il primo e unico atto con cui il Fisco comunica la pretesa al contribuente. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato il diniego e dichiarato estinto il processo sulla cartella di pagamento.
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