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D.P.R. 917/1986

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Onere della prova frode fiscale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4608/2023, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova in caso di frode fiscale basata su operazioni soggettivamente inesistenti. L'Amministrazione Finanziaria deve fornire indizi gravi, precisi e concordanti sulla frode; una volta fatto, spetta al contribuente dimostrare di aver agito con la massima diligenza e in buona fede. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente ignorato gli elementi presuntivi offerti dal Fisco, valorizzando invece la mera regolarità formale dei documenti, ritenuta insufficiente in contesti di frode.
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Risarcimento perdita di chance: non è tassabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3804/2023, ha stabilito un importante principio in materia fiscale: il risarcimento del danno per perdita di chance professionale non è soggetto a tassazione. Il caso riguardava alcuni dirigenti medici che avevano ricevuto somme a titolo transattivo da un'Azienda Sanitaria per la mancata attivazione di un sistema di valutazione e incentivazione. L'Amministrazione Finanziaria riteneva tali somme un reddito da lavoro dipendente e quindi tassabili. La Suprema Corte ha invece chiarito che questo tipo di indennizzo non sostituisce un reddito mancato (lucro cessante), ma ripara un danno emergente, ovvero la perdita della possibilità di crescita professionale ed economica. Pertanto, non costituendo reddito, il risarcimento perdita di chance è fiscalmente esente.
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Tassazione fondo pensione: l’onere della prova
La Cassazione rigetta il ricorso degli eredi di un ex dirigente per un rimborso IRPEF. La corretta tassazione del fondo pensione richiede la prova, a carico del contribuente, che il rendimento derivi da effettivi investimenti sul mercato e non da calcoli attuariali. Senza tale prova, non si applica l'aliquota agevolata del 12,50%.
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Costi da fatture false: deducibilità e ius superveniens
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2466/2023, ha affrontato un complesso caso fiscale sulla deducibilità dei costi da fatture false per operazioni soggettivamente inesistenti. A seguito di una lunga vicenda processuale, la Corte ha stabilito che, in virtù di una nuova legge intervenuta (ius superveniens), tali costi possono essere dedotti se ne viene provata l'effettività, l'inerenza e gli altri requisiti generali. La sentenza ha quindi cassato la decisione del giudice di merito, che aveva negato la deducibilità basandosi su un precedente principio di diritto ormai superato dalla nuova normativa, più favorevole al contribuente.
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Agevolazioni Fiscali ONLUS: Attività Commerciale
Un'associazione non lucrativa si è vista negare le agevolazioni fiscali ONLUS poiché le sue attività principali, come l'organizzazione di eventi musicali, sono state giudicate di natura commerciale e non istituzionale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che la valutazione della natura delle attività è un giudizio di fatto che non può essere riesaminato in sede di legittimità. Il caso evidenzia l'importanza di dimostrare la prevalenza dell'attività istituzionale per beneficiare del regime fiscale agevolato.
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Agevolazioni fiscali ONLUS: Attività Commerciale
La Corte di Cassazione conferma la revoca delle agevolazioni fiscali ONLUS a un'associazione le cui attività di raccolta fondi, come l'organizzazione di eventi musicali, sono state giudicate di natura prevalentemente commerciale. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione sulla prevalenza dell'attività commerciale è un giudizio di merito, non sindacabile in sede di legittimità, sottolineando come il rispetto dei requisiti sostanziali sia essenziale per beneficiare del regime fiscale agevolato.
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Agevolazioni fiscali ONLUS: la Cassazione sospende
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'associazione sportiva dilettantistica a cui erano state negate le agevolazioni fiscali ONLUS. L'Agenzia delle Entrate contestava la mancanza di democrazia interna e la distribuzione indiretta di utili. La Corte ha sospeso il procedimento, accogliendo la richiesta dell'associazione di avvalersi di una definizione agevolata (condono fiscale), rinviando la decisione sul merito della questione.
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Agevolazione IRES enti ecclesiastici: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha negato a un Istituto Diocesano la riduzione dell'IRES, stabilendo che la sua vasta attività di gestione immobiliare (locazioni e vendite) costituisce un'attività commerciale. L'agevolazione IRES per enti ecclesiastici richiede non solo un fine istituzionale, ma anche che l'attività svolta non sia di natura imprenditoriale. La Corte ha inoltre confermato la tassabilità delle plusvalenze da cessione di terreni edificabili ma ha accolto il ricorso riguardo le sanzioni, ordinandone la rideterminazione in base a una legge successiva più favorevole.
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Regime fiscale immobili storici: l’agevolazione è automatica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1932/2026, ha stabilito un principio fondamentale per il regime fiscale degli immobili storici. Anche in caso di accertamento per redditi da locazione non dichiarati, l'amministrazione finanziaria deve applicare d'ufficio il regime agevolativo previsto per i beni di interesse storico-artistico. La Corte ha chiarito che tale beneficio non è subordinato a una specifica richiesta del contribuente, trattandosi del regime ordinario di determinazione del reddito per questa categoria di immobili. Il ricorso della contribuente è stato quindi accolto su questo punto, cassando la sentenza precedente e rinviando per una nuova valutazione.
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Regime fiscale ASD: quando viene disconosciuto
La Cassazione analizza il caso di una ASD a cui è stato revocato il regime fiscale agevolato. Pur confermando la natura commerciale dell'attività, la Corte cassa la sentenza per omessa pronuncia sulla detrazione dei costi, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Obbligo dichiarazione partecipazioni estere indirette
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1851/2026, ha stabilito che l'obbligo di dichiarazione ai fini del monitoraggio fiscale (Quadro RW) sussiste anche per le partecipazioni in società italiane detenute indirettamente tramite una società estera. Nel caso specifico, una contribuente, titolare effettiva di una società anonima situata in un paradiso fiscale, non aveva dichiarato le quote di società italiane (incluse società di persone) possedute da quest'ultima. La Corte ha rigettato il ricorso della contribuente, affermando che la normativa sul monitoraggio fiscale ha una portata ampia, mirando a colpire la detenzione effettiva di attività estere capaci di produrre reddito in Italia, a prescindere dalla forma giuridica della società partecipata o dallo schermo societario estero utilizzato.
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Presunzione utili soci: la Cassazione rinvia il caso
In un caso riguardante la presunzione utili soci di una società a ristretta base, l'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento ai soci per utili extracontabili, nonostante la società fosse già estinta. Le commissioni tributarie hanno confermato la legittimità degli atti. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo per acquisire i fascicoli dei precedenti gradi di giudizio, ritenuti indispensabili per la decisione finale.
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Litisconsorzio necessario: processo nullo senza società
Due soci impugnano un avviso di accertamento relativo ai loro redditi da partecipazione. La Corte di Cassazione, tuttavia, non entra nel merito della questione fiscale, ma rileva d'ufficio un vizio procedurale insanabile: l'assenza nel giudizio delle società di persone da cui originava il reddito. In applicazione del principio del litisconsorzio necessario, che impone la partecipazione di tutti i soggetti interessati dall'accertamento unitario (società e tutti i soci), la Corte ha dichiarato la nullità dei giudizi di primo e secondo grado, cassando la sentenza e rinviando la causa al primo giudice per la riassunzione del processo nei confronti di tutte le parti necessarie.
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Credito d’imposta estero: sì anche senza quadro GN
Una società holding, pur avendo percepito redditi dall'estero tra il 2004 e il 2012, ometteva di compilare i quadri specifici della dichiarazione dei redditi per richiedere il credito d'imposta estero. L'Agenzia delle Entrate negava il rimborso, ma la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente. La Suprema Corte ha stabilito che la mancata indicazione nel modello dichiarativo non comporta la decadenza dal diritto, in quanto le norme dei trattati internazionali contro la doppia imposizione prevalgono sulla normativa interna. L'attuale art. 165 del TUIR, a differenza della normativa precedente, non prevede una sanzione di decadenza esplicita per tale omissione.
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Credito imposta estero: no se manca pagamento reale
Una società manifatturiera chiedeva un credito d'imposta per tasse pagate nel Regno Unito su interessi maturati verso una società del gruppo. L'Agenzia delle Entrate ha negato il credito, sostenendo che gli interessi non erano stati effettivamente pagati, ma regolati tramite scritture contabili che trasferivano il debito a un'altra consociata. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, chiarendo che per l'applicazione del **credito d'imposta estero** è presupposto necessario un pagamento reale ed effettivo del reddito di fonte estera, non dimostrato nel caso di specie. Le mere annotazioni contabili sono risultate insufficienti.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in un caso tributario. A seguito dell'annullamento in autotutela degli avvisi di accertamento da parte dell'Amministrazione Finanziaria durante il giudizio di legittimità, viene meno l'interesse delle parti a proseguire la causa. La Corte ha disposto la compensazione delle spese legali, valorizzando il comportamento leale dell'ente impositore.
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Rinnovazione della notifica: la Cassazione salva l’appello
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro due società per una questione di indeducibilità di costi. A causa di un difetto nella notifica del ricorso a una delle società, dichiarata fallita, la Corte non ha dichiarato l'inammissibilità dell'appello, ma ha ordinato la rinnovazione della notifica. Questa ordinanza interlocutoria ha rinviato la causa a nuovo ruolo, concedendo 60 giorni alla parte ricorrente per sanare il vizio procedurale e garantire la corretta instaurazione del contraddittorio.
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Regime fiscale ASD: quando si perde l’agevolazione?
Un'associazione sportiva dilettantistica (ASD) ha contestato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate che negava il suo status di ente non profit. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per beneficiare del regime fiscale ASD agevolato non basta la qualifica formale, ma è necessario dimostrare che l'attività svolta non sia di natura prevalentemente commerciale. L'onere della prova ricade sull'associazione. La Corte ha inoltre confermato la responsabilità solidale del legale rappresentante per i debiti tributari, in virtù del suo ruolo direttivo.
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Presunzioni bancarie: come vincerle? La Cassazione
Un imprenditore ha ricevuto un accertamento fiscale milionario basato sulle presunzioni bancarie applicate a tutti i movimenti sui suoi conti correnti. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, chiarendo che per vincere la presunzione sui prelevamenti non basta indicare il beneficiario, ma è necessario dimostrare l'estraneità dell'operazione all'attività d'impresa. La sentenza sottolinea il rigoroso onere della prova che grava sul contribuente in caso di accertamento bancario.
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Gestione Separata: obbligo anche sotto i 5.000€
Un ente previdenziale ha impugnato una sentenza che esonerava un avvocato dal versamento dei contributi alla Gestione Separata, dato un reddito annuo inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il basso reddito non è di per sé sufficiente a qualificare un'attività come occasionale. Il criterio determinante è l'abitualità dell'esercizio professionale, che va valutata considerando anche altri elementi, come l'iscrizione all'albo. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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