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D.P.R. 917/1986

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Litisconsorzio necessario: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14521/2024, ha ribadito il principio del litisconsorzio necessario nei processi tributari che coinvolgono società di persone e i loro soci. La Corte ha annullato le sentenze di merito perché i giudizi relativi all'accertamento del reddito della società e dei singoli soci non si erano svolti in un unico contesto processuale, violando il diritto al contraddittorio. Il caso è stato rinviato al primo grado per un nuovo giudizio che includa tutte le parti necessarie.
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Assegno ad personam: la guida alla riassorbibilità
Un ex dipendente delle ferrovie, trasferito a un ente previdenziale, ha richiesto il controvalore di un benefit di viaggio. Una precedente sentenza aveva già riconosciuto il suo diritto. La Corte di Cassazione ha stabilito che il calcolo del valore deve rispettare i criteri fissati dalla precedente sentenza (giudicato), ma ha anche chiarito che la somma risultante, qualificata come assegno ad personam, è soggetta a riassorbimento con i futuri aumenti stipendiali, affermando un principio generale per il pubblico impiego.
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Assegno ad personam: la Cassazione e la riassorbibilità
In un caso riguardante un ex dipendente delle ferrovie trasferito al settore pubblico, la Corte di Cassazione ha stabilito due principi chiave. In primo luogo, l'assegno ad personam, concesso per mantenere il livello retributivo precedente, è di norma riassorbibile nei futuri aumenti stipendiali. In secondo luogo, se una precedente sentenza definitiva (giudicato) ha già stabilito i criteri per calcolare un'indennità, il giudice successivo non può discostarsene, garantendo così la certezza del diritto.
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Assegno ad personam: riassorbimento e calcolo
Un ex dipendente delle Ferrovie dello Stato, trasferito a un ente previdenziale, ha rivendicato il controvalore economico di un benefit di viaggio perso. La Corte di Cassazione ha stabilito che il calcolo deve basarsi su un precedente giudicato che indicava uno specifico prontuario prezzi. Ha inoltre affermato il principio generale secondo cui l'assegno ad personam risultante è riassorbibile nei futuri aumenti stipendiali, riformando la decisione della Corte d'Appello.
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Iscrizione ruolo straordinario: no alla sospensione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14373/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di riscossione: la sospensione dei termini derivante da un'istanza di accertamento con adesione non si applica all'iscrizione a ruolo straordinario. Quest'ultima, motivata dal fondato pericolo per la riscossione del credito (come in caso di fallimento), ha un'origine autonoma e non è legata alla pendenza di un giudizio. Pertanto, l'Amministrazione finanziaria può legittimamente procedere alla riscossione coattiva nonostante la presentazione dell'istanza.
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Costi di sponsorizzazione: quando sono indeducibili?
Una società del settore metalmeccanico si è vista negare la deducibilità di ingenti costi di sponsorizzazione sportiva. La Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo le spese sproporzionate e anti-economiche, e quindi non inerenti all'attività d'impresa. La Corte ha stabilito che la palese irragionevolezza economica di un costo ne compromette la deducibilità fiscale.
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Donazione modale: pagamenti deducibili, lo dice la Cass.
La Corte di Cassazione ha stabilito che i pagamenti periodici effettuati da un contribuente per adempiere a un onere previsto in una donazione modale sono deducibili dal reddito. Il caso riguardava una donataria di un'azienda-farmacia, obbligata a versare somme al fratello. L'Agenzia Fiscale aveva negato la deducibilità, ma la Corte ha rigettato il ricorso, affermando che tali esborsi, se predeterminati e con carattere di periodicità, rientrano tra gli oneri deducibili ai sensi della normativa fiscale, anche se non costituiscono una rendita vitalizia. La Corte ha anche chiarito aspetti processuali, escludendo il litisconsorzio necessario tra l'ente impositore e l'agente della riscossione quando la contestazione riguarda il merito della pretesa tributaria.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario relativo a cartelle di pagamento per IVA, IRES e IRAP. La decisione non entra nel merito della controversia, ma prende atto della cessazione della materia del contendere a seguito dell'adesione della società contribuente alla definizione agevolata (c.d. 'rottamazione-ter'). Tale adesione comporta, per legge, la rinuncia al ricorso pendente.
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Reddito d’impresa: abitualità batte organizzazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13893/2024, ha stabilito che un'attività di intermediazione, se svolta con abitualità, genera reddito d'impresa ai fini fiscali, anche in assenza di una vera e propria organizzazione aziendale. Il caso riguardava una contribuente che operava come procacciatrice d'affari e che sosteneva di non dover essere tassata come impresa per la mancanza del requisito organizzativo. La Corte ha chiarito che, per le attività commerciali specificate nell'art. 2195 c.c., la normativa fiscale richiede solo la professionalità e l'abitualità, a differenza di quella civilistica.
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Scissione societaria e debiti fiscali: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13861/2024, ha stabilito che in caso di scissione societaria e debiti fiscali, la società beneficiaria risponde in solido e illimitatamente per le obbligazioni tributarie della società scissa sorte in periodi d'imposta anteriori all'operazione. Tale responsabilità sussiste anche se l'accertamento fiscale e l'iscrizione a ruolo avvengono dopo la data della scissione. Il momento rilevante è l'insorgenza del presupposto del debito, non la sua successiva formalizzazione.
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Interessi rimborso IRES: decorrenza e calcolo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13755/2024, ha stabilito un principio fondamentale sugli interessi per rimborso IRES derivanti da una norma retroattiva. Il caso riguardava una società che aveva richiesto il rimborso di IRES versata in eccesso a seguito dell'introduzione della deducibilità retroattiva dell'IRAP sul costo del personale. La Corte ha chiarito che gli interessi maturano dalla data dell'originario versamento e non dalla data di entrata in vigore della nuova legge, sottolineando la natura compensativa e non moratoria di tali accessori. Questa decisione consolida il diritto del contribuente a una reintegrazione patrimoniale completa.
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Credito d’imposta ricerca e sviluppo: l’obbligo del form
Una società si è vista negare un credito d'imposta per ricerca e sviluppo perché, pur avendolo maturato nel 2007, lo ha utilizzato nel 2009 senza presentare un formulario introdotto da una legge del 2008. La Corte di Cassazione ha stabilito che il fattore decisivo per l'obbligo di presentazione del modello è la data di fruizione del credito, non quella di maturazione. Utilizzando il credito dopo il 1° gennaio 2009, la società era tenuta a rispettare la nuova procedura, pena la decadenza dal beneficio.
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Litisconsorzio necessario tributario: il rinvio
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha affrontato un caso di accertamento fiscale a una socia di una società di persone. Ribadendo il principio del litisconsorzio necessario tributario, ha stabilito che la causa non può essere decisa separatamente da quella della società. Constatata la pendenza di un ricorso analogo da parte della società, ha disposto il rinvio della causa per una trattazione congiunta.
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Costi non deducibili: la prova spetta al contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13383/2024, ha stabilito che in tema di costi non deducibili, la semplice esibizione di fatture e pagamenti da parte del contribuente non è sufficiente a provarne la legittimità se l'Amministrazione finanziaria fornisce elementi presuntivi sull'inesistenza delle operazioni. La Corte ha inoltre ribadito il principio di trasparenza fiscale per le società di persone, secondo cui il reddito societario è imputato ai soci indipendentemente dalla sua effettiva percezione, accogliendo integralmente il ricorso dell'Agenzia delle Entrate.
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Iscrizione Gestione separata: no sanzioni pre-2011
Un professionista ha contestato la sua iscrizione d'ufficio alla Gestione separata dell'ente previdenziale. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione basato sulla natura abituale dell'attività professionale, ma ha annullato le sanzioni civili per l'anno 2005. La decisione si fonda su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha esonerato ingegneri e architetti dal pagamento di tali sanzioni per i periodi antecedenti all'entrata in vigore della legge di riferimento del 2011.
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Onere della prova SSD: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13347/2024, ha stabilito un principio chiave in materia fiscale per le Società Sportive Dilettantistiche. L'onere della prova SSD per dimostrare la sussistenza dei requisiti sostanziali, e non solo formali, per beneficiare delle agevolazioni fiscali spetta al contribuente e non all'Amministrazione Finanziaria. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente invertito tale onere.
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Operazioni oggettivamente inesistenti: la Cassazione
Una società del settore alimentare ha impugnato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate, che contestava la deduzione di costi per operazioni oggettivamente inesistenti, relative a sponsorizzazioni nel settore automobilistico ritenute sproporzionate e antieconomiche. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando i principi sull'onere della prova: spetta all'Amministrazione finanziaria fornire indizi, anche presuntivi, sull'inesistenza dell'operazione, dopodiché la prova contraria sull'effettività della prestazione ricade sul contribuente. La mera esibizione di fatture e pagamenti non è sufficiente a superare presunzioni gravi, precise e concordanti di fittizietà.
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Rimborso IVA su immobili di terzi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza n. 13162/2024, ha stabilito che un'impresa ha diritto al rimborso IVA per i costi di ristrutturazione di un immobile non di sua proprietà, ma detenuto in locazione e utilizzato per l'attività economica. La Corte ha rigettato la tesi restrittiva dell'Agenzia delle Entrate, affermando che il principio di neutralità fiscale dell'IVA e il criterio della strumentalità del bene prevalgono sulla nozione di 'bene ammortizzabile' legata alla proprietà.
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Immobili storici tassazione: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13101/2024, ha stabilito che i redditi derivanti dalla locazione di immobili di interesse storico da parte di una società costituiscono reddito d'impresa e non reddito fondiario. Di conseguenza, a tale attività non si applica il regime fiscale agevolato previsto per i privati, ma la tassazione ordinaria. La Corte ha però accolto il ricorso riguardo le sanzioni, disponendo il rinvio per la loro rideterminazione in base alla normativa più favorevole sopravvenuta (ius superveniens).
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Notifica socio società cancellata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena validità della notifica di una cartella di pagamento a un ex socio per debiti fiscali di una società cancellata dal registro delle imprese. La sentenza chiarisce che l'estinzione della società determina un fenomeno successorio, trasferendo le obbligazioni ai soci. Di conseguenza, la notifica socio società cancellata è legittima, poiché i soci diventano i nuovi responsabili del debito, analogamente a quanto avviene per gli eredi di un contribuente defunto.
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